Riforma fiscale

Riforma fiscale 2025: come il taglio al cuneo fiscale limita le detrazioni Irpef per redditi fino a 40mila euro

L’aumento delle detrazioni per lavoro dipendente riduce la base imponibile Irpef, limitando l’accesso ad altri bonus fiscali per i contribuenti con redditi medi

di Luca De Stefani

forbici che tagliano 50 euro nedo nardi - Fotolia

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La beffa delle detrazioni: all’aumentare degli sconti per lavoro dipendente, così da ridurre il cuneo fiscale, si riduce il perimetro di Irpef da dichiarare. E questo taglia la possibilità di beneficiare di ulteriori sconti fiscali, primo fra tutti il bonus legato alle ristrutturazioni edilizie.

In effetti, l’innalzamento della base “scontata” fa sì che aumentino i lavoratori dipendenti con redditi complessivi inferiori a 40mila, i quali, dal 2025, rischiano di risultare «incapienti» Irpef ai fini dell’utilizzo delle altre detrazioni fiscali, derivanti da spese effettivamente sostenute (bonus edilizi, spese mediche, spese per istruzione eccetera), con una riduzione dell’importo netto disponibile.

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Le novità 2025

Il meccanismo? Tra il 2024 e il 2025 è stato effettuato il passaggio dall’esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti all’incremento delle detrazioni forfettarie.

Si tratta di due misure: una ulteriore detrazione dei mille euro e l’aumento da 1.880 a 1.955 euro di quella di lavoro dipendente.

In particolare, dal 2025 è stata introdotta a regime per i titolari di reddito di lavoro dipendente (esclusi i redditi di pensione), con reddito complessivo superiore a 20mila euro e fino a 40mila euro, la seguente «ulteriore detrazione» dall’Irpef lorda:

  • se il reddito complessivo è tra 20.001 euro e 32mila euro, pari a mille euro;
  • se il reddito complessivo è tra 32.001 euro e 40mila euro, i mille euro si riducono progressivamente, fino ad azzerarsi raggiunta la soglia dei 40mila euro.

Se, invece, il reddito complessivo non è superiore a 20mila euro, ai titolari di reddito di lavoro dipendente (non per quelli di pensione) è riconosciuta a regime la cosiddetta «somma aggiuntiva» (a carico dell’Erario), non imponibile a Irpef, determinata applicando al reddito di lavoro dipendente del contribuente la percentuale: del 7,1% se il reddito di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro; del 5,3% se è superiore a 8.500 euro ma non a 15mila euro; del 4,8% se è superiore a 15mila euro e fino a 20mila euro.

Questa «somma aggiuntiva» erogata ai dipendenti - come detto - è a carico dell’Erario e può essere riconosciuta direttamente dal sostituto o fruita con la dichiarazione.

Gli importi dell’«ulteriore detrazione» e dell’aumento della detrazione per lavoro dipendente (oltre che della «somma aggiuntiva») hanno sostanzialmente sostituito l’esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti previsto dall’articolo 1, comma 15, della legge 213/2023. Solo per il 2024, infatti, ai dipendenti con retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità non superiore a 2.692 euro, al netto del rateo di tredicesima, è stato riconosciuto un esonero del 6% della quota dei contributi previdenziali a carico degli stessi.

La variazione 2024-2025

Quindi, semplificando, a parità di «netto in busta paga» percepito dal dipendente, tra il 2024 e il 2025 c’è stata una variazione di agevolazioni, passando da un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti a un incremento delle detrazioni forfettarie, costituito dall’aumento da 1.880 euro a 1.955 euro di quella di lavoro dipendente e dai mille euro dell’«ulteriore detrazione» (oltre che dalla «somma aggiuntiva»).

Queste due detrazioni, però, hanno ridotto l’Irpef potenzialmente «riducibile» con altri benefici fiscali, derivanti da spese effettivamente sostenute (spese mediche, bonus edilizi, spese per istruzione, eccetera).

Questo a differenza di quanto avveniva nel 2024, quando queste detrazioni potevano essere «utilizzate» per ridurre l’Irpef, peraltro, dopo aver beneficiato dell’esonero parziale dei contributi previdenziali a loro carico (non più applicabile dal 2025).

Molti dipendenti, pertanto, dal 2025 risulteranno «incapienti» Irpef ai fini dell’utilizzo di queste detrazioni, con una riduzione dell’importo netto percepito.

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