Fila tra matite e digitale. Più efficienze operative e marketing sulla rete
Nel 2020 business in calo per il Covid. Nel primo trimestre 2021 Ebitda e utile in rialzo. C’è il nodo dell’India ma la società conferma il budget sull’anno
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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La digitalizzazione. È un fil rouge che lega, su vari livelli, diverse attività di F.i.l.a. (Fabbrica Italiana Lapis e Affini). Una parte della strategia del gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, a sostegno del business.
Il digital marketing
In tal senso può ricordarsi il fronte della pubblicità e marketing. Qui la società, sia nello “School & Office” che nel “Fine art, Hobby & Digital”, punta ad aumentare l’attività sui canali digitali, in particolare i social network. L’impegno è variegato: dai tutorial su youtube fino all’ulitizzo di “influencer” di settore. Un esempio? Negli Stati Uniti la partnership con Cassie Stephens, nota insegnante d’arte, che nelle sue attività sui social usa (anche) i prodotti di Prang (marchio del gruppo). Si tratta, a ben vedere, di un approccio verso la clientela di tipo “pull” (e non “push”). Il quale, da una parte, richiede certamente più tempo per raggiungere risultati; ma, dall’altro, consente di consolidare maggiormente il rapporto con il consumatore. Al di là di ciò va ricordato che il gruppo, investe in media l’anno il 2,5-3% dei ricavi in pubblicità e marketing. Un esborso che, sempre di più, è indirizzato verso il mondo digitale.
Il commercio elettronico
Quel digitale la cui rilevanza è rappresentata dallo stesso e-commerce. Qui, dapprima, va rilevato che Fila non ha una presenza diretta di vendita online con una sua pagina web. Ciò detto a fine del 2019 i ricavi da commercio elettronico valevano circa il 3,9% di quelli complessivi. Oggi il valore si aggira intorno al 7%. Certo: la pandemia, con il confinamento in casa, ha agevolato la dinamica. Tuttavia è indubbio che il trend ha natura strutturale. Tanto che Fila, nel medio periodo, prevede che il commercio elettronico arriverà a valere circa il 20% del giro d’affari. Insomma: numeri che descrivono uno scenario sempre più rilevante rilevante.
Anche a fronte di ciò la società, seppure ancora a livello di strategia, sta valutando, nel medio-lungo periodo, essa stessa di arrivare ad avere una presenza diretta di vendita sul web. Un obiettivo che, unitamente a contribuire all’espansione della quota di e-commerce (a più alta marginalità), richiederebbe nuovi investimenti, ad esempio, nella logistica.
Rischio concorrenza
A fronte di una simile prospettiva sorge, tuttavia, un dubbio. Nel momento in cui Fila dovesse entrare nella vendita diretta tramite internet, diventerebbe concorrente degli stessi player, attivi nel commercio elettronico, suoi clienti. Il che può essere un rischio. Fila, su questo punto, non condivide il timore. Tra gli atout del gruppo, viene spiegato, ci sono la forza dei suoi marchi e l’alta qualità dei prodotti, garantita quest’ultima dalla diretta gestione della filiera produttiva. Tutte caratteristiche che, rendendo le sue soluzioni importanti per i clienti, consentiranno, conclude l’azienda, di gestire nella maniera più opportuna gli scenari che le si proporranno davanti.


