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Fibercop, nuovi listini per le telco e leva per la fibra Ftth

Dopo il riconoscimento da parte di Agcom della società, che fa capo a un consorzio guidato da Kkr, come operatore wholesale only, meno vincoli e listini in revisione

di Andrea Biondi

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La nuova cornice regolatoria apre una fase diversa per Fibercop. A metà marzo Agcom ha riconosciuto la società come operatore “wholesale only”, cioè attivo esclusivamente nella fornitura di servizi all’ingrosso, sancendo di fatto il passaggio definitivo dal modello integrato del passato a uno separato e neutrale. Un passaggio che discende dalla separazione della rete fissa da Tim, operativa dal luglio 2024, e che ha portato l’Autorità a qualificare Fibercop come soggetto attivo «solo nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso» ai sensi del Codice delle comunicazioni elettroniche.

Il riconoscimento non è solo formale. Agcom, con una decisione approvata l’11 marzo e sostenuta anche da Antitrust e Commissione Ue, ha aggiornato l’intera analisi dei mercati della rete fissa, attribuendo a Fibercop lo status di operatore “wholesale only” e ridefinendo conseguentemente gli obblighi regolatori.

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In concreto, la società non opera più sul mercato retail e non ha integrazione verticale con operatori finali, configurandosi come infrastruttura neutrale a disposizione di tutti gli operatori. Questo consente un alleggerimento dei vincoli rispetto al passato, sostituiti da obblighi di accesso, non discriminazione e prezzi equi e ragionevoli.

È proprio su questa base che si inserisce la proposta di revisione dei listini all’ingrosso ora al vaglio dell’Autorità. Con questa manovra sui prezzi Fibercop appare voler rivendicare coerenza con il nuovo assetto industriale e con un piano di investimenti da 10 miliardi di euro nel quadriennio 2024-2027 per una rete avanzata, neutrale e capillare.

Il cuore della proposta è però nel segnale economico inviato al mercato: favorire la migrazione dal rame alla fibra. I prezzi dei servizi Fttc e di quelli in rame sono destinati a crescere dell’8,8% entro fine 2026, con un progressivo riallineamento ai costi individuati da Agcom nella precedente analisi di mercato. In direzione opposta, invece, andrebbero i prezzi dei servizi Ftth, previsti in calo.

La tempistica aggiunge un elemento di gradualità. Una volta ottenuto il via libera dell’Autorità, i nuovi prezzi entrerebbero in vigore dal 15 settembre, lasciando agli operatori retail altri sei mesi di transizione a condizioni invariate. In un mercato ancora molto competitivo.

«Il mercato italiano delle telecomunicazioni – commenta Giovanni Moglia, chief regulatory officer di Fibercop al Sole 24 Ore - è oggi il più competitivo d’Europa. In questo contesto, il riconoscimento di Fibercop come operatore wholesale only consente di aprire una nuova fase regolatoria basata su condizioni eque e ragionevoli per tutti gli operatori. Con la proposta di revisione dei listini, prevista dalla nuova regolamentazione, puntiamo ad avvicinare gradualmente l’Italia alle best practice europee, restando al tempo stesso il Paese con i prezzi all’ingrosso più competitivi del continente. L’obiettivo è il sostegno agli investimenti in un’infrastruttura strategica e la promozione della transizione verso la fibra, garantendo al tempo stesso condizioni eque per tutti gli operatori».

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