Parla l’ad Walter Renna

«Fastweb, supercomputer per spingere sull’offerta d’intelligenza artificiale»

di Andrea Biondi

3' di lettura

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«Offriamo cloud, servizi di cybersecurity e ora uniamo un tassello importante: un’offerta legata all’intelligenza artificiale con una nostra infrastruttura, un modello fondativo “made in Italy” e tutto il supporto che servirà ad aziende e Pa per sviluppare i propri servizi».

Walter Renna, 41 anni, ad Fastweb dal 1° ottobre, in questa sua prima intervista al Sole 24 Ore così spiega il plus dell’operazione che ha portato la controllata di Swisscom a investire acquistando da Nvidia un nuovo “supercomputer” che, senza scendere in tecnicismi, va a porsi come una infrastruttura potente sulla quale far girare un cervello (i cosiddetti “Llm” o modelli fondativi) tutto italiano, che rispetterà la sovranità del dato, «che sarà addestrato su dati italiani e per il quale riconosceremo i diritti a tutti i data providers interessati», editori compresi, «al contrario di quanto accade oggi».

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In Europa c’è già chi sta lavorando (Iliad ha annunciato un impegno di 200 milioni in Francia), ma in Italia «ci muoviamo per primi, con l’occhio a un mercato che nel suo complesso già oggi ha raggiunto 600 milioni e che, considerando anche l’indotto, aumenterà fino a 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni».

L’intelligenza artificiale come nuova frontiera dell’offerta business per le telco?

Sicuramente va a rafforzare questo segmento di attività che per noi già oggi vale il 50% del giro d’affari. L’intelligenza artificiale rappresenta comunque un cambio di paradigma, paragonabile all’arrivo sulla scena del web, in particolare se consideriamo l’AI generativa. In questo quadro c’è un aspetto da tenere in considerazione

Quale?

I pilastri dono due: infrastrutture e i modelli fondativi, vale a dire quel cervello che viene addestrato e sviluppato oggi da colossi Usa. La partnership con Nvidia ci garantirà l’infrastruttura. Nel mentre grazie ai nostri esperti, una trentina oggi ma che aumenteranno con il tempo, costruiremo il primo modello fondativo italiano che terrà conto della specificità linguistica e culturale.

Quando sarà pronto?

Nella seconda metà del 2024.

Un’offerta innovativa ad aziende e Pa per compensare i cali nel mercato consumer?

Il mercato consumer in Italia è in grande sofferenza. L’ultimo Rapporto Asstel ha fotografato una situazione che vede l’Italia con i livelli di prezzo più in ribasso in Europa negli anni. E questo pesa. L’offerta business è per noi centrale come il segmento wholesale.

Che ha visto Sky come vostro cliente per lanciare Sky mobile.

È un accordo di distribuzione che permette a noi di spingere ancora di più sul mobile, visto che i clienti resteranno di Fastweb, e a Sky di offrire un nuovo servizio alla loro customer base.

Contro i cali del mercato si guarda al consolidamento. Come anticipato un mese fa dal Sole 24 Ore, ci sarebbero discussioni fra voi e Vodafone in Italia.

Io posso solo dire che sono rumors ciclici e che noi siamo concentrati sui nostri progetti strategici. Come è evidente anche dal nostro annuncio di oggi. Invito piuttosto a un’altra riflessione.

Quale?

Il mercato ha bisogno di un sostegno. Sarebbe utile un incentivo per la migrazione dal rame alla fibra. Che però dovrebbe andare agli operatori e non ai clienti, anche per evitare possibili fenomeni distorsivi.

Parlando di rete, siete azionisti al 4,5% di Fibercop. Entrerete nella Netco scorporata da Tim?

Stiamo valutando e discutendo con Kkr. Per noi è un investimento industriale e in quest’ottica di sviluppo della rete Ftth in Italia abbiamo partecipato. Se ci sarà la possibilità di continuare a lavorare in questo modo, con una nostra presenza nel board, rimarremo all’interno del progetto.

Differente l’esito della questione Psn, sul cloud nazionale. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della vostra cordata (Fastweb-Aruba), ma ormai il lavoro è stato avviato da Tim-Leonardo-Cdp-Sogei.

Siamo disponibili a lavorare per trovare una soluzione. In ballo ci sono fondi del Pnrr e nessuno vuole che questi fondi si blocchino. Al momento ci sono tutta una serie di opzioni sul tavolo, compreso il nostro subentro nel Psn, che è in fase di valutazione da parte del Governo. Vediamo. Noi, siamo aperti a collaborare.

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