«Fastweb, supercomputer per spingere sull’offerta d’intelligenza artificiale»
3' di lettura
3' di lettura
«Offriamo cloud, servizi di cybersecurity e ora uniamo un tassello importante: un’offerta legata all’intelligenza artificiale con una nostra infrastruttura, un modello fondativo “made in Italy” e tutto il supporto che servirà ad aziende e Pa per sviluppare i propri servizi».
Walter Renna, 41 anni, ad Fastweb dal 1° ottobre, in questa sua prima intervista al Sole 24 Ore così spiega il plus dell’operazione che ha portato la controllata di Swisscom a investire acquistando da Nvidia un nuovo “supercomputer” che, senza scendere in tecnicismi, va a porsi come una infrastruttura potente sulla quale far girare un cervello (i cosiddetti “Llm” o modelli fondativi) tutto italiano, che rispetterà la sovranità del dato, «che sarà addestrato su dati italiani e per il quale riconosceremo i diritti a tutti i data providers interessati», editori compresi, «al contrario di quanto accade oggi».
In Europa c’è già chi sta lavorando (Iliad ha annunciato un impegno di 200 milioni in Francia), ma in Italia «ci muoviamo per primi, con l’occhio a un mercato che nel suo complesso già oggi ha raggiunto 600 milioni e che, considerando anche l’indotto, aumenterà fino a 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni».
L’intelligenza artificiale come nuova frontiera dell’offerta business per le telco?
Sicuramente va a rafforzare questo segmento di attività che per noi già oggi vale il 50% del giro d’affari. L’intelligenza artificiale rappresenta comunque un cambio di paradigma, paragonabile all’arrivo sulla scena del web, in particolare se consideriamo l’AI generativa. In questo quadro c’è un aspetto da tenere in considerazione



