Evergrande, dal crack alla cacciata dalla Borsa: via dal listino di Hong Kong
Dal 25 agosto cancellata la quotazione dell’ex colosso immobiliare cinese: non soddisfa nessun requisito per le negoziazioni
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Che fine ha fatto Evergrande, il colosso dell’immobiliare cinese da 50 miliardi di dollari crollato sotto il peso di 300 miliardi di passività?
A parte le proteste dei creditori truffati, in Cina e all’estero, ancora alla ricerca di un briciolo di rivalsa, della società e delle sue traversie si erano perse le tracce.
Il titolo Evergrande è arrivato a fine corsa senza gloria alcuna. È di ieri la notizia che Evergrande sarà cassata dai listini di Hong Kong a partire dal prossimo 25 agosto, quel che resta della società un tempo simbolo della grandiosità del mattone cinese, oggi zavorra della ripresa della Cina ha dichiarato che non farà opposizione al delisting.
La prima crepa
La prima crepa nel sistema immobiliare si è aperta a fine 2021, a causa della stretta ai prestiti decretata un anno prima dal Governo centrale, con il default di un’obbligazione in dollari nel dicembre 2021.
Una discesa culminata nella sospensione dalle contrattazioni il 29 gennaio del 2024 decisa dall’Alta Corte di Hong Kong che, in mancanza di un piano di ristrutturazione praticabile per il suo debito offshore da 23 miliardi di dollari, ne decretò la liquidazione.


