Vinitaly

Etichette sulle bottiglie di vino, dalla Ue una riforma soft

QR Code e pittogrammi al vaglio del Parlamento Ue dovrebbero far evitare le scritte allarmistiche introdotte in Irlanda che non distinguono tra abuso e consumo moderato

di Giorgio dell'Orefice

Qr code obbligatorio sulle etichette del vino

3' di lettura

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Un pittogramma ci salverà. Nei giorni scorsi il Commissario Ue all’agricoltura ha presentato il proprio “pacchetto vino” che ora dovrà essere vagliato dal Parlamento Ue e dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento ha introdotto alcune importanti semplificazioni nelle norme del settore chiarendo un principio cardine: le misure anticrisi per contenere la produzione (dalla “rottamazione” dei vigneti ovvero gli espianti fino alla distillazione delle eccedenze) possono essere adottate dagli Stati membri ma vanno finanziate solo con risorse nazionali mentre Bruxelles continuerà a sostenere (nell’ambito dell’Ocm vino) le azioni per favorire la competitività delle imprese del settore: dalla ristrutturazione dei vigneti, agli investimenti in cantina fino alla promozione sui mercati esteri.

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Una misura quest’ultima, sempre più strategica e che proprio per questo potrà godere di alcune importanti flessibilità di manovra introdotte da Bruxelles.
In particolare, per queste misure la percentuale di cofinanziamento comunitario salirà dall’attuale 40% con percentuali differenziate in base alle diverse tipologie di intervento e arriverà a coprire fino all’80% dell’investimento nel caso di azioni effettuati in vigneto e in cantina di contrasto ai cambiamenti climatici.

Ma non solo. Il nuovo regolamento ha anche introdotto alcune definizioni più dettagliate a proposito del segmento dei vini dealcolati (zero alcol o a basso contenuto alcolico), una nuova fetta di offerta che appare molto promettente in particolare su alcuni mercati e la cui produzione Bruxelles aveva già autorizzato in Europa con un regolamento del 2017.

Ma – soprattutto – il nuovo provvedimento Ue ha dettato nuove regole di etichettatura compreso lo strumento del QR Code. «È un’innovazione molto importante della quale non si è ancora colta la reale portata – spiegano a Bruxelles –. In primo luogo, è stato chiarito che non sarà possibile aggiungere in etichetta nuovi termini rispetto alle informazioni obbligatorie. E che, quindi, tali elementi aggiuntivi vanno rimandati al QR Code. Il primo vantaggio è che in questo modo si evita l’introduzione di nuovi termini che poi si sarebbero dovuti tradurre in tutte le lingue dell’Unione europea. Ma soprattutto stiamo esplorando tutte le nuove possibilità che saranno garantite da questo strumento».

Sullo sfondo resta il tema dell’offensiva anti alcol che nei mesi scorsi ha spinto l’Irlanda ad approvare una legge (che dovrebbe entrare in vigore nel 2026) in base alla quale saranno introdotti health warnings nelle etichette delle bottiglie di vino. Secondo la legge irlandese occorrerà riportare sulle etichette dei vini “nuoce alla salute” come avviene sui pacchetti di sigarette.

«L’idea di fondo alla quale si sta lavorando – spiegano dagli uffici della Commissione Ue – è che, considerato l’attuale difficile scenario di mercato con possibili nuove restrizioni al commercio extra Ue, bisognerebbe almeno evitare di introdurre nuovi ostacoli che possano penalizzare anche il mercato e i consumi interni. E la legge irlandese può penalizzare non solo il vino ma tutti i prodotti contenenti alcol compresi la birra e il whiskey irlandesi».

In questo senso il nuovo QR Code offre una interessante via d’uscita. «Le nuove norme sull’etichettatura – spiega Paolo De Castro che ne ha parlato nei giorni scorsi a Roma con il Commissario Ue all’Agricoltura e allo Sviluppo Ruriale, Christophe Hansen – consentono di riportare in etichetta dei pittogrammi in grado di evidenziare i rischi legati al consumo di alcol per alcune categorie di consumatori come donne in gravidanza, minorenni o ancora i drivers ovvero i soggetti che per lavoro conducono veicoli. Il secondo passo sarà poi intavolare un negoziato con le autorità irlandesi per spiegare come sia possibile soddisfare le loro esigenze informative con il ricorso ai pittogrammi in etichetta e il rinvio per ulteriori dettagli al QR Code».

«In questo modo – conclude il commissario Hansen - confidiamo si possa giungere al ritiro della legge irlandese che introducendo health warnings e trattando il vino alla stregua delle sigarette, rischia di penalizzare i consumi interni e soprattutto non consentirebbe di fare alcun passo in avanti sulla distinzione tra consumo moderato di prodotti alcolici e abuso che invece è il vero centro del problema».

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