Eredità Agnelli, John Elkann verso i servizi sociali
Tre richieste di archiviazione e il parere favorevole dei Pm per una messa alla prova. Nessuna ammissione di colpa, il legale: si conclude una vicenda dolorosa
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Tre richieste di archiviazione e il parere favorevole per una messa alla prova. La Procura della Repubblica di Torino ha chiuso le indagini sugli illeciti fiscali contestati nell’ambito dell’eredità di Marella Agnelli - vedova di Gianni Agnelli, morta nel 2019 -, chiedendo l’archiviazione per Lapo e Ginevra Elkann e per Urs Robert Von Grunigen, notaio di Marella Caracciolo, lasciando aperta una contestazione nei confronti del fratello John. Il presidente di Stellantis e di Ferrari ha contestualmente chiesto la messa alla prova - con il parere favorevole della Procura torinese - per ottenere la sospensione del procedimento penale, sulla quale dovrà ora esprimersi il Gip.
L’accordo
I fratelli Elkann, nell’ambito dell’accordo con la procura, pagheranno congiuntamente 183 milioni di euro all’agenzia delle Entrate per neutralizzare le contestazioni di dichiarazione infedele e truffa in danno dello Stato. La procura ha inoltre formulato una richiesta di archiviazione parziale, solo per il reato di dichiarazione infedele e limitatamente a due annualità, per John Elkann. Il presidente di Stellantis ha raggiunto l’accordo con la Procura per la messa in prova per un anno ai servizi sociali, al fine di sospendere il procedimento per presunta frode fiscale, sempre in relazione all’eredità della nonna. L’istituto della messa alla prova, introdotto nel nostro ordinamento nel 2014, nel caso di esito finale positivo, comporta l’estinzione dei reati contestati.
L’avvocato Paolo Siniscalchi, legale dei fratelli Elkann, a margine del comunicato della Procura ha sottolineato che «le determinazioni dei pubblici ministeri, anche alla luce della definizione complessiva con l’agenzia delle Entrate delle possibili controversie attinenti agli oneri tributari potenzialmente gravanti sui Fratelli in qualità di eredi di Donna Marella Agnelli, aprono la possibilità di concludere con celerità e definitivamente una vicenda dolorosa, evitando ulteriori conseguenze sul piano personale e familiare. La richiesta di John Elkann di messa alla prova si colloca in questo quadro e non comporta, come del resto la definizione con il fisco, alcuna ammissione di responsabilità».
La Procura ha chiesto l’archiviazione parziale, oltre che per John Elkann, anche per Gianluca Ferrero, commercialista della famiglia e attuale presidente della Juventus, per il quale ha anche espresso parere favorevole alla richiesta di applicazione della pena. Al notaio torinese Remo Maria Morone è stato invece notificato l’avviso di conclusione delle indagini, in relazione al quale il professionista ha ora la possibilità di produrre argomentazioni difensive per evitare il rinvio a giudizio.
La nota dei legali di Margherita Angelli
Al contrario, per i legali di Margherita Agnelli (che aveva presentato l’esposto contro ignoti da cui ha avuto origine il procedimento penale) la richiesta di messa alla prova è una conferma della condotta illecita di John Elkann. «C’è un’inequivocabile ammissione di responsabilità e acquiescenza - sostiene l’avvocato Dario Trevisan - rispetto ai fatti contestati, evidentemente nella consapevolezza di John Elkann e di Gianluca Ferrero dell’insussistenza dei presupposti per ottenere una sentenza assolutoria».


