Inchieste

Eredità Agnelli, la firma è «ragionevolmente apocrifa»

Di chi sono le firme sui documenti? La procura di Torino, secondo quanto si apprende, sarebbe intenzionata a chiedere una nuova perizia sulle firme riconducibili a Marella Caracciolo

Nella foto di archivio del 25 dicembre 2000 Giovanni Agnelli e sua moglie Marella Caracciolo fotografati a piazza S. Pietro per la benedizione ''Urbi et Orbi'' del Pontefice. L'azione legale intentata da Margherita Agnelli contro la mamma Marella, Gianluigi Gabetti, Siegfried Maron e Franzo Grande Stevens per l'eredita' dell'Avvocato, e' stata respinta. Il giudice Brunella Rosso del Tribunale di Torino l'ha rigettata e ha condannata Margherita Agnelli a pagare in toto le spese legali pari a 32.000 euro. ANSA ARCHIVIO/ BRAMBATTI/ CRI

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Di chi sono le firme sui documenti? La procura di Torino, secondo quanto si apprende, sarebbe intenzionata a chiedere una nuova perizia sulle firme riconducibili a Marella Caracciolo poste su alcuni documenti sequestrati, insieme a device e a computer, nel corso della perquisizione eseguita nell’ambito dell’inchiesta su di una presunta frode fiscale, in relazione all’eredità della donna, moglie dell’Avvocato e madre di Margherita Agnelli

I sospetti dei Pm

Nel corso delle perquisizioni i magistrati hanno acquisito gli originali di questi documenti e dunque ora intenderebbero ripetere gli accertamenti già eseguiti sulle copie. Le analisi già effettuate, come si era appreso nei giorni scorsi, secondo i magistrati avrebbero fatto emergere che le firme in questione sarebbero di «natura ragionevolmente apocrifa» su «alcuni documenti di rilievo», come «le aggiunte testamentarie» e anche su dei «contratti di locazione degli immobili italiani».

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L’inchiesta

Tutto questo rientra come strascico della complicata battaglia sull’eredità dell’Avvocato Gianni Agnelli intentata da Margherita Agnelli nei confronti dei figli John, Lapo e Ginevra Elkann.

Un focus sulle società fiduciarie del gruppo controllato dalla famiglia Agnelli è stato attivato dalla procura di Torino, con la Guardia di Finanza che ha acquisito della documentazione nello studio di un notaio. Secondo quanto si è appreso, il fascicolo è stato aperto dopo un esposto presentato proprio da Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli. Sarebbero tre le persone iscritte nel registro degli indagati. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti informate si tratta di Gianluca Ferrero, commercialista torinese, Robert Von Groueningen, amministratore dell’eredità di Marella Agnelli per incarico dell’autorità giudiziaria svizzera, e di John Elkann, figlio di Margherita Agnelli, presentatrice dell’esposto che ha innescato gli accertamenti dei magistrati subalpini.

La risposta dei legali

Intanto, i legali di John Elkann e di Gianluca Ferrero, coinvolti nell’inchiesta della magistratura torinese sull’eredità di Marella Agnelli, hanno presentato istanza al tribunale del riesame in merito al decreto di perquisizione emesso dalla procura di Torino. Il provvedimento riguarda sia la documentazione sia i sistemi informatici sequestrati.

Le società del gruppo

Bisogna sottolineare che l’inchiesta ha per oggetto un eventuale reato fiscale. Non sarebbero invece coinvolte le società del gruppo controllato dalla dinastia torinese. L’obiettivo degli accertamenti è verificare le ipotesi di irregolarità di carattere fiscale in particolare con riferimento alla residenza fiscale della madre di Margherita, Marella Caracciolo di Castagneto. Non sarebbe a carico di ignoti il procedimento avviato dalla procura di Torino sulle fiduciarie del gruppo controllato dalla famiglia Agnelli. I magistrati hanno effettuato delle iscrizioni nel registro degli indagati.

Si tratta di un nuovo filone nell’ambito della battaglia giudiziaria avviata oramai da anni da Margherita Agnelli. Proprio un mese fa è ritornata al tribunale di Torino l’azione penale promossa nei confronti dei figli per una questione legata indirettamente all’eredità del padre Gianni Agnelli. La Cassazione ha, infatti, annullato parzialmente l’ordinanza con cui i giudici del capoluogo piemontese, lo scorso giugno, avevano disposto lo stop alla causa in attesa che venissero definiti tre procedimenti giudiziari in corso in Svizzera. Parallelamente stanno andando avanti le indagini della Procura di Milano con al centro le tredici opere d’arte che arredavano Villa Frescot e Villar Perosa a Torino e una residenza di famiglia a Roma, sparite anni fa e ora reclamate dalla figlia Margherita unica erede dopo la morte della madre Marella Caracciolo di Castagneto.

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