Trimestrali

Eni: l’utile operativo a 4,1 miliardi, corre la produzione (+6%). Descalzi: «Risultati oltre alle attese»

I conti dell’esplorazione e produzione spingono i risultati del gruppo che rivede al rialzo alcuni target e accelera sul piano di riacquisto delle azioni rispetto alla scadenza di aprile 2025

di Celestina Dominelli

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5' di lettura

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Sfruttando il forte traino del suo consueto “motore”, l’esplorazione e produzione che ha chiuso il trimestre con un balzo del 26% dell’utile operativo pro forma adjusted, superando i 3,5 miliardi, Eni arriva al giro di boa dei conti con risultati superiori alle stime degli analisti e con una rilevante crescita della produzione (+6% rispetto al 2023) tanto che il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha deciso di rivedere al rialzo alcuni target 2024, a cominciare dall’ebit proforma adjusted, portata a 15 miliardi, e ha annunciato un’accelerazione del piano di buyback rispetto alla scadenza di aprile 2025.

I conti del trimestre

Tornando ai numeri, il trimestre si chiude con utile operativo pro forma adjusted di 4,1 miliardi, in leggero decremento rispetto all’anno prima (-3%) per effetto della normalizzazione del risultato di Ggp (la divisione Gas) e la riduzione dei margini di Versalis (la chimica), appesantite dalle difficili condizioni di mercato e dall’ulteriore fase di declino del ciclo della chimica in Europa. Nel primo semestre, l’asticella è stata pari a 8,2 miliardi, in calo del 19% rispetto al primo semestre 2023. L’utile ante imposte adjusted, rettificato dagli effetti dalle operazioni straordinarie, si attesta a 3,4 miliardi, in riduzione del 7% rispetto al secondo trimestre del 2023. L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti è di 1,5 miliardi, in calo del 21% rispetto al secondo trimestre e sconta l’incremento del tax rate di gruppo che è stato pari al 55% (rispetto al 47% del trimestre di confronto) per via del maggior carico fiscale sul risultato ante imposte consolidato dei paesi esteri.

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Flusso di cassa e debito

Il flusso di cassa ajusted prima delle variazioni del capitale circolante è di 3,9 miliardi, grazie alla robusta gestione industriale sostenuta dall’efficacia operativa, dalla crescita, dai nostri asset di valore e dalla disciplina finanziaria. Nel primo semestre 2024 il gruppo ha generato un flusso di cassa da attività operativa adjusted di 7,8 miliardi, coprendo i fabbisogni per investimenti di 4,1 miliardi. Il flusso di cassa organico di 3,7 miliardi ha consentito di coprire la remunerazione degli azionisti di 2 miliardi e unitamente ai proventi da cessioni relativi principalmente a Plenitude e Saipem per circa 1 miliardo hanno ridotto l’indebitamento a 12,1 miliardi dopo l’elevato livello che si era accumulato nel primo trimestre dell’anno per effetto dell’acquisizione di Neptune (2,3 miliardi). Quanto al leverage, è tornato su di un andamento discendente, pari allo 0,22 a a fine giugno.

Descalzi: risultati superiori alle attese

L’ad Claudio Descalzi parla di «risultati superiori alle attese» che dimostrano «i significativi progressi fatti da Eni in molteplici aspetti della sua strategia e del piano industriale illustrati agli investitori lo scorso marzo. Rispetto ai chiari obiettivi di sviluppo delle nostre linee di business che presentano vantaggi competitivi: la produzione di idrocarburi, la bioraffinazione e la capacità di generazione rinnovabile, abbiamo conseguito in ciascuno una rilevante crescita». Il ceo pone l’accento sugli «eccellenti risultati finanziari con 1,5 miliardi di profitti netti adjusted. In parallelo alla crescita industriale, stiamo compiendo progressi superiori alle aspettative nelle attività di gestione del portafoglio in termini sia di tempi di esecuzione sia di valore generato». Stiamo migliorando, aggiunge, «la qualità del portafoglio upstream, con il recente annuncio della dismissione di attività petrolifere non strategiche in Alaska e il completamento in corso della vendita delle attività onshore in Nigeria, mentre abbiamo definito un accordo per l’aggregazione aziendale tra Ithaca Energy e in nostri asset in Uk».

Le ultime operazioni

Quindi un passaggio sulle operazioni più recenti. «Enilive ha annunciato un accordo di esclusiva con il fondo Kkr per un ingresso di capitale privato che, in modo simile all’operazione finalizzata nel primo trimestre relativa a Plenitude, concorra a finanziare la crescita e confermi il valore che stiamo creando nei nostri business legati alla transizione - spiega -. Nonostante il contributo del portafoglio sia stato relativamente contenuto nel secondo trimestre, il debito netto è diminuito e, con i disinvestimenti che stanno progredendo, prevediamo un leverage significativamente inferiore a 0,2 a fine anno, meglio delle nostre aspettative iniziali. Questo a sua volta ci consentirà di accelerare il piano di riacquisto di azioni proprie da 1,6 miliardi di euro a conferma della nostra capacità di realizzare sia gli obiettivi di crescita del business, sia quelli di remunerazione degli azionisti».

L’andamento dei settori

Passando ai settori, l’esplorazione e produzione (E&P) registra un utile operativo proforma adjusted di 3,5 miliardi nel secondo trimestre, in aumento rispetto al trimestre di confronto e su base sequenziale (+26% e +6% rispettivamente) sostenuto, come detto, dalla crescita della produzione (+6%) a 1,71 milioni di barili di olio equivalente al giorno e dalle azioni di efficienza con effetti positivi sugli utili. L’utile operativo della Ggp (Global Gas & Lng Portfolio) è pari a 0,33 miliardi nel secondo trimestre grazie alle continue iniziative di ottimizzazione di portafoglio sia gas che Gnl. L’utile operativo operativo proforma adjusted di Enilive è di 0,12 miliardi, sostenuto dalle maggiori lavorazioni bio e dal contributo della commercializzazione, in parte compensati dai minori margini di vendita dei biocarburanti. L’utile operativo proforma adjusted di Plenitude si attesta a 0,15 miliardi, +12% nel secondo trimestre, e beneficia della migliore performance del business retail e dell’entrata a regime di nuova capacità installata da fonti rinnovabili e dei relativi volumi prodotti.

Raffinazione e chimica

Venendo alla raffinazione (Refining), l’utile operativo proforma adjusted è di 0,1 miliardi nel secondo trimestre, in aumento rispetto al secondo trimestre 2023, grazie ai favorevoli margini di raffinazione e tassi di utilizzo degli impianti invariati. Il business della chimica di Versalis ha invece conseguito una perdita di 0,22 miliardi a causa di condizioni di mercato particolarmente sfavorevoli.

L’outlook 2024

Sul fronte dei target di fine anno, Eni ha deciso di accelerare su alcuni fronti, rivedendo al rialzo le previsioni per E&P e Ggp e confermando la previsione annuale e l’incremento della capacità installata per Enilive e Plenitude. In particolare, in E&P la produzione annua di idrocarburi è prevista verso il limite superiore dell’intervallo annunciato di 1,69 - 1,71 mln di boe/g assumendo una previsione di prezzo del Brent di 86 dollari al barile. Per Ggp, la previsione di utile operativo proforma adjusted è rivista al rialzo a circa 1 miliardo. Quanto a Enilive e Plenitude, vengono confermati l’ebitda proforma adjusted di circa 1 miliardo per ciascun segmento, nonostante l’impatto negativo dello scenario, e la capacità installata di energia rinnovabile a 4 gigawatt a fine 2024 (+30% rispetto all’anno precedente).

Rivista al rialzo la previsione sull’ebit proforma adjusted

Sul fronte dei risultati consolidati, la previsione di ebit proforma adjusted è rivista al rialzo a circa 15 miliardi, mentre il flusso di cassa adjusted prima della variazione del circolante è atteso a oltre 14 miliardi. Lato investimenti organici, poi, che da previsione erano attesi a circa 9 miliardi, includendo una revisione al rialzo del contributo del piano delle dismissioni in corso, gli investimenti al netto degli incassi sono ottimizzati a un valore inferiore a 6 miliardi.

Il buyback

A seguito dell’approvazione da parte dell’ultima assemblea degli azionisti di un dividendo di 1 euro per azione per l’esercizio 2024, che rappresenta un aumento del 6% rispetto al 2023, la prima rata trimestrale del 2024 di 0,25 euro per azione sarà pagata il 25 settembre con stacco cedola il 23 settembre. Sul versante del buyback, infine, il piano del management 2024 per un ammontare da 1,6 miliardi è confermato, ma si prevede un piano di riacquisto più rapido rispetto alle assunzioni iniziali. Inoltre, in linea con la politica di distribuzione, considerato il minore livello atteso di debito netto alla luce dei progressi nel piano di dismissioni, Eni è pronta a valutare l’ulteriore incremento fino al limite massimo del 35% dell’intervallo di distribuzione del flusso di cassa operativo adjusted di budget, che corrisponde a un potenziale incremento del valore del buyback di 500 milioni.

Il leverage

Migliora, poi, anche la previsione sul leverage che è atteso ben al di sotto del 20%, rispetto all’iniziale previsione tra 20-25%. Su base proforma, tenendo conto delle operazioni identificate ma non ancora completate, l’asticella, spiega il gruppo, potrebbe raggiungere circa il 15%. Anche grazie alla spinta garantita dal piano di dismissioni che sta procedendo a ritmi molto rapidi.

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