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Engineering cresce nel 2025: ricavi a 1,76 miliardi e scommessa sull’AI sovrana

Al centro della strategia del gruppo la spinta su software proprietario, settore pubblico e intelligenza artificiale generativa

di Andrea Biondi

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Più ricavi, margini in recupero e una traiettoria che punta dritta sull’intelligenza artificiale. Engineering archivia il 2025 con conti in miglioramento: ricavi netti pari a 1.759,7 milioni di euro, in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente ed Ebitda adjusted post-CapEx sale a 238,8 milioni, con un progresso dell’11,2%.

La fotografia che emerge è quella di un gruppo che ha lavorato sul mix delle attività, spostandosi progressivamente verso segmenti a maggior valore aggiunto, dalle tecnologie digitali alle soluzioni software proprietarie, con il settore pubblico - incluso l’healthcare - a fare da motore importante della crescita. Non è solo una questione di fatturato: a sostenere i numeri, spiega la società, sono stati anche una maggiore disciplina nella gestione dei costi, la normalizzazione degli investimenti e la riduzione delle componenti non ricorrenti.

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Sul fronte della redditività, l’Ebitda adjusted si attesta a 280,3 milioni (+1,5%), l’Ebitda reported a 255,5 milioni (+4,3%) e l’Ebit a 135,9 milioni (+12,9%). Migliora anche l’indebitamento finanziario netto, sceso a 1.166,7 milioni dai 1.196,8 milioni di fine 2024. Un dato che segnala una capacità di generazione di cassa più robusta, nonostante i maggiori oneri finanziari legati al rifinanziamento completato a inizio 2025.

Ma il punto più interessante, nel racconto del gruppo guidato da Aldo Bisio, è probabilmente un altro: il tentativo di trasformare la GenAI da leva di efficienza a infrastruttura strategica. Engineering indica come asse di sviluppo un’architettura di intelligenza artificiale “sovrana”, cioè un modello pensato per consentire a imprese e pubblica amministrazione di mantenere controllo, sicurezza e governabilità delle soluzioni AI, senza rinunciare all’integrazione con l’ecosistema tecnologico globale. È una formula che parla il linguaggio, oggi decisivo, di compliance, protezione dei dati, proprietà intellettuale e autonomia tecnologica.

A rafforzare il quadro ci sono anche gli investimenti in ricerca e innovazione: oltre 90 progetti attivi, più di 24 milioni investiti, oltre 450 researcher e data scientist coinvolti, con una presenza nei programmi europei che passa anche dal progetto IPCEI “Avant” sui Cloud Infrastructure Services e da un nuovo finanziamento IPCEI nell’ambito dell’iniziativa “Tech4Cure” per l’healthcare.

«I risultati del 2025 - spiega l’ad Aldo Bisio - evidenziano che il Gruppo si conferma ben posizionato per intercettare i trend strutturali della digitalizzazione del Paese, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo di soluzioni proprietarie tecnologicamente avanzate. Anche grazie al supporto dei nostri azionisti Bain Capital e Renaissance Partners, il nostro impegno è ora focalizzato al 100% sull’accelerazione della trasformazione innescata dalla GenAI. Guardiamo avanti con determinazione, poiché crediamo che questa discontinuità tecnologica possa essere anche una opportunità se avremo la forza e il coraggio di cambiare passo in velocità».

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