Enav punta sulla tecnologia e rivoluziona il controllo aereo
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Realizzare un salto tecnologico. È tra gli obiettivi di Enav per la sua sua infrastruttura di controllo dello spazio aereo in Italia. Il target, esplicitato nel piano d’impresa 2018-2022, si articola in diverse strategie. Una di queste, ovviamente, è l’impegno nell’innovazione. Su questo fronte può ricordarsi il “Data link”, entrato in funzione nella prima metà dell’anno. Si tratta, a ben vedere, di un sistema che consente la comunicazione telematica tra aereo e torre di controllo senza l’uso della radio. C’è, poi, la realizzazione del cosiddetto “Medium term conflict detection”. Cioè: un meccanismo che permetterà di prevenire, con diversi minuti di anticipo, possibili conflitti tra le rotte dei velivoli. Essenziale, inoltre, sono gli sforzi nello sviluppo del “Flight data processor”.
Questa è la piattaforma principale, il cui utilizzo è previsto nel 2022-2023, su cui potranno appoggiarsi le nuove applicazioni. Infine non va dimenticata la progressiva realizzazione della nuova rete proprietaria (E-Net 2) che gestisce il sempre maggiore traffico di dati generati dalla rivoluzione dell’infrastruttura. Insomma: il mix d’interventi è ampio. Tanto che, in linea di massima, dei circa 650 milioni di Capex cumulati previsti sull’arco di piano intorno al 70% è appannaggio proprio dell’innovazione.
Sennonché il risparmiatore esprime un dubbio. La digitalizzazione implica l’incremento del rischio legato alla cyber security. Una situazione che può ostacolare lo sviluppo dell’attività del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, rigetta il timore. Il core business dell’azienda, viene sottolineato, è da sempre la gestione di dati sensibili. In tal senso Enav si dice storicamente attrezzata a garantire la massima sicurezza informatica. Inoltre, aggiunge il gruppo, al suo interno opera il Security operation center che assicura che gli investimenti siano realizzati mantenendo i necessari standard di security. In conclusione non è visto alcun problema su questo fronte.
Il modello operativo
Ma non è solo una questione di tecnologie. Il nuovo modello operativo, cui la società punta, prevede anche il consolidamento delle aree di controllo in cui è diviso il nostro spazio aereo. Queste attualmente sono quattro: Milano, Roma, Padova e Brindisi. Entro il 2022 Brindisi verrà consolidata con la Capitale; poi sarà la volta di Padova con Milano (oltre la fine del piano). La razionalizzazione riguarderà l’attività di rotta oltre che quella cosiddetta di avvicinamento agli aeroporti. Non solo. Le sedi di Brindisi e di Padova diverranno, a loro volta, gli hub per la gestione in remoto dell’attività di terminale in diversi scali. Si tratta di un progetto che, sfruttando la stessa innovazione tecnologica, vuole, nelle intenzioni di Enav, realizzare un’infrastruttura più efficiente e flessibile anche a fronte della prevista crescita del traffico aereo.


