Emak, più acquisizioni e macchine intelligenti a sostegno del business
Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono il 3-3,5% del fatturato. L’impatto dovuto ai problemi delle filiere globali di approvvigionamento
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Da una parte il continuo impegno nella ricerca e sviluppo. Dall’altra l’accelerazione sull’utilizzo della leva dell’M&A da affiancare alla crescita organica. Sono tra i focus di Emak, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici aziendali, a sostegno del business.
Le tre aree
Per meglio comprendere le strategie aziendali è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. Emak divide l’attività in tre aree: Outdoor power equipment” (Ope), Pompe e High Pressure water Jetting (Pwj) e Componenti e accessori. Quest’ultimi ricomprendono la produzione di prodotti quali, ad esempio, filo e testine per i decespugliatori oppure le soluzioni software per l’agricoltura. Appannaggio dell’Ope, invece, è la realizzazione e vendita di soluzioni per giardinaggio, attività forestale e piccole macchine per l’agricoltura (dalle motoseghe fino ai decespugliatori). Infine: il Pwj. Ad esso si riconducono: pompe per agricoltura e industria e macchinari per il lavaggio (dalle idropulitrici professionali fino ai lava-asciuga pavimenti).
La ricerca e sviluppo
Ebbene: un focus, trasversale alle tre divisioni, è per l’appunto l’innovazione. In media il gruppo investe in R&D circa 20 milioni l’anno (3-3,5% del giro d’affari). Di questi una parte è indirizzata all’Outdoor power equipment. Qui, tra le altre cose, gli sforzi sono concentrati, nell’ambito dei motori a scoppio, sulla riduzione dell’emissione dei gas non combusti al fine di ridurre inquinamento e consumi. Ulteriore frontiera poi, oltre al sempre maggiore utilizzo - in scia all’elettrificazione economica - delle batterie elettriche, è l’Internet delle cose (IoT). L’IoT, sfruttato nello stesso High Power water jetting, si basa, come è noto, sull’uso della sensoristica. Questa tecnologia consente di monitorare in tempo reale il funzionamento della macchina. Emak finora, nell’Ope, l’ha sfruttata in particolare per raccogliere i dati di come i suoi prodotti sono utilizzati. Un set d’informazioni che aiuta l’azienza a migliorare l’offerta. Sennonché, analogamente a quanto già realizzato nel mondo delle Pompe e High water getting, anche nell’Ope è stata avviata una fase pilota in cui il sistema di sensori viene sfruttato dal cliente. In tal modo quest’ultimo potrà non solo controllare a distanza l’andamento del macchinario ma, anche, realizzare ad esempio la manutenzione predittiva. Quali, infine, gli spunti dell’R&D nella divisione Componenti ed accessori? Qui , al di là della continua realizzazione di prodotti che usino meno energia (per sfruttare meglio le batterie), una priorità è lo sviluppo dei sotware. Soluzioni che si integrino al meglio con le macchine. Un esempio? La cosiddetta agricoltura di precisione (tra le altre cose nell’irrorazione) dove si ricerca maggiore efficienza e più bassi costi (con l’uso di meno fertilizzanti).
Crescita inorganica
Ma non è solo questione di innovazione. Altro focus, unitamente alla sempre maggiore flessibilità del business model che ha consentito di meglio affrontare la crisi economico-sanitaria, è la crescita per linee esterne. Emak, al netto di come si uscirà dalla pandemia, nel prossimo quinquennio ha l’obiettivo di un’espansione organica media annua del 3-4%. A questa, per l’appunto, dovrà aggiungersi un analogo incremento (sempre 3-4% l’anno) conseguente alle acquisizioni. Insomma: il gruppo, anche a fronte della positiva struttura finanziaria (a fine del 2021 il Net debt to Ebitda, considerando l’Ifrs 16 e lo shopping di Poli, dovrebbe assestarsi a circa 1,6 volte), vuole accelerare nell’M&A. Quale, allora, l’indentikit del potenziale target? La società ha sempre indicato che le operazioni straordinarie devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi: l’espansione del network distributivo, l’aumento dello sviluppo tecnologico e l’ampliamento della gamma dei prodotti. Ad oggi, fermo restando l’importanza di tutti i target, l’ultimo indicato va assumendo una maggiore rilevanza. Si tratta di una strategia che riguarda trasversalmente tutte le divisioni aziendali. Anche quell’Outdoor power equiment che, fino a poco tempo fa, non era troppo considerato per l’M&A. In tal senso può pensarsi, ad esempio, a realtà attive nel cosiddetto “smart garden”. Riguardo, infine, alle dimensioni si tratta di aziende medio piccole (fino 20-25 milioni di giro d’affari) e che non devono essere diluitive dei margini del gruppo. Cioè: sono esclusi i turnaround.
Caro materie prime e logistica
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione: il forte recente rincaro delle materie prime, unitamente ai maggiori oneri per il trasporto, impatta il costo del venduto. Il che crea il rischio sulla redditività di Emak. Il gruppo, che conferma l’esistenza del tema in oggetto, dice comunque di poterlo gestire. Ad oggi, è l’indicazione, il 70% dei costi aggiuntivi viene coperto. In primis, dice sempre Emak, con l’incremento dei prezzi finali di listino. E poi, riguardo alla logistica, attraverso il trasferimento sul cliente del maggiore onere. Al di là di ciò, per fine 2021, l’azienda stima un impatto sul margine industriale (gross margin) di circa l’1%. Questa contrazione tuttavia, viene spiegato, è più che controbilanciata dall’aumento dei volumi. L’ebitda margin, conclude Emak, è previsto in rialzo di circa l’1,5% rispetto al 2020. Ciò detto, però, può farsi un’ulteriore obiezione. I problemi sul fronte delle filiere globali di approvvigionamento sono sempre maggiori. Un contesto che può creare la carenza nell’offerta di componenti che rischia di impattare la produzione di Emak. Il gruppo, ricordando finora di avere ben gestito la problematica, di nuovo professa fiducia. In primis perché dice la società, essendo la sua rete di procurement distribuita e diversificata a livello globale, il rischio è calmierato. Poi perché sono state spostate quote di fornitura dalle realtà più critiche (in India o Cina) ad altre più sicure (ad esempio in Italia). Inoltre perché, afferma sempre Emak, è stata adottato un approccio flessibile sui tempi di consegna dei fornitori che ha agevolato lo stesso procurement. Infine perché, rispetto alla fornitura ai clienti, l’azienda dice di sfruttare sistemi di trasporto/consegna che, seppure più costosi (ad esempio l’aereo), garantiscono la qualità del servizio. In conclusione Emak non vede, salvo eventi eccezionali non auspicabile, particolari problemi sulla produzione e sul fatturato.


