Elica punta sull’M&A per spingere il business. Sfida in Nord America
Scenario. Focus sullo sviluppo dei prodotti. L’impatto delle sanzioni contro Mosca: la società dice che è esposta alla Russia solo per il 2% dei ricavi totali
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Spingere la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e nel settore motori. Poi: fare leva, unitamente all’espansione organica e della base produttiva, sull’attività di M&A. Ancora: accelerare le vendite nel Nord America. Sono tra le priorità di Elica a sostegno del business.
Oggetto sociale e conti
Già, il business. L’oggetto sociale del gruppo è diviso in linea di massima in due aree: il cosiddetto Cooking e i Motori. Appannaggio di quest’ultima area, la meno rilevante con riferimento ai ricavi (a fine dello scorso esercizio vale il 16,3% del giro d’affari complessivo), è la progettazione, produzione e commercializzazione di motori elettrici per cappe e per caldaie da riscaldamento. La seconda area invece, la più importante per fatturato (il peso è dell’87,3% sui ricavi), comprende la realizzazione, a marchi propri o per conto terzi, di cappe e piani cottura aspiranti.
Nel 2021 la società è stata contraddistinta da fatturato e redditività in aumento. La prima riga di bilancio è risultata di 541,3 milioni, in crescita sia rispetto al 2020 (+19,6% reported e +20,6% a perimetro e cambi costanti) che al 2019 (+13%). L’Ebitda normalizzato, dal canto suo, è salito del 35,3% (-0,7% quello reported) con riferimento allo scorso esercizio. L’Ebit adjusted invece, rispetto al 2020, è più che raddoppiato a 32,3 milioni (+65% rispetto al 2019). Infine l’utile netto: la bottom line normalizzata, arrivando a 21,3 milioni, è molto aumentata nei confronti del 2020 (8,5 milioni); in rialzo lo stesso net profit reported consolidato, salito a 17,47 milioni (4,14 milioni nel 2020).
Innovazione
Ma non è solo questione di singole dinamiche di conto economico. La società, per l’appunto, ha tra le priorità gli investimenti in innovazione. Nell’attuale esercizio, complessivamente, sono stimati circa 24 milioni di Capex. Di questi intorno agli 8 milioni sono appannaggio dell’R&D. Uno sforzo cui devono aggiungersi, in media l’anno, ulteriori 5-6 milioni di Opex. Si tratta di esborsi che, oltre al design, vengono indirizzati soprattutto su tre livelli. Il primo è il miglioramento della funzionalità dell’oggetto (ad esempio attraverso l’Internet of things).
Il secondo è costituito da confort e migliore gestione dello spazio. Qui, tra le altre cose, può ricordarsi la realizzazione del piano cottura aspirante “NikolaTesla fit” (di più piccole dimensioni rispetto alla gamma “NikolaTesla”). Un prodotto il quale, pure rimanendo nell’alto di gamma, consente d’ampliare l’offerta alla clientela che abita in immobili con metrature quadrate minori. Infine il terzo è quello della sostenibilità. In tal senso, oltre al risparmio energetico, non può scordarsi la ricerca sui cosiddetti metamateriali. Un esempio? L’uso, previsto entro il 2022, delle plastiche riciclate nella realizzazione dei prodotti stessi.


