El.En punta sulla Cina. I laser per l’industria spingono il business
di Vittorio Carlini
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Investire nell’ampliamento della base produttiva. È uno dei focus di El.En a sostegno della crescita. La multinazionale tascabile dei laser ha in programma diversi esborsi. Il programma parte dall’attuale quarto trimestre del 2017 e si estende fino alla fine del 2019. Nel complesso la società prevede circa 17,5 milioni di Capex. Di questi intorno a 10 milioni sono spese capitalizzate nel settore industriale (taglio di lamiere metalliche e marcatura). Gli altri circa 7,5 milioni, invece, sono appannaggio del comparto medicale: dall’estetica alla fisioterapia fino alla chirurgia. Si tratta di Capex finalizzati, per l’appunto, ad allargare la base produttiva. Un passaggio considerato essenziale per sfruttare la dinamica positiva dei due settori di riferimento: quello industriale e medicale.
Già, i mercati di riferimento. Per capire, nei settori indicati, quali siano le strategie di El.En è dapprima necessario conoscere il suo oggetto sociale. Orbene: l’azienda è attiva nella produzione, distribuzione e vendita di sistemi laser. Questi sono utilizzati in diversi ambiti delle due aree descritte. La prima, quella medicale, è infatti divisa in: estetica, chirurgia, fisioterapia e servizi post-vendita. Alla seconda, l’ “industrial”, sono invece ricondotte: il taglio, la marcatura, le sorgenti laser e il restauro. Anche qui, poi, c’è il servizio post-vendita. Infine non deve dimenticarsi l’importante impegno (trasversale all’intera società) nella ricerca e sviluppo.
Ciò detto, al 30 settembre scorso l’incidenza sui ricavi dell’ “Industrial” è arrivata al 43,2% rispetto al 34,5% di un anno prima. Una dinamica al rialzo a fronte della quale si domanda: l’andamento prosegue? El.En dapprima ricorda che il medicale, dove il gruppo ha una market share importante, è un comparto piuttosto piccolo. Il settore industriale, al contrario, è più vasto. Qui El.En dice di avere maggiore spazio per crescere. Di conseguenza sottolinea l’azienda, fermo restando l’obiettivo di aumentare le vendite in entrambi i business, nel 2018 il peso sul fatturato dell’ “Industrial” dovrebbe ancora salire. Seppure ad una velocità inferiore di quella del 2017.
Ma non è solamente il rapporto tra “Industrial” e “Medical”. La società, con riferimento ai primi nove mesi dell’esercizio, ha pubblicato tutti i dati contabili. Vediamo, allora, come è andata. I ricavi reported si sono assestati a 218,4 milioni in aumento del 21,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’Ebit, da canto suo, è stato di 22,2 milioni (+12,1%). Il risultato operativo pre-tasse, infine, è risultato in calo del 54,5%. Qui però, nel 2016, c’era stata la plusvalenza per la cessione della partecipazione in Cynosure. Al netto della voce non ricorrente l’Ebt è in leggerissima crescita. Insomma: si può concludere che il trend generale della stessa redditività sia positivo.
Il risparmiatore, tuttavia, indirizza il suo sguardo verso la marginalità. Qui, sempre sui primi nove mesi del 2017, la redditività in rapporto ai ricavi è caratterizzata da un rallentamento. Il margine industriale lordo, ad esempio, è sceso al 41,6% (era il 43,8% un anno prima). Lo stesso Ebit margin si è assestato al 10,1% a fronte dell’11% del 30/9/2016. Si tratta di un andamento che induce il dubbio sulla possibile esistenza di una problematica non contingente. El.En rigetta il timore. In primis, viene spiegato, è l’effetto della crescita nel settore industriale che ha un gross margin inferiore a quello del medicale. Ciò detto, afferma sempre l’azienda, gli investimenti nell’ “Industrial” consentiranno, oltre alle maggiori efficienze, di sfruttare la leva operativa. Con il che, indica El.En, la marginalità a livello di Ebit del settore industriale potrà nel 2018 avvicinarsi a quella del medicale. Non solo. La società, riguardo proprio al medicale, ricorda di avere comunicato che il 2017 sarebbe stato un esercizio di transizione. La riorganizzazione del medesimo, oltre agli investimenti per la crescita, daranno i loro frutti l’anno prossimo. In conclusione, quindi, l’azienda da una parte non vede alcuna problematica particolare; e, dall’altra, prevede il miglioramento dell’Ebit margin del gruppo nel prossimo esercizio.


