Lettera al risparmiatore

El.En, accelerano i ricavi nei laser per l’industria. Sfida nel mercato cinese

Strategia. Il gruppo, contestualmente al settore medicale, punta a sviluppare il business del taglio dei metalli. Il rischio delle filiere di approvvigionamento

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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Investire nella ricerca e sviluppo per realizzare nuovi prodotti all’avanguardia tecnologica. Poi: puntare a ulteriormente crescere, unitamente ad Europa e Nord America, in particolare in Cina. Ancora: sfruttare l’incremento della domanda nel settore industriale, soprattutto rispetto al taglio dei metalli. Sono tra i focus di El.En, azienda di cui la “Lettera all’investitore” ha sentito i vertici, a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. Ma qual è in concreto quello del gruppo? L’azienda sviluppa, produce e vende sistemi e applicazioni laser essenzialmente per due settori. Il primo è quello della medicina ed estetica, chiamiato Medicale. Il secondo, invece, è l’area delle lavorazioni manifatturiere ed è definito: Industriale.

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Ebbene, al di là delle variazioni di fatturato in valore assoluto dei due segmenti - i quali per l’azienda restano entrambi ugualmente rilevanti- , negli ultimi esercizi si nota una tendenza di fondo: il progressivo incremento (seppure generi meno fatturato del Medicale) del peso dell’area Industriale. Nel 2018 la sua incidenza sui ricavi era del 42,82%. Successivamente, con l’eccezione del 2019 (39,57%), questa è ulteriormente cresciuta, arrivando al 43,87% nel 2020 e al 45,6% nei primi nove mesi dello scorso esercizio (54,4% per il Medicale). La dinamica, dovuta in generale agli sforzi di El.En nel comparto, ha tra le altre una causa tecnologica: lo sviluppo dei sistemi laser in fibra. Questi, da una parte, consentono di raggiungere maggiori potenze (quella massima offerta da El.En è di 40 Kilowatt, seppure in media le soluzioni si aggirano intorno ai 10 KW); e, dall’altra, hanno dei costi proporzionalmente più contenuti. Il che, permettendo l’utilizzo del prodotto da parte di un più alto numero di imprese, giocoforza amplia la base della potenziale clientela e, quindi, della domanda. Ciò detto: al netto della volontà di espandersi sia nel Medicale che nell’Industriale, quest’ultima è destinata ad incrementare ulteriormente il suo peso? El.En, in linea di massima, indica che, nonostante la costante espansione anche del Medicale, l’incidenza dell’Industriale potrebbe salire di qualche punto percentuale.

A ben vedere, con riferimento alla tipologia d’attività, due sono i settori (al di là di restauro e servizi) più rilevanti. Il primo, meno importante da punto di vista del giro d’affari, è quello della marcatura (in cui si sfruttano laser CO2). Qui, tra le altre cose, va ricordato che il gruppo ha di recente aperto una filiale commerciale in Polonia proprio per sostenere il business in oggetto. Il secondo, invece, riguarda il taglio dei metalli. Quest’ultima attività, negli ultimi esercizi, ha assunto sempre più rilevanza. Nel 2018 il suo peso sul fatturato dell’ area Industriale si assestava al 77,96%. Al 30 settembre scorso l’incidenza è arrivata all’84,41%. Un trend conseguenza di vari fattori: dalla citata evoluzione tecnologica dei sistemi con laser in fibra fino all’espansione nei diversi mercati. Tra gli altri: la Cina.

IL CONTO ECONOMICO A CONFRONTO

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Il mondo di pechino

L’impero di Mezzo, rispetto al fatturato complessivo di El.En, è il primo mercato del gruppo (il secondo è l’Italia mentre gli Usa sono sul terzo gradino del podio). Il primato è basato esclusivamente sui sistemi per il taglio dei metalli. Ad oggi l’azienda italiana ha 5 stabilimenti in quel Paese e la produzione (locale su locale), a fine del 2021, dovrebbe portare ad un fatturato intorno ai 140 milioni. In particolare, con l’attuale perimetro della base produttiva saturato completamente, i ricavi potenziali potrebbero aumentare di circa il 40%. Insomma: la possibilità d’incrementare già adesso l’output esiste. Tuttavia l’Impero di Mezzo, soprattutto a fronte dell’obiettivo di El.En di guardare ad ulteriori mercati finali (ad esempio quello delle costruzioni con i laser in fibra ad alta potenza), può offrire altri spunti per allargare la base produttiva. Così è in previsione nel 2022, salvo eventi eccezionali, un ulteriore investimento per un nuovo impianto. A fronte di un simile contesto può farsi la seguente valutazione con successivo quesito. Alla fine dei primi nove mesi del 2021 la divisione geografica dei ricavi della società è la seguente: all’Italia è riconducibile il 17,62% del fatturato mentre l’Europa pesa per il 20,08%. L’incidenza del Resto del Mondo, invece, arriva al 62,3%. Si tratta di una ripartizione che, al netto della volontà del gruppo di crescere in valore assoluto in tutti i mercati, resta nel medio periodo identica? La risposta è negativa. El.En indica che, unitamente al focus su Italia e mercati Europei (dalla Francia fino alla Germania e Polonia), è probabile attendersi un incremento del peso del Resto del Mondo. Non solo a causa della prospettata crescita in Cina ma anche del Nord America. In particolare negli Stati Uniti. Qui il gruppo, mantenendo la sua presenza attraverso partnership distributive, ha l’obiettivo di continuare ad espandersi nel Medicale, anche con nuovi prodotti.

I RICAVI PER SETTORE DI ATTIVITÀ

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Le supply chain

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda le strozzature, anche per la pandemia, sulle filiere globali di approvvigionamento. Un fattore che implica dei ritardi nelle forniture di componenti tecnologici, anche per società come El.En. A fronte di ciò può esserci un impatto sull’attività dell’azienda. La società, che riconosce l’esistenza del tema, dice che dei problemi ce se ne occupa e non preoccupa. In primis, viene ricordato, il gruppo ha team specializzati per sostituire, laddove possibile, i componenti di difficile reperibilità con altre soluzioni disponibili. Inoltre, dice sempre l’azienda, è tollerato l’incremento del prezzo di alcuni componenti hi tech che però, costituendo parte limitata del prodotto, non incidono sulla marginalità. Infine: sono realizzati piani di approvvigionamento in anticipo sulla domanda per, è l’indicazione, garantire la produzione stessa. In conclusione, quindi, El.En afferma che: se, da un lato, il gruppo, a fronte del positivo andamento degli ordini, potrebbe produrre di più; dall’altro sottolinea si dice fiduciosa rispetto alla sua capacità di gestire la situazione.

I RICAVI PER AREE GEOGRAFICHE

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L’inflazione

Ciò detto, però, può farsi un’ulteriore obiezione. La stessa dinamica sulle supply chain, unitamente alla crisi geo-politica in Ucraina, ha contribuito al rialzo delle materie prime. Un contesto dove, come mostra il margine industriale al 30/9/2021 (in crescita sul 2020 ma in discesa rispetto al 2019), il costo del venduto aumenta e, quindi, c’è il rischio dell’impatto sulla redditività del gruppo. Non è così, ribatte El.En. Dapprima, rimarca la società, l’andamento del gross margin è l’effetto del mix tra il peso del Medicale e dell’Industriale. L’aumento del peso di quest’ultimo, contraddistinto da un primo margine inferiore, giocoforza influenza il trend del gross margin stesso. Al di là di ciò, poi, El.En da una parte ribadisce la strategia di anticipare l’acquisto dei componenti, la quale è utile anche a contrastare l’inflazione; e, dall’altra, rammenta la sua politica di trasferire in parte i maggiori costi da lei sostenuti sul listino finale dei prezzi. In un simile contesto il gruppo, anche a fronte degli alti volumi degli ordini, afferma che, grazie alla leva operativa, l’Ebitda margin della società dovrebbe prospetticamente mantenersi su buoni livelli.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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La ricerca

Fin qui alcune considerazioni su aree di business, mercati geografici e filiere di approvvigionamento. Altro focus, tuttavia, è quello sulla ricerca e sviluppo. La società conferma una spesa media annua diretta sull’R&D intorno al 4% dei ricavi. Si tratta di esborsi finalizzati a sviluppare competenze che consentono, poi, la realizzazione di nuovi prodotti. Così può ricordarsi il nuovo sistema laser che consente il taglio del metallo in diagonale, per la prima volta, anche con altissime potenze (40 KW) - ci si punta, ad esempio, per la crescita in Cina -. Senza dimenticare, poi, la nuova soluzione per la rimozione delle acne, distruggendo le ghiandole sebacee. Si tratta di un sistema laser innovativo che deve ricevere il nulla osta dalla Fda statunitense. La società, in tal senso, spera di riuscire ad ottenere l’ok entro il 2022. Si tratterebbe di un passo importante per continuare a sostenere l’espansione nel Medicale. Un’area che, nei primi nove mesi del 2021 (per i dati consolidati vedere box sotto i grafici), è cresciuta (grazie soprattutto all’Estetica e alla Fisioterapia) del 38,02% rispetto allo stesso periodo del 2020. A fronte di ciò, quali allora le prospettive aziendali sul 2021? Il gruppo conferma le stime di ricavi oltre 550 milioni e la previsione dell’utile operativo del secondo semestre superiore a quello realizzato nella prima metà del 2021.

Per approfondire:
L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

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