Dolci

Intramontabile croissant, pesa per un terzo delle merendine vendute (che valgono 1,5 miliardi)

Secondo i dati Circana diffusi da Unione italiana food, la spesa per i classici cornetti confezionati nel 2023 è cresciuta del 4,3% in termini di quantità. E il mercato delle merendine è stabile nonostante la crisi dei consumi.

di Emiliano Sgambato

Monoporzioni e confezionate: così merendine conquistano 30 mln italiani

2' di lettura

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Nella vasta e variegata offerta delle merendine confezionate italiane, il croissant si afferma come indiscusso protagonista coprendo il 31% dell’intero mercato. Ad agosto 2023 le vendite in volume hanno infatti toccato quota 39,4 milioni di kg con una crescita del +4,3% rispetto all’anno precedente.

Tutto il comparto registra comunque un buon andamento: secondo i dati forniti da Unione Italiana Food su base Circana, nonostante il taglio ai consumi che hanno operato le famiglie causa inflazione, nel 2023 le vendite in volume di merendine sono cresciute dello 0,5% rispetto al 2022, toccando quota 737 milioni di kg per un valore complessivo dei prodotti da forno dolci monodose pari a 1,52 miliardi di euro.

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Questo anche grazie anche all’innovazione di prodotto: ogni anno vengono lanciate sul mercato in media 8-10 nuove merendine . E di un prodotto che ha saputo evolversi nel tempo, «anche grazie al miglioramento nutrizionale – dicono da Unionfood – che negli ultimi 15 anni ha portato risultati importanti. Porzioni più piccole, 35 g in media, ma anche riduzione dei grassi saturi (-20%), degli zuccheri (-30%) e delle calorie (-21%)».

Un’abitudine di consumo che comunque resta salda tra le famiglie: secondo una ricerca Bva Doxa per Unione Italiana Food, le merendine sono consumate da 8 italiani su 10 (83%) e più della metà del campione (55%) le mangia almeno 1-2 volte a settimana.
In media sono 18 le referenze di cornetti presenti a scaffale
, con nuovi gusti come pistacchio, frutti rossi e nocciola.

«In un contesto alimentare sempre più diversificato e dinamico, il croissant emerge come un pilastro della categoria merendine – afferma Luca Ragaglini, vicedirettore e segretario del Settore Prodotti da Forno di Unione italiana Food – consolidando la sua posizione di prodotto iconico nel mercato italiano. Tale successo è il risultato di una combinazione virtuosa tra gusto, innovazione costante ed equilibrio nutrizionale».

Unione italiana food sottoilnea poi le radici storiche del prodotto: «Il croissante sarebbe nato nel 1638 a Vienna, durante il secondo assedio alla città da parte degli Ottomani. Sembrerebbe che i viennesi, presi alla sprovvista, reagirono sbeffeggiando i turchi sulle mura della città, mangiando un tipo di pane al burro, il kipferl. Un’altra versione vuole che siano stati i fornai viennesi, lavoratori notturni, i primi a dare l’allarme e abbiano festeggiato il mancato assedio con il dolce lievitato a forma di mezzaluna, simbolo degli ottomani. Nel corso del tempo, la ricetta del kipferl si diffuse in Europa, arrivando in Francia nel XIX secolo grazie a Maria Antonietta d’Austria. Qui i pasticceri affinarono la ricetta, aggiungendo ingredienti che conferirono al croissant la consistenza e il sapore distintivo che conosciamo oggi».


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