Dry January? Ecco qualche consiglio sui vini leggeri per bere con moderazione ma senza privazioni
È possibile un approccio gentile al vino puntando su etichette a bassa gradazione per cominciare l’anno in modalità soft dopo i bagordi natalizi
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Dilaga il trend del Dry January, nato in Inghilterra come sacrificio depurativo per rimettere in riga l’organismo dopo le feste. Una sorta di penitenza laica a base di acqua, tisane e buoni propositi. Si dà il caso però che in Italia il vino – non i superalcolici – sia parte integrante dell’identità culturale e della quotidianità a tavola. E poi, diciamolo: non si capisce fino in fondo l’esigenza di anglicizzare anche ciò che potremmo tranquillamente chiamare “gennaio sobrio”, senza scomodare l’ennesimo hashtag d’oltremanica.
Detto questo, non è necessario intraprendere alcuna crociata. Dopo le bisbocce natalizie può avere senso alleggerire il passo, senza però rinunciare al piacere di un buon bicchiere. Ecco, quindi, qualche suggerimento per un approccio gentile al vino, puntando su etichette a contenuto alcolico moderato. Un modo per rendere meno “secco” questo lungo, freddo e buio mese di gennaio.








