Donne e vino, è ora di dire addio ai luoghi comuni: molto sta cambiando in cantina
Non è solo questione di parità nei consumi: le donne sono sempre più esperte e assumono ruoli importanti nel mondo della produzione, del marketing e dell’enoturismo
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Il rapporto tra il vino e le donne è sicuramente molto cambiato nel tempo, soprattutto negli ultimi anni.
Se analizziamo infatti gli ultimi dati disponibili si scopre che anche in Italia, così come negli Stati Uniti, Canada e Cina il consumo del vino è equivalente tra uomini e donne; in Giappone e in Gran Bretagna per le signore risulta addirittura superiore. Mi sembra una buona notizia se osservata dal corretto punto di vista e in barba a chi sostiene che le donne consumano vino per ragioni meramente sociali, ovvero per vincere pudori e senso di inadeguatezza.
Diciamo che ne è passato di tempo dallo “ius osculi” - istituto previsto dal diritto romano che consentiva agli uomini attraverso il bacio di verificare se la propria congiunta, o la propria figlia, avesse bevuto vino - gesto vietato al tempo che, in caso di denuncia, prevedeva la pena capitale.
Oggi il più giovane Master of Wine al mondo si chiama Tze Sam MW ed è una bellissima ragazza di Singapore. (Tiè!)








