Wine Pills

Donne e vino, è ora di dire addio ai luoghi comuni: molto sta cambiando in cantina

Non è solo questione di parità nei consumi: le donne sono sempre più esperte e assumono ruoli importanti nel mondo della produzione, del marketing e dell’enoturismo

di Cristiana Lauro

Così le donne stanno conquistando il mondo del vino (cambiandolo in meglio)

2' di lettura

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Il rapporto tra il vino e le donne è sicuramente molto cambiato nel tempo, soprattutto negli ultimi anni.

Se analizziamo infatti gli ultimi dati disponibili si scopre che anche in Italia, così come negli Stati Uniti, Canada e Cina il consumo del vino è equivalente tra uomini e donne; in Giappone e in Gran Bretagna per le signore risulta addirittura superiore. Mi sembra una buona notizia se osservata dal corretto punto di vista e in barba a chi sostiene che le donne consumano vino per ragioni meramente sociali, ovvero per vincere pudori e senso di inadeguatezza.

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Diciamo che ne è passato di tempo dallo “ius osculi” - istituto previsto dal diritto romano che consentiva agli uomini attraverso il bacio di verificare se la propria congiunta, o la propria figlia, avesse bevuto vino - gesto vietato al tempo che, in caso di denuncia, prevedeva la pena capitale.

Oggi il più giovane Master of Wine al mondo si chiama Tze Sam MW ed è una bellissima ragazza di Singapore. (Tiè!)

 

Senza concentrarsi troppo sui consumi che non sono al centro delle mie considerazioni in questa sede, fa impressione analizzare i numeri che come sempre non mentono. Nelle aziende vinicole italiane la quasi totalità delle direzioni marketing è gestita da donne e lo stesso discorso vale per il personale dedicato all’enoturismo, a un “incoming” importantissimo e in continua crescita per il nostro paese. Teniamo conto che anche il commerciale è oramai in maggioranza declinato al femminile.

Alla luce di tutto questo, se consideriamo che fino a non molti anni fa era difficile trovare una donna nel ruolo di produttrice, sommelier, enologa - o che scrivesse di vino, come la sottoscritta - capiamo bene la rivoluzione culturale e sociologica alla quale stiamo assistendo.

 

Oggi il comparto si sta rivolgendo a figure femminili che mettono in campo alta competenza e tanta preparazione.

Infatti i corsi di vino, sia amatoriali che professionali, sono sempre più frequentati da donne e anche la crescita del mondo “influencer” (definizione nei confronti della quale nutro una cordiale antipatia) e in generale delle appassionate, testimoniano una crescita importante e un’affermazione del pubblico femminile, in un mondo considerato a noi chiuso fino a non molto tempo fa. Tutto questo per crescita e indirizzo dei consumi è sicuramente un bene ma lo è anche dal punto di vista sociologico e culturale. Sempre che una non preferisca fare la casalinga, scelta legittima ma tutt’altro che contemporanea.

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