Lettera al risparmiatore

Diasorin oltre i dazi: scommessa sugli Usa Sfida nei test con il Dna

Nel business del molecolare il gruppo produce in America. Il settore della immunodiagnostica è essenziale, a oggi la Cina non è più strategica

di Vittorio Carlini

(Imagoeconomica)

6' di lettura

English Version

6' di lettura

English Version

Da un lato, nonostante il tema dei dazi, il focus sugli Stati Uniti. Dall’altro, la spinta – unitamente al continuo sviluppo della immunodiagnostica – sul mondo dei test molecolari. Sono tra le priorità di Diasorin a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, divide l’attività in tre grandi aree: l’Immunodiagnostica, la Diagnostica molecolare e le cosiddette Licensed technologies.

Loading...

ESERCIZI A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

Loading...

Appannaggio della prima divisione – il “cuore storico” dell’azienda – sono i test di laboratorio che rilevano la presenza di anticorpi o antigeni nel sangue, per diagnosticare malattie (ad esempio tiroide, fertilità, epatiti o malattie autoimmuni).

La seconda, invece, comprende le tecnologie che cercano tracce di Dna o Rna di virus o batteri nei campioni biologici (ad esempio saliva o sangue). Infine la terza area: ad essa vengono ricondotti strumenti e tecnologie (come le microsfere xMAP) vendute a terze parti per usi di laboratorio, ricerca scientifica o sviluppo di altri test. Si tratta di un’attività – nata con l’acquisizione dell’americana Luminex – in cui Diasorin recita il ruolo di “fornitore di tecnologia”.

DIVISIONI E RICAVI

Dati in milioni di euro

Loading...

Ebbene, il business così descritto nel 2024 ha riportato ricavi e redditività in rialzo. Il giro d’affari complessivo si è assestato a 1,185 miliardi di euro, in crescita del 3% (a tassi di cambio correnti e costanti) rispetto al 2023. Escludendo il business residuale legato al Covid, l’incremento è del 6% (+7% a tassi di cambio costanti). In aumento (+ 5%) anche l’Ebitda adjusted che è risultato di 394 milioni, con il rapporto rettificato tra Mol e ricavi che è stato del 33%.

L’utile netto Adjusted, dal canto suo, è salito a 236 milioni (+5%) mentre la marginalità netta è stata del 20% (in linea con l’esercizio precedente). A fronte di simili dati consolidati, dal punto di vista della divisione del fatturato per aree geografiche, il consuntivo a fine del 2024 è risultato il seguente: il Nord America (essenzialmente gli Stati Uniti) pesa il 50% e l’Europa il 35%; il rimanente 15% è appannaggio del Resto del Mondo.

Si tratta di un’articolazione destinata, nel medio periodo, a mutare? La risposta è positiva. Il Resto del mondo – dove è ricompreso il business legato alla Cina, che è in decelerazione – dovrebbe ridurre l’incidenza sul fatturato. Il tutto a vantaggio soprattutto del Nord America – fondamentalmente gli Usa – che al contrario è previsto aumentare di qualche punto percentuale il peso sulle vendite complessive.

RICAVI E GEOGRAFIE

In % la quota sul totale dei ricavi

Loading...

Il fronte degli Usa

A ben vedere, la spinta sul fronte americano – che per l’appunto è un focus aziendale – sarà sostenuta sia dall’Immunodiagnotica sia dalla Diagnostica molecolare.

Rispetto alla prima area il gruppo punta, tra le altre cose, a proseguire sulla strada dell’ampliamento dell’offerta dei test per malattie infettive sulla tecnologia Liason XL. Qui l’obiettivo , rispetto alla tipologia di clientela, sono in particolare gli ospedali. Alla fine dello scorso anno il numero dei nosocomi che sfruttavano la tecnologia di Diasorin è 400. L’obiettivo, attraverso l’aggiunta media annua di circa 100 nuovi clienti, è arrivare intorno a 600 ospedali nel 2027.

Con riferimento, invece, ai test basati sul Dna o Rna un passaggio importante del programma di espansione è costituito dalla flessibilità sulla proposta dei pannelli dei test.

Nel passato la prassi invalsa era quella di una tecnologia che effettua un numero standard di analisi anche se non specificatamente inerenti alle problematiche del paziente. Con il che i costi, in capo allo stesso utente finale, erano ingenti. Adesso, invece, Diasorin propone un’offerta flessibile che implica minori oneri e adegua il numero dei test alle esigenze e richieste specifiche del potenziale malato.

La tecnologia – il Liason Plex è stato lanciato nel settembre 2024 – sarà via via potenziata. Ad inizio del 2026 i pannelli disponibili con questo approccio dovrebbero consentire test a livello respiratorio, del sangue e gastrointestinale. Ciò detto, nel 2024 il “multiplexing franchise” (cioè Verigene e Liason Plex) è stato in grado di generare in America 60 milioni di dollari.

I quali, nel 2025, dovrebbero diventare 75 milioni, per poi arrivare nel 2028 a circa 200 milioni con la quota del 10% nel multiplexing globale.

FLUSSI DI CASSA

Dati in milioni di euro

Loading...

Il tema dei dazi

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, di fronte al recente Liberation Day esprime la preoccupazione che i dazi voluti da Donald Trump possano incidere sul business aziendale. Il gruppo, pure conscio della problematicità della situazione e dei suoi potenziali peggioramenti, conferma che ad oggi il tema delle tariffe è negligibile.

Dapprima, viene spiegato, la società produce la totalità delle soluzioni del molecolare negli Usa. Di conseguenza rispetto ad esse il problema non si pone. Con riferimento, invece, all’immunodiagnostica solo una parte minoritaria è realizzata in Europa.

A fronte di ciò, da una parte la società indica che eventuali impatti verrenno affrontati – come durante il periodo del Covid – attraverso la leva del prezzo; e dall’altra rimarca di essere comunque in grado di gestire la situazione. Ciononostante può ulteriormente obiettarsi che, con il controverso programma Doge, l’obiettivo della Casa Bianca è tagliare la spesa pubblica, anche quella legata alla sanità.

Un progetto il quale può colpire le realtà del biomedicale, compresa Diasorin. Vero, afferma il gruppo, che tuttavia – invitando ad un’analisi più articolata – rigetta l’ulteriore dubbio. In primis, è l’indicazione, negli Usa i servizi della sanità nel loro complesso sono per la maggiore parte riconducibili alle assicurazioni private. Inoltre: all’interno della minoritaria quota coperta dal sistema sanitario pubblico – dice sempre Diasorin – il suo business è una piccola parte.

Infine: pure nel caso ci fossero dei tagli, ad esempio, agli ospedali-clienti è molto probabile che quest’ultimi esternalizzerebbero l’attività di diagnostica ai laboratori commerciali. I quali, conclude l’azienda, sono a loro volta utenti del gruppo. In tal senso la società – aggiungendo che allo stato attuale non si nota alcun rallentamento nei processi di approvazione da parte della Fda – non vede un particolare problema sul fronte in oggetto.

La crescita

Fin qui alcune considerazioni su dazi “made in Trump” e scommessa sugli Stati Uniti. Quali, però, le prospettive delle altre aree geografiche, in primis l’Europa? Il Vecchio continente, che rimane centrale seppure maturo, è visto come un mercato dove – al di là della sfida dell’ulteriore diffusione di Liason Mdx (molecolare) – l’obiettivo è proporre nuovi test di specialità ed aumentare i volumi dell’immunodiagnostica. Differente, invece, il discorso in merito alla Cina. L’Ex Regno di mezzo non è più – come noto – un potenziale Eldorado del settore (perlomeno allo stato attuale) per le aziende straniere.

Il Volume based procurement (Vbd) voluto da Pechino, dimezzando di fatto i prezzi delle soluzioni di diagnostica, da un lato rende poco redditizio il business; e dall’altro rafforza la concorrenza “low cost” locale. In un simile contesto il Vbp, nel 2025, dovrebbe implicare un impatto negativo sull’immunodiagnostica di Diasorin di circa 5 milioni di euro. Si tratta di uno scenario dove la società – i cui ricavi generati in loco ad oggi sono scesi sotto il 3% del totale – punta ad abbandonare il mercato? La risposta è negativa. Il gruppo ha di recente concluso la realizzazione di una fabbrica a Shanghai.

Un evento che, permettendole di presentarsi quale produttore locale, consente alla società di partecipare alle aste pubbliche. In altre parole: Diasorin nel breve periodo non vede la Cina quale opportunità, ma si tiene pronta a sfruttare le future occasioni (se redditizie). Ma non è solo questione di geografie.

Ci sono anche le diverse aree di attività. Qui – al di là del fatto che tutte e tre le divisioni sono considerate essenziali – la dinamica di crescita è un po’ differente. L’immunodiagnostica ad esempio, nel 2025, è prevista espandersi in linea con la crescita del gruppo. Il molecolare – evidentemente anche in scia agli sforzi negli Usa – dovrebbe dal canto suo incrementare i ricavi ad un tasso leggermente superiore.

A fronte di simili tendenze prospettiche, quali allora le guidance dell’azienda sull’esercizio in corso? Il gruppo conferma, considerando i dazi al giorno della presentazione dei numeri del 2024, l’incremento del fatturato ex Covid all’8% (cambi costanti).

L’Ebitda margin adjusted, dal canto suo, dovrebbe assestarsi al 34%. Più sul lungo periodo, invece, l’ultimo indicatore di marginalità è previsto arrivare al 36-37% nel 2027.

L’andamento del titolo

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti