Telecomunicazioni

Deutsche Telekom, sul tavolo la fusione con T-Mobile per un big mondiale delle Tlc

Secondo Bloomberg valutazioni in corso per unire il colosso tedesco e la sua controllata americana

di Andrea Biondi

Il ceo di Deutsche Telekom, Timotheus Hottges (a destra) con il cancelliere tedesco Friedrich Merz REUTERS

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Un dossier che, se prendesse forma definitiva, riscriverebbe la geografia mondiale delle telecomunicazioni. Deutsche Telekom starebbe valutando una combinazione integrale con la controllata americana T-Mobile Us, per una operazione che darebbe vita a un campione multinazionale delle Tlc e che, secondo quanto riportato da Bloomberg che ha diffuso l’indiscrezione, potrebbe configurarsi come la più grande operazione di M&A mai vista fra società quotate.

No comment dalle due aziende ma l’ipotesi allo studio, ancora in fase preliminare, passa dalla creazione di una nuova holding che lancerebbe un’offerta in azioni sui titoli sia di Deutsche Telekom sia di T-Mobile Us. Ne nascerebbe una struttura societaria unificata, più semplice sul piano industriale e proprietario, controllata dagli attuali azionisti delle due società. Fra le opzioni allo studio ci sarebbero anche una quotazione negli Stati Uniti e una su un grande mercato europeo, mentre i dettagli dell’eventuale architettura restano ancora da definire.

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Il punto di partenza è chiaro: Deutsche Telekom è già il primo azionista di T-Mobile, con una quota di circa il 53%. Ma il tema non è soltanto proprietario. Sullo sfondo c’è anche una questione di valorizzazione di mercato. Deutsche Telekom tratta infatti a multipli inferiori rispetto a T-Mobile, pur traendo dalla controllata americana la parte principale dei propri profitti. Un’integrazione piena potrebbe quindi ridurre questo sconto di valutazione, oltre a dare al nuovo gruppo una massa critica ancora maggiore anche in chiave di future acquisizioni. Secondo Bloomberg, l’entità risultante diventerebbe il maggiore operatore wireless al mondo per capitalizzazione, superando China Mobile.

I numeri aiutano a capire la portata dell’operazione. T-Mobile Us capitalizza circa 217 miliardi di dollari, dopo un calo del 22% nell’ultimo anno. Deutsche Telekom, dal canto suo, vale a Francoforte circa 141 miliardi di euro, pari a 166 miliardi di dollari, con un ribasso del 10% nello stesso arco temporale. La somma rende evidente la dimensione del possibile deal e spiega perché il dossier venga osservato come un potenziale spartiacque per l’intero settore.

Ma la strada non è priva di ostacoli. Il primo è politico. Per andare avanti servirebbe un sostegno esplicito sia a Berlino sia a Washington. Il governo tedesco e la banca pubblica KfW detengono insieme circa il 28% di Deutsche Telekom, una quota che attribuisce alle istituzioni tedesche un peso decisivo su qualsiasi riassetto. Per ottenere il via libera, le società potrebbero dover mettere sul tavolo impegni su una presenza industriale forte in Germania e su nuovi investimenti significativi negli Stati Uniti. Resta inoltre da capire se Berlino sarebbe favorevole a un’operazione che finirebbe per diluire il peso relativo della mano pubblica nel nuovo gruppo.

C’è poi il contesto a rendere il dossier ancora più sensibile. Da un lato la Ue sta lavorando a nuove linee guida sulle fusioni che potrebbero agevolare la nascita di campioni europei richiesti a gran voce dalla stessa industry. Proprio Tim Höttges, ceo di Deutsche Telekom, in febbraio aveva indicato nella regolazione europea uno dei principali freni alla costruzione di infrastrutture digitali adeguate, osservando in sostanza che il peso borsistico del gruppo è oggi trainato quasi esclusivamente dalle attività americane. Dall’altro lato la tensione politica fra Stati Uniti ed Europa aggiunge un ulteriore livello di complessità. E il progetto andrà misurato anche su questo.

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