Merger&Acquisition Summit 2024

Da Poste a Mps, le grandi partite in Italia che attirano gli investitori esteri

Marcello Sala, capo del dipartimento Economia del ministero dell’Economia e delle Finanze: «L’Europa in generale e, ancora più in particolare, l’Italia attirano i grandi investitori esteri, soprattutto statunitensi, canadesi e Paesi del Golfo, perché meno costose rispetto al mercato Usa»,

di Camilla Colombo

3' di lettura

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Un forte interesse da parte degli investitori esteri, soprattutto nordamericani, su tutti gli asset class italiani. La conferma della vendita di una quota di Poste Italiane, ma secondo modalità e tempistiche ancora da definire per garantire la migliore consistency dell’Italia sul mercato. E un chiaro no del Governo a svolgere il ruolo di banca nella vicenda Mps. L’intervento di Marcello Sala, capo del dipartimento Economia del ministero dell’Economia e delle Finanze, chiarisce sia la posizione politico-industriale-bancaria del Governo sia dà l’avvio alla quarta edizione del Merger&Acquisition Summit 2024, organizzato da Il Sole 24 Ore e 24 Ore Eventi, a Milano martedì 16 aprile. «L’Europa in generale e, ancora più in particolare, l’Italia attirano i grandi investitori esteri, soprattutto statunitensi, canadesi e Paesi del Golfo, perché meno costose rispetto al mercato Usa», commenta Sala in videocollegamento da Roma che, riguardo alla vendita di una quota di Poste Italiane, aggiunge: «Dopo il processo politico, tramite Dpcm e commissioni parlamentari, ora tocca al Mef definire le opportunità di mercato, le tempistiche, i tipi di operazione. Tutte le porte restano aperte». Alla domanda su cosa pensa di fare il Governo con Mps, la risposta di Sala è netta: «Non intendiamo fare da banche. Anche in questo caso, cerchiamo di garantire la consistency dell’Italia sui mercati».

L’ambiente fiscale e legale italiano

Fra i primi interventi dell’M&A Summit 2024, anche Giulio Tremonti, presidente della commissione Affari Esteri e Comunitari che paragona il tempo attuale al 1500 per i quattro fatti rivoluzionari che sono accaduti e la cui somiglianza riecheggia negli eventi odierni: la scoperta dell’America – la scoperta dell’Asia; l’invenzione della stampa – la conoscenza della rete e dell’intelligenza artificiale; l’arrivo dei musulmani da Est – la guerra da Est; la prima crisi finanziaria (il Regno di Spagna fece default sei volte) – il rischio di una crisi finanziaria odierna. «La differenza sono i tempi: ora sta accadendo tutto in brevissimo tempo e l’Ue è l’epicentro della crisi per la guerra in corso e perché qui si manifesta il principio della fine della globalizzazione», commenta Tremonti. Sull’ecosistema italiano dell’M&A, l’ex ministro riconosce un certo potere attrattivo, e non repulsivo, dell’ambiente fiscale e legale italiano che favorisce l’interesse estero, grazie ad alcuni regimi interessanti, come l’assenza dell’imposta di successione se c’è continuità d’impresa.

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I dati 2023 e le previsioni 2024

Da Kpmg arriva l’analisi più dettagliata del mercato globale e italiano. A livello mondiale, il mercato M&A 2023 registra un aumento delle operazioni (46.179, +7% sul 2022), ma un significativo calo del controvalore (-26% sul 2022) per un totale di 2.623 miliardi di dollari. Nel primo trimestre 2024 tornano i Mega Deal – che sono maggiormente mancati lo scorso anno – tanto che si annunciano 10.500 deal per 797 miliardi di dollari (+38% rispetto al primo trimestre 2023). A livello italiano, nel 2023 si sono registrati 1.270 deal, con un calo del controvalore pari al 60% (35 miliardi di euro), sempre per una minor incidenza dei grandi deal. Si coglie però una forte ripresa nel primo trimestre 2024 con 15 miliardi di euro (+55% sul primo trimestre 2023) di controvalori M&A, che fa di questi primi tre mesi una delle migliori partenze degli ultimi 10 anni. Un contributo importante è dato dai settori Energy, Industrial e Financial Services. «È interessante notare che il 38% delle operazioni del mercato M&A italiano 2014-2023 è diretto verso l’estero», commenta Silvano Lenoci, head of corporate finance partner Kpmg. Sul fronte private equity, il mercato mondiale nel 2023 ha registrato 34.664 operazioni (-22% rispetto al 2022) per un controvalore di 1.618 miliardi di dollari (-29% sul 2022). In Italia, i dati segnalano investimenti per 8,2 miliardi di euro (erano 23,7 miliardi nel 2022, con un calo quindi del 66%) e 750 deal contro gli 848 del 2022 (-12%). «I principali trend di mercato mondiale sono l’intelligenza artificiale generativa, il quantum computing e le previsioni di costi associati al cybercrime: si parla di circa 9.500 miliardi di dollari nel 2024», spiega Lenoci. «E poi la transizione verde e l’economia circolare, con la crescita degli Esg, e la longevità demografica». A livello più locale, le tematiche più rilevanti sono l’internazionalizzazione e il consolidamento tra imprese italiane per creare dei campioni europei e il ruolo del private equity e del private capital come operatori di crescita e di creazione di poli d’eccellenza nel made in Italy.

Infine, le previsioni per il 2024 riguardano la diminuzione dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali, la riduzione della stima del tasso d’inflazione e la moderata volatilità nei mercati finanziari che si accompagnano a una previsione di operazione M&A di taglio medio-grande in tutti i settori, a partire da Tmt, Energy/Utilities e Healthcare. «In assenza di uno scenario macro-economico recessivo», conclude Lenoci, «è ipotizzabile un mercato dell’M&A domestico performante con volumi superiori a mille deal e controvalori stimati in circa 60-70 miliardi di euro».

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