Da Madrid nuova scossa alle tlc europee e Tim ne approfitta con un balzo
Settore in fermento dopo l'annuncio dell'acquisizione del 10% di Telefonica dallo Stato spagnolo. A spingere il titolo anche il risiko sulla fusione tra Iliad e Vodafone
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Vola il titolo di Telecom Italia a Piazza Affari (FTSE MIB) spinto dal fermento delle società di telecomunicazioni in Europa dopo l’annuncio della vigilia dell’acquisizione da parte dello Stato spagnolo del 10% della società Telefonica, quotata alla Borsa di Madrid (IBEX 35).
A scaldare il titolo è l’annuncio arrivato ieri dell’approvazione del governo di Madrid dell’acquisizione fino al 10% del capitale di Telefonica da parte della Sociedad Estatal de Participaciones Industriales (Sepi), il braccio industriale dello Stato, che ne diventa così il maggiore azionista.
Se confermato, l’accordo riporterebbe lo Stato spagnolo nel capitale dell’operatore dopo 267 anni dalla sua completa privatizzazione. A favorire gli acquisti su Tim sono anche le speculazioni sul risiko tlc che si susseguono dalla proposta di fusione di Iliad per Vodafone Italia annunciata lunedì (non ancora formalizzata con un’offerta vincolante al CdA di Vodafone). Secondo gli analisti di Intermonte, sebbene sia “difficilmente ricevibile” la proposta dei francesi, “non è detto che nel radar di Iliad ci sia solo Vodafone”. Come suggerisce Il Sole 24 ORE, la proposta di Iliad segnala l’intenzione dei francesi “di giocare un ruolo di aggregatore non di aggregato nel mercato italiano e potrebbe rappresentare un’azione di disturbo nelle trattative in corso tra Fastweb e Vodafone”. Se Vodafone dovesse declinare l’offerta di Iliad, come avvenuto a febbraio 2022, questa “potrebbe spostare le sue mire su Tim Consumer”, scenario che ”aumenterebbe l’appeal speculativo sul Gruppo”. In questo scenario, Intermonte non esclude che Iliad possa guardare ad una joint venture piuttosto che ad un’acquisizione, almeno in una fase iniziale.
L’alternativa segnalata dagli analisti è che Iliad scenda a trattative con Vivendi per rilevare lo stake del 23.75% con un’operazione di più ampia portata per il riassetto del gruppo Tim. Una mossa che appare agli occhi degli analisti “più complicata” perché “qualsiasi riassetto post cessione di NetCo dovrà, in ogni caso, assicurare un presidio pubblico degli altri asset strategici rimasti, come Tim Entreprise (datacenter e Telsy) e Tim Sparkle. Da segnalare anche l'accelerazione di F2i sulla rete con il traguardo vicino di 1 miliardo di raccolta per affiancare Kkr nella partita che si sta giocando.



