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La tregua in Iran innesca il rally dei mercati, ma resta allerta Hormuz. Balzo record per Milano (+3,7%) e WS (+2,85%)

Resta il nodo dello Stretto di Hormuz, mentre il greggio torna sui 95 dollari al barile e risale la tensione tra Israele e Libano. L’euro balza a 1,17 dollari, corrono oro e BitCoin. Spread in forte calo chiude a 77 punti

di Enrico Miele e Ivan Torneo

Aggiornato alle ore 17:35

I mercati a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta da incorniciare per le Borse europee che festeggiano la tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Sul finale una lieve frenata, rispetto ai massimi toccati nel primo pomeriggio, con Teheran che ha attaccato alcuni impianti sauditi in reazione ai raid in Libano di Israele, informata tardi di una tregua «non gradita», secondo il Wall Street Journal. «Il Libano non fa parte dell'accordo per il cessate il fuoco con l'Iran», ha detto ad Axios la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Rimane centrale il dossier sulla definitiva riapertura di Hormuz, che Teheran ha annunciato di avere nuovamente bloccato per gli attacchi israeliani contro Hezbollah.

A fine giornata, Milano chiude a +3,7% e in una sola seduta recupera oltre 28 miliardi di "market cap", riavvicinandosi ai valori pre-guerra. Si tratta del maggiore rialzo giornaliero per il Ftse Mib da quasi un anno, cioè dal +4,7% del 10 aprile 2025 (nel pieno del caos sui dazi annunciati da Trump). Con un +5%, invece, l’Euro Stoxx 50 mette a segno la migliore performance giornaliera da oltre quattro anni. Ampi i guadagni anche per Parigi (+4,5%), Francoforte (+5,1%), Madrid (+3,9%), Amsterdam (+3,2%) e Londra (+2,5%).

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Wall Street in forte rialzo, crolla indice paura Vix

Corrono gli indici a Wall Street dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato la sospensione degli attacchi contro l'Iran per due settimane, poco prima della scadenza del suo ultimatum, anche se restano le tensioni sul fronte Israele-Libano (con dirette conseguenze sullo stretto di Hormuz). «Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane», ha scritto Trump sul social Truth. «Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall'Iran e crediamo che sia una base praticabile su cui negoziare». Wall Street chiude la seduta con solidi guadagni: il Dow Jones segna un balzo del 2,85%, a 47.909,92 punti, mentre il Nasdaq segna un progresso del 2,80%, a quota 22.635,00. In forte rialzo anche l’S&P 500, a 6.782,81 punti (+2,51%).

A Piazza Affari strappano banche e lusso, ko titoli oil

Al termine della seduta, stringendo lo sguardo sui singoli titoli, l'andamento del greggio ha trascinato in ribasso i titoli oil, come Eni e Tenaris, tra i pochi in "rosso" alla fine sul Ftse Mib. Sul fronte opposto del listino milanese, giornata di rialzi per le banche, con Unicredit a lungo in testa grazie anche a un report di Barclays che sottolinea la resilienza del settore europeo. Al top Prysmian e Buzzi Unicem in scia alle prospettive di ricostruzione e riapertura dei cantieri in Medio Oriente. Intanto, la speranza di una ripresa dei flussi turistici da e verso il Golfo, mette le ali soprattutto ai titoli del lusso, come Brunello Cucinelli, Moncler e Ferrari. Acquisti poi su Azimut dopo che il gruppo ha reso noto di aver registrato nel mese di marzo 2026 una raccolta netta totale di 945 milioni, portando la raccolta netta complessiva del primo trimestre 2026 a 4,6 miliardi.

In retromarcia il petrolio sui 95 dollari al barile

L’accordo su una tregua in Iran spinge al ribasso le quotazioni del petrolio che chiudono a fine giornata ampiamente sotto i 100 dollari al barile. Il Wti cede il 16% sotto i 95 dollari, mentre il Brent cala di oltre il 14% a 93 dollari. Il gas ad Amsterdam registra un ribasso del 14% sotto i 45,3 euro al Megawattora mentre tornano gli acquisiti sui metalli preziosi con l’oro che si riporta in area 4.832 dollari l’oncia e l’argento a 77 dollari.

L’euro balza a 1,17 sul dollaro

Sul mercato valutario, l'euro è in risalita sul dollaro in area 1,1692 (da 1,1597 al closing della vigilia). Nei primi tre mesi dell'anno la valuta degli Stati Uniti ha registrato un rialzo di circa l'1,6%, la migliore performance trimestrale dalla fine del 2024, sostenuto dallo status di esportatore di energia degli Stati Uniti e dalla fuga degli investitori verso la liquidità. La moneta unica scambia con lo yen in area 185 (da 184,97), mentre il cross dollaro/yen a 158 (da 159,51). In rialzo del 2,6% il Bitcoin a 71.230 dollari.

Spread crolla a 77 punti dopo tregua Usa-Iran

Chiusura, infine, in deciso calo per lo spread tra BTp e Bund con i rendimenti sulla curva euro che hanno beneficiato della tregua tra Usa e Iran raggiunta la scorsa notte. I titoli di Stato italiani, che avevano perso molto terreno nell'ultimo mese, hanno nettamente sovraperformato i pari scadenza dell'Eurozona stringendo cosi' il differenziale di rendimento in modo più che proporzionale rispetto ai titoli guida tedeschi. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 77 punti, in diminuzione rispetto ai 91 punti della chiusura del 7 aprile. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,71%, in flessione rispetto al 3,99% della chiusura della vigilia.

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