Mercati e regole

Criptovalute, allerta dell’Esma: l’investimento resta «molto rischioso»

L’Authority europea: il rally recente conferma la natura «altamente volatile» dell’asset

di Andrea Fontana

Il Bitcoin ha superato quota 100mila dollari

2' di lettura

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Nuovo alert delle Authority sulle criptovalute. Dopo il record da 100mila dollari di Bitcoin e il boom di tutto l’universo cripto a novembre e a pochi giorni dall’entrata in vigore del regolamento Mica (Markets in Crypto-Assets Regulation) che introduce norme uniformi in Ue per gli emittenti, l’Esma mette ulteriormente in guardia i risparmiatori su questa categoria di investimento: il timore dell’Autorità europea per la vigilanza sui mercati finanziari, di cui fa parte anche Consob, è che il combinato tra l’impennata dei prezzi e l’arrivo delle nuove regole portino i risparmiatori a «farsi prendere dall’entusiasmo» scommettendo su questi asset a cuor leggero senza valutare «con molta attenzione» le proprie esigenze e i propri obiettivi.

Dalle elezioni del ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, che solo qualche giorno fa ha indicato l’ex manager di Paypal David Sacks come consulente per IA e criptovalute con l’obiettivo dichiarato di farle prosperare negli Usa, il CoinDesk Index 20, che misura le performance dei principali asset digitali, ha guadagnato il 90%, il Bitcoin è passato dai 70mila dollari agli oltre 100mila di inizio dicembre mentre Ethereum è balzato da 2400 a 4mila dollari. Il rally - scrive Esma nella sua avvertenza che segue altri warning già emessi dalle autorità europee - riflette il crescente interesse per questo tipo di attività ma ne conferma anche la natura «altamente volatile»: così come avvenuto in altre fasi, l’impennata può essere «di breve durata» e quindi le criptovalute restano una forma di allocazione del risparmio «molto rischiosa». Pochi giorni fa in un report per investitori citato da Reuters, il colosso della gestione americana Blackrock ha raccomandato di allocare in Bitcoin al massimo il 2% del proprio portafoglio.

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Se dal 30 dicembre prossimo l’entrata in vigore del regolamento europeo Mica apre una fase nuova nella supervisione sulle criptoattività e migliora le protezioni, tuttavia «non elimina tutti i rischi», ammonisce l’Authority europea che evidenzia tre aspetti da considerare per il risparmiatore. In primo luogo, le tutele del Mica non sono così estese come per i prodotti tradizionali: ad esempio, non sono previsti sistemi di indennizzo nei casi di fallimento della società di investimento e non è richiesta la valutazione sulla capacità del cliente di comprendere i prodotti su cui puntano. In secondo luogo, non tutte le tutele saranno immediatamente in vigore visto che alcuni Paesi hanno optato per una moratoria di 18 mesi per i fornitori di servizi senza licenza Mica. In terzo luogo, i rischi si alzano quando si opta per società di servizi non-Ue aumentando le possibilità di truffe e riducendo i margini per i ricorsi.

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