Credit Agricole ottiene il via libera della Bce per aumentare la quota in Banco Bpm
Il gruppo francese potrà salire oltre il 20% e fino al 30% dopo la modifica del Tuf, mantenendo però uno status di azionista di minoranza senza controllo
1' di lettura
1' di lettura
Nella governance peserà come socio di minoranza ma di fatto per il gruppo francese Credit Agricole c’è una strada spianata a salire in Banco Bpm. Il Credit Agricole ha infatti già ricevuto l’autorizzazione da parte della Bce a salire oltre il 20%.
La banca francese, come già comunicato in passato ha sottolineato che «non intende acquisire né esercitare il controllo su Banco Bpm» e che «manterrà la propria partecipazione al di sotto della soglia obbligatoria di offerta pubblica di acquisto. Fonti finanziarie citate dall’Ansa ribadiscono come Francoforte avrebbe raccomandato al gruppo francese di nominare, nel prossimo cda della banca di Piazza Meda, un numero di consiglieri in linea con il suo status di azionista di minoranza (probabilmente 4 o 5 su 15).
La misura, si sottolinea, risponde allo scopo di non ingessare le decisioni dell’organo della banca poiché in caso di potenziale conflitto di interesse i consiglieri espressione dell’Agricole dovrebbero astenersi, secondo quanto prevede il Testo Unico Bancario.
Lo scenario per i soci francesi
In una prima fase, il gruppo transalpino dovrebbe portarsi al di sotto della soglia d’opa del 25%.
Successivamente, una volta approvata la modifica del Tuf che innalzerà tale soglia al 30%, potrà incrementare la partecipazione fino al limite massimo autorizzato dalla Bce. Resta da capire - come osservano Intermonte e Equita - se Credit Agricole presenterà la propria lista di minoranza o parteciperà attivamente alla lista del cda uscente, richiedendo almeno 4 consiglieri e, secondo alcune indiscrezioni, anche la presidenza.


