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Credit Agricole cade alla Borsa di Parigi. L'impatto Banco Bpm pesa sui conti 2025

Numeri in chiaro scuro a causa di oneri non ricorrenti legati in particolare al primo consolidamento della quota dell'istituto di Piazza Meda

di Paolo Paronetto

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- I conti 2025 in chiaroscuro, a causa di oneri non ricorrenti legati in particolare al primo consolidamento della quota in Banco Bpm , penalizzano i titoli Credit Agricole, che viaggia in calo alla Borsa di Parigi.

La Banque Verte ha annunciato di aver chiuso lo scorso esercizio con un utile netto in leggero aumento (+1,3%) a 8,75 miliardi. Il margine di intermediazione ha raggiunto il livello record di 39,56 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al 2024. Nel quarto trimestre l'utile, d'altra parte, è sceso del 23,9% su base annua a 1,63 miliardi risentendo dell'impatto da 607 milioni legato a Banco Bpm. Per il 2025 l'istituto propone un dividendo in crescita del 3% a 1,13 euro per azione. Sono stati invece migliori delle previsioni i risultati della divisione asset gathering, che riunisce asset e wealth management e assicurazione, trainati dai numeri di Amundi. La controllata nel 2025 ha registrato un nuovo record di fondi in gestione, pari a 2.380 miliardi, anche se l'utile netto ha risentito della tassa straordinaria sulle grandi imprese in Francia. I fondi gestiti dal gruppo francese sono aumentati del 6% su base annua, grazie in particolare a una raccolta netta “record” di 88 miliardi di euro nonostante deflussi per 16 miliardi dalla rete Unicredit (di cui 4 nel quarto trimestre).

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Tornando a Banco Bpm, i vertici della banca hanno spiegato che il consolidamento della quota mette al riparo il bilancio dalla volatilità del prezzo delle azioni e che di qui in avanti l'attesa è per un contributo positivo all'utile di gruppo di circa 100 milioni al trimestre. L'a.d. Olivier Gavalda ha poi di fatto "prenotato" tre posti nel cda di Piazza Meda, sottolineando che l'istituto francese si aspetta di avere una rappresentanza proporzionale alla propria quota e si è lasciato mani libere sul futuro della quota. «Vedremo a tempo debito se è nel nostro interesse aumentare la partecipazione in Banco Bpm - ha concluso -. Al momento non è una questione rilevante per il gruppo Credit Agricole».

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