Così Volkswagen prepara «la più grande ristrutturazione degli ultimi decenni»
Il consiglio di sorveglianza si è riunito martedì, il 21 giugno l'atteso Capital Markets Day. Gli analisti di Bernstein: «Dura competere in Cina sui veicoli elettrici»
di Alberto Annicchiarico
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Volkswagen avvia la grande operazione di riorganizzazione, razionalizzazione dei costi e rilancio, a cominciare dal brand che dà il nome al gruppo. «La più grande ristrutturazione degli ultimi decenni», l’ha definita un top manager. Ne ha discusso martedì il consiglio di sorveglianza. Il tempo stringe. Il ceo Oliver Blume è atteso alla presentazione agli investitori in occasione del Capital Markets Day, tra una settimana. A metà maggio la stampa tedesca aveva pubblicato indiscrezioni circa un documento interno del ceo del brand Vw, Thomas Schäfer. Si parlava di solidità economica insufficiente, di margine operativo sceso al 3%.
Troppo poco per il gruppo, che punta sui brand volume - ovvero la stessa Volkswagen più Skoda, Cupra e Seat - per generare margini e finanziare l’onerosa transizione all’elettrico. Parola d’ordine, efficienza e sinergie, per alzare la redditività: margine operativo al 6,5% senza escludere che si possa spingere fino all’8%. Proprio per i brand volume Wolfsburg mira a utili aggiuntivi di 3 miliardi di euro all’anno.
Non va dimenticato che soltanto a metà marzo, alla Conferenza annuale, era stato presentato il piano di spesa quinquennale, al 2027, salito a 180 miliardi: più di due terzi degli investimenti, pari a 122 miliardi, dedicati a digitalizzazione ed elettrificazione. Nell'ultimo piano quinquennale, la cifra era del 56%. Ma ancora non basta, evidentemente, la realtà sopravanza i programmi e soprattutto i cinesi avanzano ad ampie falcate verso l’Europa e già dominano a casa loro. «Dobbiamo agire, altrimenti perderemo il contatto con la concorrenza», ha detto una fonte al quotidiano economico tedesco Handelsblatt.
Come parte del piano Blume aggiuntivo, VW intende riunire la produzione di più marchi nel suo stabilimento principale e storico, a Wolfsburg, che potrebbe però ridurre la capacità a 600mila unità. Il sito era arrivato a vedere un traguardo di produzione a 1 milione di auto e addirittura un raddoppio, sotto il precedente ceo Herbert Diess, in vista del progetto Trinity, la seconda generazione di Ev Volkswagen. Tale progetto è slittato nella seconda metà del decennio per i ritardi accusati dall’unità software, Cariad, che hanno portanto al cambio di amministratore delegato, l’estate scorsa. Sul piano occupazione non si parla di tagli ma di un programma di pensionamenti che potrebbe essere sufficiente.
Ovviamente un ruolo fondamentale lo giocherà anche il brand premium Audi, che dovrà competere al meglio con concorrenti come Bmw. Il ceo di Audi Markus Duesmann si concentrerà su una piattaforma di veicoli per auto di fascia media e su una maggiore integrazione con il resto del gruppo.


