Rivoluzione digitale

Così la creator economy conquista il food e fa nascere nuove idee imprenditoriali

Dalla promozione di prodotti esistenti i content creator sfrutttano la loro notorietà sui social per passare all’ideazione di nuovo format

di Maria Teresa Manuelli

Eric Lu, celebre tiktoker ma già imprenditore nella ristorazione romana, ha inaugurato a fine 2024 la prima ravioleria cinese Mr. Pling a Roma

3' di lettura

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La creator economy italiana sta vivendo una fase di crescita, con numeri che testimoniano una trasformazione radicale del panorama imprenditoriale digitale. Nel 2025, secondo il rapporto I-Com 2024 per Aicdc-Associazione Italiana Content Digital Creators, il settore ha raggiunto un valore di 4,06 miliardi di euro, posizionando l’Italia al terzo posto in Europa dopo Spagna e Regno Unito, con una densità significativa di 82 creator ogni 100mila abitanti. A livello globale, Goldman Sachs stima che il valore della creator economy raggiungerà i 480 miliardi di dollari entro il 2027, mentre Adobe Future of Creativity rileva che l’ecosistema conta già oltre 300 milioni di content creator.

E il food si sta affermando come uno dei settori più dinamici e redditizi di questa rivoluzione digitale. Come evidenzia Alberto Martinelli, ceo di In-Sane, «il content creator non è più solo una figura influente nel mondo digitale, ma diventa un marchio autonomo e riconosciuto nel settore industriale». Questa evoluzione rappresenta un vero cambio di paradigma: non più solo contenuti e followers, ma vere e proprie imprese che nascono dal personal branding costruito online, supportate dall’integrazione di tecnologie innovative.

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Le agenzie specializzate

Il mercato ha risposto a questa crescita con la nascita di realtà imprenditoriali specificamente dedicate al settore food. È il caso di RealBites, la nuova business unit del gruppo Realize Networks, che da oltre 15 anni è attiva nel panorama delle talent agency verticali sul food. L’agenzia ha dato vita a un hub di creator in continua espansione, implementando il proprio roster con alcuni tra i top creator del momento: Antonio La Cava, Marco Meschini, Alex Campisi (@Pizzalabo), Gabriele Terzi, Giulia Leoni (@LaMenthaPiperita), Samantha Puleo (@ilmiopiattoacolori) ed Elena Spisni (@bastachesiapasta).

Questi nuovi ingressi vanno a rafforzare un portafoglio già consolidato che comprende creator affermati come Mocho (esperto di American food), Davide Nanni (Chef Wild), Valentina Leporati (attivista gluten free), Mirko Ronzoni (Aesthetic Chef), ed Elisa Venturi (Elisa Cuore Cucina e Chiacchiere).
L’obiettivo strategico è mettere a disposizione del mercato il know-how di talent che fanno di Kpi ed engagement il loro punto di forza, sintetizzato nel claim aziendale “Content is Our Comfort Food”.

Quando il contenuto diventa virale

L’efficacia dei food influencer nel generare engagement e costruire brand identity emerge chiaramente dai casi studio analizzati da Inflead, piattaforma di influencer marketing intelligence. Per l’estate 2025 la piattaforma ha analizzato soprattutto il ruolo del gelato come strumento chiave per l’engagement social, grazie alla sua estetica accattivante e natura intrinsecamente “social”, che si trasforma in contenuto virale ed emozionale su Instagram e TikTok.

Tra i progetti più efficaci monitorati da Inflead spicca la partnership tra Sammontana & Plasmon, che ha generato un “gelato-merenda” virale unendo nostalgia, branding familiare e un’elevata “instagrammabilità”. I dati hanno mostrato un’esplosione dell’engagement rate per entrambi i brand. Altrettanto significativa è stata la campagna “Scarta l’estate” di Cornetto Algida, una delle più virali dell’estate 2025, che ha rafforzato il legame tra gelato, musica e storytelling emozionale. Dario Cosentino ha realizzato un reel creativo con oltre 10 milioni di visualizzazioni su Instagram, mentre Valeria Vedovatti ha superato i 28 milioni di visualizzazioni con un video su TikTok.

Ma la forza dei contenuti food nel generare visibilità è emersa anche dalla controversia scaturita dall’apertura di iBurger di CiccioGamer89 a Roma. La recensione negativa pubblicata da Giuliacrossbow ha innescato un confronto pubblico culminato con l’intervento di Franchino Er Criminale, il cui video di verifica è diventato il contenuto più visualizzato del suo canale. Come commenta Giovanni Spinelli, ceo di Inflead: «In un settore dinamico come quello alimentare, la capacità di intercettare e guidare le conversazioni è cruciale. I creator digitali non sono semplici testimonial, ma veri e propri catalizzatori di tendenze e conversazioni, capaci di creare un legame profondo con la loro community».

Dal digitale al fisico: la nuova imprenditoria

La vera rivoluzione si manifesta quando i food influencer trasformano il loro successo digitale in attività imprenditoriali concrete. Lo stesso CiccioGamer89, appunto, rappresenta il caso più emblematico: Mirco Alessandrini, forte di oltre 3,6 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 milioni su Instagram e 1,2 milioni su TikTok, ha trasformato la sua popolarità digitale in un business tangibile. Idntt Sa, attraverso la controllata In-Sane, ha costituito Star Kitchen, una Srl in joint venture con Kuiri proprio per capitalizzare questo potenziale. I risultati sono stati immediati: in soli sei mesi di test, la linea di hamburger ha generato oltre 500mila euro di fatturato attraverso Deliveroo.

Parallelamente, Eric Lu, celebre tiktoker ma già imprenditore nella ristorazione romana, ha inaugurato a fine 2024 la prima ravioleria cinese Mr. Pling a Roma. Il progetto dimostra l’evoluzione della creator economy: Eric ha coinvolto attivamente la sua community nelle scelte imprenditoriali, rendendo i follower protagonisti della definizione del brand. Il nome del locale è risultato da un contest sui social e il menu è stato definito dopo aver fatto testare i piatti ai suoi affezionati clienti.

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