Sicurezza

Controlli alle frontiere: raddoppiate le code in aeroporto con il nuovo sistema extra Schengen

Disagi crescenti per i passeggeri fino a quattro ore di fila. Le misure per le Olimpiadi: quali sono gli aeroporti coinvolti

di Mara Monti

Code ai controlli all’aeroporto di Malpensa

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L’anno che sta arrivando porterà novità per i viaggiatori al momento dei controlli alla frontiera: l’addio ai timbri sui passaporti a partire da aprile con l’introduzione dei controlli biometrici. Il sistema è in fase di sperimentazione, ma chi in questi giorni è in viaggio all’estero al ritorno troverà la sorpresa di lunghe code ai controlli in aeroporto.

Il nuovo sistema digitale di ingresso/uscita (EES) operativo in gran parte del continente, sta obbligando tutti i cittadini extra-UE, compresi i Britannici, a registrare i dati personali quando entrano nei Paesi dell’area Ue per soggiorni anche di breve durata. Al momento questi controlli sono effettuati sul 10% dei passeggeri, ma a partire dal 10 gennaio questa quota salirà al 35% per arrivare al 100% ed essere pienamente operativo dal 10 aprile.

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Tempi di controllo in forte aumento già nella fase iniziale

Da quando è stato introdotto l’EES il nuovo sistema dei controlli ha determinato un significativo incremento dei tempi di attesa alle frontiere, fino al raddoppio sia alle postazioni manuali sia agli eGate, pur a fronte di volumi di passeggeri ancora molto limitati. Una situazione che si sta verificando in tutti gli aeroporti italiani, ma non solo. La stessa ACI Europe, l’associazione che raggruppa gli aeroporti europei, ha lanciato l’allarme: senza correttivi i disagi sono destinati ad aumentare specialmente quando si avvicinerà il periodo estivo e il sistema sarà completamente operativo.

Code già oggi su livelli critici

In alcuni dei principali scali nazionali si sono già registrate attese superiori alle due ore e mezza, anche in periodi di bassa stagione e con un numero di registrazioni EES ancora contenuto. Le simulazioni sui flussi di traffico attesi nel 2026 indicano che, con l’incremento progressivo della quota di passeggeri soggetti a registrazione dal 10% attuale, al 35% da gennaio e oltre, i tempi di attesa ai controlli di frontiera potrebbero superare le quattro ore nelle fasce di maggiore affluenza.

Aeroporto Roma Fiumicino, al via i nuovi controlli digitali dell'Unione Europea

Le misure in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina

Alla luce di queste criticità e in vista della prossima scadenza Olimpica dal 6 febbraio al 22 febbraio, negli aeroporti coinvolti ovvero Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia e Verona è stato concessa la sospensione delle formalità legate al sistema Entry/Exit per il periodo di durata della manifestazione e solo per gli operatori, le delegazioni gli atleti e in generale per la “famiglia olimpica”. Una decisione che parte dai numeri dal momento che si prevedono nel picco nella settimana precedente alla cerimonia di apertura l’arrivo soltanto a Malpensa di oltre 15.500 tra operatori e atleti e di oltre 150mila spettatori. Nei giorni dell’evento, Malpensa gestirà fino a 4mila bagagli fuori misura, concentrati nei giorni di picco all’arrivo degli atleti e delle delegazioni.

Criticità operative sistemiche del sistema EES

Tra le criticità operative rilevate sono state individuate le frequenti indisponibilità del sistema EU-Lisa che gestisce tutti i dati a livello europeo, persistenti problemi di configurazione e un’implementazione ancora parziale delle soluzioni tecnologiche (kiosk self-service, varchi di Controllo Automatizzato delle Frontiere) compromettono la prevedibilità, la continuità e la resilienza delle operazioni di frontiera. A ciò si aggiunge l’assenza di un’applicazione efficace di pre-registrazione, che consentirebbe la compilazione anticipata dei questionari e l’acquisizione off-site delle biometrie. Criticità che, come evidenziato da ACI Europe, risultano pienamente riscontrabili anche negli aeroporti europei e italiani.

Carenza di risorse ai controlli di frontiera

L’insufficiente impiego di agenti di Polizia di Frontiera negli aeroporti, a fronte di una carenza strutturale di personale presso le autorità competenti, rappresenta una criticità comune a livello europeo. In assenza di un adeguato rafforzamento degli organici, i maggiori tempi richiesti dai controlli EES sui passeggeri extra-UE rischiano di ripercuotersi inevitabilmente anche sui cittadini dell’Unione, compromettendo la fluidità complessiva dei flussi. Le stime operative indicano pertanto come indispensabile un incremento di almeno il 25% degli organici negli aeroporti maggiormente esposti, al fine di evitare effetti a cascata sull’intero sistema aeroportuale.

Tempistiche di attuazione non sostenibili

Da più parti si fa notare che la piena operatività dell’Entry/Exit System (EES), prevista per il 10 aprile 2026, non appare compatibile con l’attuale capacità degli aeroporti di gestire i flussi di passeggeri extra-UE, alla luce delle evidenze operative emerse e si chiede che vengano introdotti correttivi alla normativa europea.

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