Concerti, Live Nation si accorda con il Dipartimento di giustizia Usa
Svolta nel processo: l’azienda venderà 13 arene, non imporrà Ticketmaster e pagerà 280 mln$. Ma 25 stati continueranno la battaglia legale
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Il colosso della musica dal vivo Live Nation Entertainment, proprietario della piattaforma di ticketing Ticketmaster, ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel procedimento per abuso di posizione dominante sul mercato Usa.
Un accordo «win-win»: Live Nation proverà a sottrarsi alle critiche di concorrenti e fan della musica dal vivo sulle proprie politiche di prezzo, il Dipartimento di Giustizia non è costretto ad addentrarsi in quella che rischiava di diventare una lunga e dispendiosa battaglia legale.
Ma - per citare il più celebre degli artisti qui da noi sotto contratto per Live Nation - c’è chi dice no: New York e altri 24 Stati hanno dichiarato che l’accordo è insufficiente e intendono andare avanti in Tribunale. Non convince l’impianto secondo cui il gigante della musica live dovrà vendere fino a 13 arene e non potrà effettuare ritorsioni contro gli organizzatori che rifiuteranno di utilizzare Ticketmaster come piattaforma di ticketing. Wall Street intanto festeggia: le azioni della società con sede in California crescono di circa il 6 per cento. L’accordo proposto dovrebbe impedire a Live Nation, leader del segmento promoting anche in Italia, di obbligare gli artisti a utilizzare la bigliettazione di Ticketmaster se si esibiscono nelle arene di sua proprietà.
Ticketmaster sarà inoltre tenuta a introdurre un prodotto autonomo che consenta a piattaforme di vendita di biglietti di terze parti, come SeatGeek e StubHub, di collegarsi alla sua tecnologia, a quanto si apprende. Live Nation potrebbe pagare fino a 280 milioni di dollari per risolvere le richieste di risarcimento dello Stato nell’ambito dell’accordo, ha affermato il Dipartimento di giustizia Usa. L’accordo dovrà essere approvato dal giudice per diventare esecutivo..
Non mancano le critiche da parte di diversi operatori di settore secondo cui la cifra del risarcimento imposta a Live Nation sarebbe modesta e i correttivi per impedire l’abuso di posizione dominante inefficaci.


