Abuso di posizione dominante

Concerti, Live Nation si accorda con il Dipartimento di giustizia Usa

Svolta nel processo: l’azienda venderà 13 arene, non imporrà Ticketmaster e pagerà 280 mln$. Ma 25 stati continueranno la battaglia legale

di Francesco Prisco

Live Nation trova l’accordo con il Dipartimento di giustizia Usa nel processo per abuso di posizione dominante

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Il colosso della musica dal vivo Live Nation Entertainment, proprietario della piattaforma di ticketing Ticketmaster, ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel procedimento per abuso di posizione dominante sul mercato Usa.

Un accordo «win-win»: Live Nation proverà a sottrarsi alle critiche di concorrenti e fan della musica dal vivo sulle proprie politiche di prezzo, il Dipartimento di Giustizia non è costretto ad addentrarsi in quella che rischiava di diventare una lunga e dispendiosa battaglia legale.

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Ma - per citare il più celebre degli artisti qui da noi sotto contratto per Live Nation - c’è chi dice no: New York e altri 24 Stati hanno dichiarato che l’accordo è insufficiente e intendono andare avanti in Tribunale. Non convince l’impianto secondo cui il gigante della musica live dovrà vendere fino a 13 arene e non potrà effettuare ritorsioni contro gli organizzatori che rifiuteranno di utilizzare Ticketmaster come piattaforma di ticketing. Wall Street intanto festeggia: le azioni della società con sede in California crescono di circa il 6 per cento. L’accordo proposto dovrebbe impedire a Live Nation, leader del segmento promoting anche in Italia, di obbligare gli artisti a utilizzare la bigliettazione di Ticketmaster se si esibiscono nelle arene di sua proprietà.

Ticketmaster sarà inoltre tenuta a introdurre un prodotto autonomo che consenta a piattaforme di vendita di biglietti di terze parti, come SeatGeek e StubHub, di collegarsi alla sua tecnologia, a quanto si apprende. Live Nation potrebbe pagare fino a 280 milioni di dollari per risolvere le richieste di risarcimento dello Stato nell’ambito dell’accordo, ha affermato il Dipartimento di giustizia Usa. L’accordo dovrà essere approvato dal giudice per diventare esecutivo..

Non mancano le critiche da parte di diversi operatori di settore secondo cui la cifra del risarcimento imposta a Live Nation sarebbe modesta e i correttivi per impedire l’abuso di posizione dominante inefficaci.

Fan e operatori di settore avevano avanzato diverse richieste di esaminare l’acquisizione di Ticketmaster da parte di Live Nation avvenuta nel 2010, dopo che la società aveva costretto il popolo di Taylor Swift a lunghe code virtuali sul web, applicando prezzi esorbitanti per i biglietti dell’«Eras Tour» 2022.

Il Dipartimento di Giustizia Usa e 39 Stati hanno così intentato una causa contro la major dei concerti nel maggio 2024, chiedendo la vendita di Ticketmaster e sostenendo che la società avesse gonfiato illegalmente i prezzi dei biglietti dei concerti e danneggiato gli artisti. Dei 39 Stati più Washington D.C. che avevano originariamente intentato causa assieme al Dipartimento di Giustizia, solo Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, South Carolina e South Dakota hanno indicato che aderiranno all’accordo, secondo i documenti del tribunale.

Un avvocato di Live Nation ha dichiarato che la società sta cercando una risoluzione più ampia e globale delle cause antitrust a livello statale. Il procuratore generale di New York Letitia James informa che non aderirà all’accordo, perché a suo giudizio «non affronta il monopolio al centro di questo caso e avvantaggerebbe Live Nation a scapito dei consumatori».

Altri stati che continuano a partecipare al caso sono il Colorado e l’Arizona. Anche il Texas nutre preoccupazioni riguardo all’accordo con il Dipartimento di Giustizia. Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Arun Subramanian ha sospeso il processo per dare agli stati il tempo di prepararsi a continuare senza il Dipartimento di Giustizia, che aveva assunto la guida del caso.

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