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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Mara Monti
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C’è aria di ritorno alla normalità negli Emirati Arabi Uniti, dove è stata ripristinata la piena operatività del trasporto aereo dopo mesi di interruzioni causate dal conflitto tra Usa, Israele e Iran, segnando un importante passo avanti verso la ripresa dei viaggi regionali e degli hub chiave, tra cui Dubai e Abu Dhabi. La compagnia di bandiera Emirates ha ripreso quasi l’80% delle sue operazioni da Dubai, secondo il sito web di monitoraggio dei voli Flightradar24. Il vettore con sede a Dubai ha riportato un utile netto record per l’intero anno e ha affermato che le sue solide riserve di liquidità lo aiuteranno a superare la crisi. I volumi di Air Arabia ed Etihad sono intorno al 60% dei livelli di febbraio, mentre Qatar Airways e flydubai si attestano al 51%.
Per i viaggiatori in transito da Dubai e Abu Dhabi si tratta di un ritorno a spostamenti più fluidi e di un passaggio cruciale per l’intero settore dell’aviazione regionale. Questi aeroporti internazionali operavano sotto severe restrizioni da febbraio, quando è iniziata l’escalation del conflitto e centinaia di voli vennero cancellati per la chiusura dello spazio aereo. Tuttavia, la ripresa rischia di essere fragile e ha subito una battuta d’arresto lo scorso lunedì, quando gli attacchi con droni hanno costretto i voli diretti negli Emirati Arabi Uniti a dirottare verso Muscat, in Oman, o Riyadh, in Arabia Saudita.
In questo periodo, le principali compagnie aeree europee, da Lufthansa ad Air France-KLM fino a British Airways, hanno cercato di occupare lo spazio lasciato libero dai vettori del Golfo, intercettando la domanda dei viaggiatori diretti verso l’Asia con voli senza scalo e senza passare dal Golfo. Una circostanza che ha aiutato questi vettori a compensare l’aumento del prezzo del carburante: secondo i dati raccolti dalla piattaforma Maiora Solutions, società specializzata in analysis, pricing e revenue management nel settore travel, volare dall’Europa verso l’Asia senza scalo negli hub del Golfo, oltre a essere considerato più sicuro date le circostanze, costa mediamente di più rispetto a farlo via Dubai o Doha.
Sui corridoi Parigi-Mumbai e Francoforte-Nuova Delhi, scegliendo come hub Istanbul, Zurigo o Varsavia, secondo le rilevazioni tra marzo e aprile 2026, i prezzi sono oscillati tra 665 e 956 euro, risultando superiori ai voli Etihad e Qatar Airways sulle stesse tratte. Sulle rotte Londra-Singapore e Londra-Bangkok, il routing via Golfo risultava sistematicamente il più economico disponibile.
Il Medio Oriente è l’area in cui la geopolitica ha lasciato il segno più evidente. A fine marzo, in coincidenza con l’escalation del conflitto nel Golfo, i prezzi sono aumentati in media del 57% in una sola settimana, per poi stabilizzarsi su livelli elevati: acquistare oggi un biglietto costa circa il 5% in più rispetto a marzo, quando le tariffe erano già salite.