Pesca

Coldiretti: anche in Italia allevamenti al largo per l’ingrasso dei tonni

La proposta a Bruxelles: non si tratta di una replica delle farm già esistenti nel Mediterraneo, ma l’allevamento dei tonni avverrebbe in modo diverso, per ottenere un prodotto più magro e più adatto al mercato europeo

di Emiliano Sgambato

2' di lettura

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I pescatori italiani ogni anno possono catturare 5.283 tonnellate di tonno. È la quota attualmente riservata al nostro Paese dall’Iccat (la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico). La maggior parte delle catture (soprattutto quelle a circuizione, fatte attarverso grandi reti che lasciano i pesci in acqua) vengono destinate a grosse reti fisse collocate soprattutto nelle acque maltesi (ma anche spagnole).

Qui i tonni vengono fatti ingrassare e poi destinati al mercato internazionale. Al Giappone in partiticolare, anche se non si tratta di un mercato redditizio come un tempo: in Oriente infatti piace una carne particolarmente grassa, mentre sulle nostre tavole è più apprezzato il cosiddetto “tonno di corsa”, come quello pescato all’amo o nelle uniche due tonnare fosse rimaste in attività, in Sardegna.

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Il progetto presentato da Coldiretti Pesca al vertice europeo del settore organizzato a Cetara, è quello di creare anche in Italia delle farm (“fattorie”) per l’allevamento del tonno rosso, «con l’obiettivo di garantire ai consumatori un prodotto sempre più tracciato, trasparente e sostenibile, ma anche dalle caratteristiche organolettiche nuove, con le potenzialità per aprire nuovi mercati».

L’iniziativa oggi 15 settembre sarà illustrata dal presidente Ettore Prandini e dalla responsabile nazionale di Coldiretti Pesca Daniela Borriello al Commissario Ue alla Pesca Costas Kadis nel corso di un incontro a Bruxelles.

Oggi la maggior parte del tonno pescato nel Mediterraneo dalla flotta italiana viene destinato a Malta, dove viene ingrassato per essere successivamente lavorato. Una fase della filiera - è il ragionamento Coldiretti - che potrebbe essere riportata in Italia, creando le condizioni perché le imprese ittiche nazionali possano effettuare i necessari investimenti.

Tuttavia non si tratta di una replica delle farm già esistenti: «L’ingrasso dei tonni avverrebbe in modo diverso, un ingrasso “light”, quasi un mantenimento, che possa generare un prodotto più vicino al gusto italiano ed europeo, capace di attrarre nuovi mercati e potenzialmente disponibile tutto l’anno. Ci sarebbe poi la garanzia di una sistematica attenzione all’impatto dell’attività produttiva, di trasformazione, di commercializzazione, dai materiali delle gabbie a quelli di confezionamento», spiegano da Coldiretti.

Le fattorie del tonno rosso potrebbero inoltre coinvolgere altri segmenti della flotta di pescherecci, che svolgerebbero un’attività di supporto agli impianti e di sviluppo di occupazione per gli impianti di trasformazione presso le comunità costiere interessate: «un’occasione per rafforzare le prospettive occupazionali e crearne di nuove».

Il progetto si inserisce peraltro nella campagna di trasparenza avviata dal Masaf con l’obbligo del sigillo di garanzia su ogni esemplare di tonno rosso, per garantirne la provenienza, la qualità e la salubrità, valorizzando il lavoro delle quasi centosettanta imbarcazioni autorizzate alla cattura, rispetto ai rischi legati alla concorrenza sleale.

Ma nell’incontro di Bruxelles Coldiretti Pesca manifesterà anche «la necessità di valorizzare e sostenere con politiche adeguate tutto il settore ittico per il suo sviluppo, ma anche per la sua sopravvivenza». A preoccupare è la proposta di bilancio presentata dalla Commissione Von der Leyen che va a tagliare i due terzi dei fondi destinati al settore ittico, da 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi, con una perdita netta del 67%.

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