Coinbase, doppia sfida con gli Etf su bitcoin e il broker Robinhood
I conti della cripto Borsa crescono, ma il titolo cala: pesano la vendita generalizzata sull’ hi tech e la concorrenza di fondi passivi e piattaforme online
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Da una parte contrastare la sempre più agguerrita concorrenza. Dall’altra proseguire nella diversificazione del business. Sono tra i focus di Coinbase Global a sostegno del business. Già, il business. Riguardo ad esso proprio la maggiore articolazione dell’attività - anche per ridurre la dipendenza da bitcoin & co - è un obiettivo primario. Il target è raggiunto? La risposta è essenzialmente positiva e per rendersene conto è opportuno guardare alla dinamica dei ricavi nel tempo.
Oggetto sociale
L’azienda articola il fatturato in due grandi aree: le entrate legate alle transazioni sui token e quelle generate da Abbonamenti e servizi. Appannaggio del primo fronte ci sono le commissioni sull’operatività del cliente consumer (a sua volta articolato tra utenti semplici e più esperti) e, poi, degli investitori istituzionali. Nella seconda area, invece, vengono ricondotte diverse situazioni: dall’abbonamento alla piattaforma per il retail (Coinbase One) ai margini generati dalla stablecoin Usdc fino alla custodia di cripto asset e ai servizi di staking. Senza dimenticare, infine, i finanziamenti agli istituzionali e le soluzioni per lo sviluppo informatico di funzionalità da inserirsi negli eventuali cripto progetti della clientela.
La dinamica dei ricavi
Ebbene: a fronte di un simile breakdown possono rilevarsi, rispetto al passato, le seguenti dinamiche. Nel 2020 (ricavi totali a 1,14 miliardi di dollari) il 96% delle vendite era generato dalle Transaction revenue. In particolare, la stragrande maggioranza proveniva dal mondo retail (1,04 miliardi). Di fatto inesistenti, invece, le entrare da Abbonamenti e servizi (45 milioni). Nel 2021 - in scia al balzo del bitcoin - c’è il salto in alto dei ricavi complessivi, i quali arrivano a 7,35 miliardi. L’incremento, per quanto la voce Subscription and services arrivi al mezzo miliardo, è sempre dovuto al mondo delle transazioni consumer (6,5 miliardi le fee sul trading). Nel 2022, invece, si assiste - contemporaneamente all’avvio della stagione “winter” per la cripto regina - al tracollo del giro d’affari complessivo (3,15 miliardi). Al tonfo, però, fa da contraltare la continua espansione della voce Abbonamenti e servizi. Un trend che - in maniera slegata dai ricavi consolidati - ha proseguito negli anni successivi. La divisione in oggetto è salita nel 2023 e 2024 rispettivamente a 1,4 e 2,3 miliardi di dollari. A fronte di un simile andamento, nello scorso anno, il peso dei ricavi transazionali sul fatturato globale si è assestato al 60,6% mentre i Subscriptions and services hanno raggiunto il 35% del totale. Insomma: i numeri segnalano, da una parte, come il mondo di Abbonamenti e servizi abbia iniziato a recitare un ruolo importante nel business; e, dall’altra, che le entrare - essendo le fee da transazioni volatili e legate agli umori di bitcoin & co - hanno acquisito una maggiore stabilità e visibilità. In generale - è l’indicazione degli esperti - si tratta di un’evoluzione positiva. Come è stata positiva l’ultima trimestrale. Il gruppo ha aumentato sia i ricavi che la redditività. Le revenues nette, nel quarto quarter del 2024, sono state 2,2 miliardi di dollari (a fronte dei 905 milioni di un anno prima). L’utile netto, dal canto suo, è arrivato a 1,3 miliardi (erano stati 273 milioni nello stesso periodo del 2023). Infine: l’ utile per azione. Questo è stato pari a 4,68 dollari. I numeri in oggetto spesso sono superiori al consensus. Secondo Facset, ad esempio, l’Eps era previsto a 2,11 dollari.
La dinamica sul listino
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è molto più problematica. Soprattutto, sul fronte dell’andamento del titolo in Borsa. Coinbase, quotato al Nasdaq, nell’ultimo anno - ad esempio - è in calo di oltre il 30% mentre il bitcoin è salito di circa il 20%. Vero! Nel biennio l’exchange ha guadagnato più del 190%. E, però, il prezzo del direct listing al Nasdaq - il 14/4/2021 - era di 250 dollari. Cioè: un valore superiore all’attuale. Nel frattempo, la cripto regina - tra picchi e crolli - è salita di oltre il 33%. Detto diversamente: la correlazione positiva tra bitcoin e Coinbase esiste. Ma, a fonte di ciò, può riportarsi il detto che rimbalza tra le sale operative: mentre Coinbase dipende dal ciclo del bitcoin, quest’ultimo non dipende da Coinbase.
Ciò considerato, al fine di meglio cogliere le dinamiche di mercato del gruppo è utile guardare agli ultimi 12 mesi. I fondamentali dell’azienda - per l’appunto - sono positivi e la diversificazione del business è sempre più concreta. Tuttavia, il rendimento sul listino non è stato all’altezza. Perchè? Con riferimento a gran parte del 2024, deve ricordarsi che, durante l’ultimo fase dell’amministrazione Biden, la Sec presieduta da Gery Gensler aveva messo nel mirino la piattaforma di scambi centralizzati. Un contesto di indagini ed accuse - cui il ceo Brian Armstrong ha reagito duramente- che evidentemente non ha aiutato il titolo in Borsa. Adesso, con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, lo scenario è cambiato. Le accuse della Sec sono cadute e il contesto è favorevole. Eppure, la performance al Nasdaq ancora latita.



