Coinbase diversifica, ma in Borsa è influenzata dall’umore del bitcoin
La famosa piattaforma di scambi riduce il peso dei ricavi da trading.Resta alto il legame con l’asset digitale. Attesa per la trimestrale e focus sulla Sec
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
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L’attesa è tutta per i prossimi dati trimestrali. In particolare, rispetto al conto economico, l’interesse è capire se prosegue - seppure a ritmi più contenuti - il momento positivo della società. Di chi si parla? Di Coinbase Global. Cioè: una delle piattaforme centralizzate di scambio per cripto asset - quotata al Nasdaq - più importanti al mondo. L’azienda, nel primo quarter del 2024, ha riportato un utile per azione diluito di 4,4 dollari. Il consensus sul secondo trimestre, indicato da Seeking Alpha, è 0,85 dollari. In altre parole: il trend sequenziale è previsto al ribasso. In crescita, invece, quello anno su anno. Coinbase - nel primo trimestre del 2023 - aveva riportato una perdita di 0,42 dollari per azione. Insomma: redditività che frena ma “momentum” positivo.
Il conto economico
Si tratta di un andamento che supisce? Non troppo. I numeri del primo quarter sono l’effetto anche, e soprattutto, dell’effervescenza nel cripto mondo. Una vivavicità che, da una parte, è stata conseguenza del lancio degli Etf sul prezzo spot del bitcoin; e che, dall’altra, è figlia delle attese per l’halving - avvenuto in Aprile - sulla medesima cripto regina (oltre che per il nuovo Exchange traded fund su ether). In un simile contesto i ricavi da transazione della piattaforma centralizzata di scambio sono giocoforza entrati in orbita: quelli riferiti all’investitore retail hanno raggiunto 935,2 milioni di dollari (468,9 milioni nell’ultimo quarter del 2023). Le commissioni di trading con gli istituzionali, invece, hanno visto il rialzo - sempre trimestre su trimestre - del 133%, arrivando a 85,4 milioni. In totale le “transaction revenues”, al 31/3/2024, si sono assestate a quota 1,077 miliardi di dollari (+103% quarter su quarter).
In crescita anche l’altra “anima” del giro d’affari di Coinbase. Quella appannaggio di servizi ed abbonamenti. Per intenderci, i ricavi più stabili e non legati al trading: dagli incassi per la custodia di cripto asset alla remunerazione dello staking - per conto della clientela - su diverse blockchain fino agli interessi sugli asset ricevuti dagli utenti ed investiti. Ebbene: sempre nel primo trimestre del 2024, il giro di affari di questo segmento di business è risultato di 510,9 milioni di dollari. Un dato che implica l’incremento del 36% quarter su quarter.
Le previsioni
A fronte di un simile mix di numeri, ben si capisce perché il consensus prevede, tra inizio Aprile e fine Giugno, un Earning per share (Eps) in frenata rispetto al 31/3/2024. In primis,infatti, la corsa delle principali cryptocurrencies ha frenato e, con lei, la volatità del mercato. Dal che le commissioni legate al trading- principale voce di incasso - saranno presumibilmente inferiori. Inoltre, l’area più stabile (non riferita direttamente alle compravendite di asset) e riconducibile ad abbonamenti e servizi, da un lato, è ancora minoritaria; e, dall’altra, è comunque cresciuta meno.
In conclusione, quindi, il ragionamento degli esperti è che la reddività di Coinbase consegua alle dinamiche di mercato dei cripto asset. Vero! Le sorprese sull’Eps non possono escludersi. Seeking Alpha riporta che, ad esempio, la perdita per azione nel secondo trimestre del 2023 fu minore di 0,34 dollari rispetto alle attese. Poi, nel quarto quarter sempre dello scorso esercizio, l’Earning per share è arrivato a 1,04 dollari a fronte delle stime di 0,2. Infine: nel primo trimestre del 2024, l’Eps ha superato di ben 3,13 dollari quello previsto. Di conseguenza, non è fantafinanza ipotizzare un contesto di redditività superiore a ciò che stima il mercato. Cio detto, però, il discorso di fondo mantiene la sua validità e - al netto di sorprese - i profitti, secondo gli esperti, dovrebbe essere - in scia al mercato più debole - inferiori a quelli registrati nell’ultimo quarter.



