Lettera al Risparmiatore

Coinbase diversifica, ma in Borsa è influenzata dall’umore del bitcoin

La famosa piattaforma di scambi riduce il peso dei ricavi da trading.Resta alto il legame con l’asset digitale. Attesa per la trimestrale e focus sulla Sec

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

6' di lettura

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L’attesa è tutta per i prossimi dati trimestrali. In particolare, rispetto al conto economico, l’interesse è capire se prosegue - seppure a ritmi più contenuti - il momento positivo della società. Di chi si parla? Di Coinbase Global. Cioè: una delle piattaforme centralizzate di scambio per cripto asset - quotata al Nasdaq - più importanti al mondo. L’azienda, nel primo quarter del 2024, ha riportato un utile per azione diluito di 4,4 dollari. Il consensus sul secondo trimestre, indicato da Seeking Alpha, è 0,85 dollari. In altre parole: il trend sequenziale è previsto al ribasso. In crescita, invece, quello anno su anno. Coinbase - nel primo trimestre del 2023 - aveva riportato una perdita di 0,42 dollari per azione. Insomma: redditività che frena ma “momentum” positivo.

Il conto economico

Si tratta di un andamento che supisce? Non troppo. I numeri del primo quarter sono l’effetto anche, e soprattutto, dell’effervescenza nel cripto mondo. Una vivavicità che, da una parte, è stata conseguenza del lancio degli Etf sul prezzo spot del bitcoin; e che, dall’altra, è figlia delle attese per l’halving - avvenuto in Aprile - sulla medesima cripto regina (oltre che per il nuovo Exchange traded fund su ether). In un simile contesto i ricavi da transazione della piattaforma centralizzata di scambio sono giocoforza entrati in orbita: quelli riferiti all’investitore retail hanno raggiunto 935,2 milioni di dollari (468,9 milioni nell’ultimo quarter del 2023). Le commissioni di trading con gli istituzionali, invece, hanno visto il rialzo - sempre trimestre su trimestre - del 133%, arrivando a 85,4 milioni. In totale le “transaction revenues”, al 31/3/2024, si sono assestate a quota 1,077 miliardi di dollari (+103% quarter su quarter).

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In crescita anche l’altra “anima” del giro d’affari di Coinbase. Quella appannaggio di servizi ed abbonamenti. Per intenderci, i ricavi più stabili e non legati al trading: dagli incassi per la custodia di cripto asset alla remunerazione dello staking - per conto della clientela - su diverse blockchain fino agli interessi sugli asset ricevuti dagli utenti ed investiti. Ebbene: sempre nel primo trimestre del 2024, il giro di affari di questo segmento di business è risultato di 510,9 milioni di dollari. Un dato che implica l’incremento del 36% quarter su quarter.

TRIMESTRI A CONFRONTO

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Le previsioni

A fronte di un simile mix di numeri, ben si capisce perché il consensus prevede, tra inizio Aprile e fine Giugno, un Earning per share (Eps) in frenata rispetto al 31/3/2024. In primis,infatti, la corsa delle principali cryptocurrencies ha frenato e, con lei, la volatità del mercato. Dal che le commissioni legate al trading- principale voce di incasso - saranno presumibilmente inferiori. Inoltre, l’area più stabile (non riferita direttamente alle compravendite di asset) e riconducibile ad abbonamenti e servizi, da un lato, è ancora minoritaria; e, dall’altra, è comunque cresciuta meno.

In conclusione, quindi, il ragionamento degli esperti è che la reddività di Coinbase consegua alle dinamiche di mercato dei cripto asset. Vero! Le sorprese sull’Eps non possono escludersi. Seeking Alpha riporta che, ad esempio, la perdita per azione nel secondo trimestre del 2023 fu minore di 0,34 dollari rispetto alle attese. Poi, nel quarto quarter sempre dello scorso esercizio, l’Earning per share è arrivato a 1,04 dollari a fronte delle stime di 0,2. Infine: nel primo trimestre del 2024, l’Eps ha superato di ben 3,13 dollari quello previsto. Di conseguenza, non è fantafinanza ipotizzare un contesto di redditività superiore a ciò che stima il mercato. Cio detto, però, il discorso di fondo mantiene la sua validità e - al netto di sorprese - i profitti, secondo gli esperti, dovrebbe essere - in scia al mercato più debole - inferiori a quelli registrati nell’ultimo quarter.

Modello di business

Fin qua molteplicità di numeri e previsioni. Quali però le valutazioni degli esperti riguardo al modello di business di Coinbase? In generale, uno dei focus è sulla diversificazione dell’attività. Cioè: la richiesta degli esperti è che, da una parte, la società riduca la dipendenza dalle dinamiche di mercato, incrementando il peso delle entrate slegate dal trading; e che, dall’altra, riesca - all’interno delle stesse “transaction revenues” - a migliorarne la qualità.

Sul primo fronte, la cripto azienda ha fatto diversi passi in avanti. Certo: il tutto è sempre influenzato dal trend dei listini. E, tuttavia, nel precedente quadriennio la ripartizione tra “Transaction revenues” e”Subscrition & service” revenue è andata bilanciandosi. Le prime, nel 2020, valevano circa il 96% dei ricavi. L’incidenza è rimasta di fatto invariata nel 2021 (93%). Successivamente, però, la musica è cambiata: nel 2022 il peso del giro d’affari legato al trading è calato intorno al 75% e, lo scorso anno, la ripartizione è stata la seguente: l’incidenza per le “transaction revenue” è risultata di circa il 52% mentre il mondo “slegato” dal trading è valso il 48% del fatturato. Infine, il primo trimestre del 2024. Qui il peso degli incassi da transazioni, in scia alla rimonta delle quotazioni dei cripto asset, è risalito al 66%. Un balzo che preoccupa? In linea di massima la risposta è negativa. L’importante - è l’indicazione degli esperti - è che la strada segnata negli esercizi precedenti - al netto dell’inevitabile impatto del trend delle cripto Borse - continui ad essere persguita.

DIVISIONE DEI RICAVI

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VOLUMI E ASSET

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Transaction revenues

Già, perseguita. Quale, invece, la situazione sul secondo fronte della qualità delle “transaction revenue”? In questo caso alcuni esperti esprimono una valutazione negativa. Dapprima, viene sottolineato, è molto elevata la quota di fatturato legato alle “alternative coin” dove Coinbase realizza uno spread maggiore. Vero! Bitcoin ed ether, nell’ultimo trimestre, sono valse il 44% dei ricavi transazionali. E, però, le “alt coin” si sono portate a casa il resto (55%). Una percentuale la quale, considerando come a livello di volumi gli ”other crypto asset” valgono il 43% degli scambi, mostra per l’appunto la rilevanza - nell’ecosistema di Coinbase - di questi titoli. Cryptocurrencies che, a fronte del probabile consolidamento su poche principali monete, saranno sempre meno -a detta degli esperti - fonte di scambi e, quindi, di ricchezza per aziende come Coinbase. Non solo. Altro punto rilevato dagli analisti-riguardo alla qualità delle entrate transazionali - è l’eccessivo sbilanciamento a favore dell’investitore retail. Potrà anche accadere che, grazie agli accordi per gli Etf, gli istituzionali aumentino la loro presenza. Di più. È anche possibile che il miglioramento dell’offerta da parte della società (ad esempio in Coinbase Prime) attiri maggiormente gli operatori professionisti. Al di là di ciò, tuttavia, resta la finora eccessiva incidenza del retail.

Dinamiche di Borsa

Ma non è solo questione di dati di conto economico o di qualità delle entrate. Altro aspetto è, ovviamente, quello dell’andamento in Borsa del titolo. Coinbase, nell’ultimo anno, ha guadagnato oltre il 130%. Da inizio anno, invece, le azioni dell’exchange centralizzato hanno messo a segno il rialzo del 48%. Lo scenario, a ben vedere, si modifica, allarga rgando l’arco temporale considerato. L’azienda, a Novembre 2021 - in concomitanza con uno dei picchi del cripto mondo -, era arrivata a circa 354 dollari di quotazione. Adesso viaggia intorno a 250 dollari che è il prezzo di riferimento della sua Ipo. In altre parole: il titolo, dopo un notevole balzo, era crollato in scia al “crypto winter” dovuto, anche, ai tanti scandali che hanno colpito il settore nel 2022. Non solo. Le azioni di Coinbase hanno subito l’incertezza per le indagini avviate dalla Sec su presunte violazioni - da parte della società - delle regole sugli strumenti finanziari. Nell’ultimo periodo, infine, c’è stata la ripresa. Una rimonta che ha spinto verso l’alto il rapporto tra prezzo ed utili. Secondo Seeking Alpha, il P/e non GAAP prospettico al 16/7/2024 è di 34,5 volte. L’Enterprise Value su ricavi ed Ebitda, dal canto loro, sono rispettivamente a quota 9,98 e 19,6 volte. Tutti multipli che, sottolineano vari esperti, segnalano come il titolo quoti a premio. Con il che il risparmiatore fai-da- te è tenuto a porre molta attenzione con riferimento alla società in oggetto. Anche perché «la correlazione con il bitcoin - spiega Silvio Bona, analista tecnico indipendente - rimane elevata». Il titolo di Coinbase, similmente alla cripto regina, «è entrato in una fase laterale. Un trend rispetto al quale, riguardo al supporto statico, bisogna focalizzarsi su area 200 dollari. Mentre, con riferimento alla resistenza, sempre statica, il livello da monitorare rimane a quota 280-285 dollari».

Per approfondire

L’andamento del titolo

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