Banche

Civibank accelera sulla crescita e prepara il piano 2027-2029

Il 2025 si è chiuso con un utile netto di 18 milioni, per un totale del piano industriale 2023-2026 di 38 milioni contro il target di 28 milioni

di Monica D'Ascenzo

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Crescita della raccolta, aumento della massa gestita e un utile che supera gli obiettivi del piano industriale. Per Civibank il 2025 segna una fase di consolidamento dei risultati dopo la riorganizzazione avviata negli ultimi anni. Un percorso che, come spiega la presidente Alberta Gervasio, sta iniziando a produrre effetti tangibili sul piano operativo e commerciale. «Stiamo raccogliendo i frutti della fine del progetto di riorganizzazione, che in una prima fase ha riguardato i sistemi, con l’accentramento dei servizi di supporto per liberare risorse per le attività strettamente bancarie e in una seconda fase ha riguardato le persone attraverso la specializzazione dei servizi di una banca generalista».

Il riassetto

Il riassetto organizzativo ha avuto riflessi anche sul management. La banca ha avviato un processo di rafforzamento della struttura direzionale, con l’obiettivo di integrare competenze commerciali e creditizie. «In questo percorso la capogruppo e il consiglio di amministrazione sono stati attenti a seguire l’interpretazione del territorio. Nel cambio dei vertici abbiamo individuato un nuovo direttore generale in Luca Cristoforetti che contempla una parte commerciale e una parte credito al fine di diminuire i tempi di risposta verso la clientela e abbiamo cambiato anche il direttore commerciale. Nell’integrazione con il gruppo Sparkasse ci hanno aiutato anche consulenti esterni per portare due culture a integrarsi» osserva la presidente.

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I risultati di bilancio

Sul fronte dei numeri, il 2025 conferma il rafforzamento della banca nel suo territorio di riferimento, il Friuli Venezia Giulia, con una dinamica positiva sia sul lato della raccolta sia su quello degli impieghi. «Siamo cresciuti sulla parte della raccolta intorno al 5% a 3,2 miliardi e del 16% per quanto riguarda la massa gestita. Inoltre abbiamo continuato a lavorare sugli impieghi con 560 milioni di crediti nell’anno, per un totale di impieghi pari a 2,95 miliardi tra famiglie e imprese e siamo molto forti nei finanziamenti agevolati per le pmi. A livello regionali siamo i primi per finanziamenti Frie (prestiti concessi nell’ambito del Fondo di Rotazione per le Iniziative Economiche nella Regione Friuli Venezia Giulia, uno strumento pubblico regionale destinato a sostenere gli investimenti delle imprese, ndr) e supporto al sistema agricolo. I primi mesi di quest’anno sono stati positivi e stanno andando nella direzione prevista dal piano industriale» sottolinea Gervasio, precisando che i risultati economici confermano il percorso di crescita avviato con il piano industriale 2023-2026: «In termini di risultati abbiamo chiuso con un utile netto di 18 milioni, che sommati a quelli degli anni precedenti del piano industriale 2023-2026 ci permettono di arrivare a un totale di 38 milioni di utili accumulati nei due anni rispetto ai 28 milioni che ci eravamo posti come obiettivo per lo stesso periodo».

La qualità del credito

Miglioramenti anche sul fronte della qualità del credito: «Stiamo andando bene anche per quanto riguarda la parte del credito. Gli accantonamenti necessari si stanno abbassando e quindi vuol dire che sta migliorando la qualità» spiega Gervasio, che guardando avanti annuncia che la banca è già al lavoro sul prossimo ciclo strategico: «Ci accingiamo a preparare il piano 27-29 e l’obiettivo sarà quello di aumentare la penetrazione sul territorio».
Una strategia che passa anche dal rafforzamento della presenza fisica per la banca che ha un’alta solidità con un Core Tier 1 del 20,2%. La rete conta oggi 64 filiali, con una forte concentrazione nella provincia di Udine e un piano di sviluppo nelle altre aree della regione: «Vogliamo aumentare la presenza nelle province Triestina e di Pordenone. Lo facciamo con il mantenimento delle filiali e nuove aperture». E in questa direzione negli ultimi anni la banca ha già avviato interventi mirati sulla rete. «Abbiamo aperto una filiale a Trieste due anni fa e abbiamo ristrutturato completamente due filiali storiche a Udine, una nel 2024 e una nel 2025». Il rafforzamento della rete commerciale è stato accompagnato anche da nuove assunzioni: «Abbiamo assunto 65 persone negli ultimi due anni a supporto della parte commerciale sia allo sportello che come consulenti».

Modello di banca territoriale

Il modello resta quindi quello della banca territoriale, ma con un approccio selettivo e integrato con il sistema economico locale. «Siamo una banca del territorio, che vuol dire anche riuscire a mettersi in filiera con istituzioni e parte economica e produttiva coniugando le esigenze degli imprenditori con il sistema di incentivazione che la regione mette a disposizione. Su questo devo dire che abbiamo fatto diverse cose».

Nel 2026 l’istituto celebra, per altro, anche un traguardo storico: «Quest’anno compiamo 140 anni e abbiamo organizzato una serie di eventi dedicati ai vari comparti economici: dall’agricoltura alla farmacia e all’industria. Cerchiamo di affiancare gli operatori economici più attivi nel nostro territorio». Tra i temi su cui la banca intende rafforzare il proprio ruolo di accompagnamento al tessuto imprenditoriale c’è quello del ricambio generazionale nelle imprese. «Un altro tema sentito è quello dei passaggi generazionali nelle imprese perché è un tema sensibile e la banca può giocare un ruolo» spiega la presidente di Civibank.

Un percorso reso possibile anche dal supporto dell’azionista di riferimento, il gruppo Sparkasse – Cassa di Risparmio di Bolzano. «Tutto questo è stato possibile perché abbiamo un socio solido che ci ha supportato in questo percorso. Come banca indipendente sarebbe stato difficile sviluppare gli investimenti fatti negli ultimi anni e a questo ritmo».

Le tensioni geopolitiche

Sul piano macroeconomico, l’attenzione resta rivolta all’evoluzione del contesto internazionale e ai possibili effetti sull’industria regionale. «In questo momento - spiega Gervasio - non c’è una causa effetto, il punto potrebbe essere nel tempo: dipende da quanto durerà questa guerra e dagli effetti sull’aspetto energetico perché nel nostro territorio abbiamo acciaierie, vetrerie, birrerie e imprese a ciclo continuo. Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni a bassa morosità e quindi ha un’alta resilienza».

Le certificazioni

La banca, infine, continua a investire sui temi della sostenibilità e dell’inclusione. Nel 2021 Civibank ha ottenuto la certificazione come B Corp, un riconoscimento che sarà sottoposto a rinnovo nel 2026. «Abbiamo avuto la certificazione B-Corp nel 2022 e siamo la stata la prima banca e il prossimo rinnovo sarà nel 2026. Quest’anno abbiamo anche ottenuto la certificazione sulla parità di genere. La responsabile dell’HR è una donna e sta lavorando per una parità di genere supportando sensibilizzazione sulla paternità e l’uso dei congedi. Oltre ad attività di convenzioni per strutture che possano dare servizi di welfare a quanti lavorano nel gruppo». Un percorso che rafforza il posizionamento della banca come istituto radicato nel territorio ma con ambizioni di crescita, in vista del nuovo piano strategico.

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