Finanza

Cinque studenti del liceo classico di Siena alle finali mondiali di trading

Ruggero Bertotti, Alessandro Vitto, Samuele Pisoni, Raffaele Maria Giuffrè, Giovanni Bossini (con la collaborazione del professore Mario Seazzu) in finale alla Investment Competition di Wharton

di Carlo Marroni

I cinque studenti del liceo classico Piccolomini di Siene con il professore Mario Seazzu (al centro)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

C’è un gruppetto di cinque studenti italiani, diciottenni, che ha compiuto un’impresa mai riuscita fino ad oggi: entrare nelle finali della Wharton Global High School Investment Competition, la più prestigiosa (e difficile) “gara finanziaria” a livello globale. Solo 50 ce la fanno ad entrare nei finalisti, ma loro hanno prevalso su oltre 6.300 squadre di tutto il mondo (erano oltre 1.300 in più dello scorso anno), da 79 Paesi. Ora iniziano le finali, si vedrà: la maggioranza viene dagli Stati Uniti, ma sono presenti scuole di India, Cina, Turchia, Uk e Singapore.

La squadra italiana, come detto la prima ad arrivare fino a questo punto, è composta da cinque studenti al quarto anno del Liceo Classico E.S. Piccolomini di Siena, scuola da sempre considerata nella città, giustamente, come molto prestigiosa e difficile. Hanno costituito assieme alla direzione del liceo il “Piccolomini Investment Group”, si sono iscritti e lo scorso settembre hanno iniziato la competizione, durata fino a dicembre. In cosa consiste? Investire (naturalmente in modo virtuale) 500mila dollari di un cliente, quest’anno l’ex stella del football Connor Barwin, che a Filadelfia ha creato la fondazione Make The World Better.

Loading...

Racconta Ruggero Bertotti, team leader: «Abbiano costruito un modello di investimento per una strategia a medio lungo termine, puntando su Etf concentrati su titoli Esg. Niente derivati». Il lavoro del team è stato quotidiano e andava dalla lettura di giornali finanziari, come Il Sole 24 Ore, Financial Times e Wall Street Journal, ma anche siti specializzati. «Abbiamo deciso di attuare una gestione molto dinamica, anche per ridurre i rischi prima di eventi prevedibili, come la diffusione di dati economici americani». Gestione dinamica, quindi, «ma non troppo aggressiva».

Insieme a Bertotti si sono lanciati nell’avventura Alessandro Vitto, Samuele Pisoni, Raffaele Maria Giuffrè, Giovanni Bossini, e il professore Mario Seazzu è stato il docente di riferimento dell’Istituto. Ma, viene da chiedere, questo si concilia con lo studio? «Abbiamo trovato un equilibrio, ci siamo divisi i compiti, e comunque durante l’estate precedente ci eravamo preparati». Una domanda comunque sta là, dall’inizio: come mai degli studenti di liceo classico pensano alla finanza, invece di dare vita ad un giornale o aprire un cineforum? «A Siena, per la sua storia che tutti conoscono, la cultura finanziaria è un elemento molto presente nella vita anche quotidiana della città, ci è sembrato che questa fosse una sfida da cogliere». Bravi.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti