Cibi proteici e senza zucchero riempiono il carrello anche in tempi di inflazione
Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di Gs1 Italy, gli acquisti di prodotti che evidenziano determinate informazioni nutrizionali e salutistiche in etichetta sono cresciuti in quantità e non solo in valore per effetto dell’aumento dei prezzi.
di Emiliano Sgambato e Manuela Soressi
4' di lettura
I punti chiave
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L’attenzione alla forma fisica e al benessere continua a riempire il carrello degli italiani. Un fenomeno in controtendenza rispetto a un contesto in cui l’inflazione ha costretto a ridurre le quantità di cibo acquistate a fronte dell’aumento degli euro spesi: l’Istat ha registrato una crescita del 9,8% dei prezzi degli alimentari nel 2023, equivalenti a 9 miliardi di spesa in più secondo Coldiretti. Ad aumentare anche in quantità sono soprattutto gli alimenti che presentano le caratteristiche vincenti del momento: tante proteine, poco (o zero) zucchero.
Sono questi gli elementi presenti sulle etichette che hanno registrato la miglior dinamica di mercato secondo l’Osservatorio Immagino Gs1 (il rapporto è consultabile online sul sito di Gs1 Italy).
Monitorati 136mila prodotti
La 14esima edizione semestrale, anche grazie alle rilevazioni di NielsenIQ, ha misurato le vendite nella grande distribuzione di oltre 136mila prodotti (pari a più di 46 miliardi di euro di venduto, pari a quasi l’83% del totale realizzato da supermercati e ipermercati), suddivisi in undici panieri tematici costruiti a partire dalle indicazioni presenti sulle loro etichette: dal “free from” (assenza di determinati elementi nutrizionali o ingredienti specifico, come nel caso appunto dello zucchero), al “rich-in” (cibi ricchi naturalmente o arricchiti di determinate caratteristiche, com’è ad esempio è il caso delle proteine), dal richiamo all’italianità degli ingredienti alle intolleranze, passando per i metodi di lavorazione e le texture. E con un nuovo focus sulla sostenibilità reclamizzata sulle confezioni, sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Come cambia l’assortimento
Tra gli oltre 170 “claim” monitorati, spicca la performance muscolare di quello relativo alla presenza di proteine: l’Osservatorio Immagino lo ha individuato sui pack di 3.212 prodotti, che in dodici mesi (da giugno 2022 a giugno 2023) hanno aumentato del 4,5% i volumi venduti. A valore la crescita ha sfiorato il 20%, portando il giro d’affari a oltre 1,7 miliardi di euro. Un’escalation quella dei cibi proteici e iperproteici sostenuta sia dai consumatori sia dalle aziende.
A una domanda cresciuta dell’8,4% si è, infatti, accompagnata un’offerta aumentata di oltre l’11% in un anno, tanto che oggi quasi quattro referenze a scaffale su cento evidenziano sulle etichette il loro apporto proteico. Produttori e retailer hanno ampliato l’assortimento (talvolta creando anche aree dedicate nei punti vendita) e si sono spinti anche in nuove categorie, arrivando addirittura a offrire menu completi “high protein”. A trainare la crescita di questo mondo sono stati, soprattutto, i dessert freschi, il latte fresco, gli alimenti per sportivi e i formaggi stagionati.








