Etichette

Il Nutriscore diventa più severo con il latte, ma promuove l’olio di oliva

Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Spagna, Lussemburgo e Paesi Bassi adottano una nuova versione dell’etichetta a semaforo che cambia in circa il 35% dei casi e penalizza alcuni alimenti “salvati” nelle versioni precedenti: ecco quali.

di Emiliano Sgambato

Lollobrigida: “Nutri-score condiziona il mercato, non si può fare”

2' di lettura

2' di lettura

Il metodo di calcolo del Nutriscore cambia e diventa per molti versi più stringente, anche se fa eccezione l’olio di oliva, per cui la classificazione migliora. Le modifiche scattate dall’inizio del 2024, sostengono i promotori, tengono conto dell’evoluzione delle evidenze scientifiche, come previsto già dal momento dell’ideazione del modello di etichettatura.

Ma il Nutriscore non smette di far discutere, e i suoi detrattori continuano a sottolineare come il cosiddetto “sistema a semaforo” – che classifica gli alimenti su 5 livelli, dal verde-A al rosso-E in base alla concentrazione di elementi come grassi, sale e zuccheri – semplifica eccessivamente il grado di presunta dannosità di alcuni alimenti, non tenendo conto delle dosi medie che vengono assunte dai consumatori.
Ed è al centro del contendere da ormai alcuni anni a livello europeo, con alcuni Paesi che lo vorrebbero adottare come sistema universale su tutte le etichette alimentari, e il netto no di altri Stati membri, tra cui in prima fila l’Italia, che ritiene verrebbero ingiustamente penalizzate molte “punte di diamante” del suo export agroalimentare.

Loading...

Il Nutriscore è già applicato (su base volontaria, ma diffusa) in 7 Paesi europei (Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Spagna, Lussemburgo e Paesi Bassi) e, anche tra i suoi sostenitori, è stato oggetto di critiche basate su alcune incongruenze di fondo del sistema che porta a “promuovere” alcuni alimenti, a dispetto delle evidenze sulla loro scarsa salubrità. Eclatante il fatto ad esempio che le patatine fritte siano risultate meno dannose dell’olio di oliva.

È anche in quest’ottica che è stato rivisto l’algoritmo di calcolo del Nutriscore. «I cambiamenti riguardano sia gli alimenti solidi che le bevande, per aderire meglio alle raccomandazioni nutrizionali, come consumare più frutta e verdura o meno prodotti zuccherati», ha spiegato all’Agence France-Presse (Afp) Mathilde Touvier, epidemiologa in nutrizione dell’Inserm e direttrice del gruppo di ricerca che ha inventato il Nutriscore. Con l’algoritmo iniziale «troppi prodotti, ad esempio, venivano classificati favorevolmente, anche se il loro livello di zucchero era in realtà molto alto».

Le modifiche dovrebbero interessare dal 30 al 40% dei prodotti sugli scaffali. Per quanto riguarda i cereali, solo i muesli senza zucchero manterranno la A. Le farine integrali passeranno da B a C. Migliorerà la classifica anche per il pesce azzurro, finora penalizzato. Alcuni oli, il cui profilo di acidi grassi è favorevole (oliva, colza, frutta secca), passeranno da C a B.

Mentre la classificazione del latte scenderà da A a B per il latte scremato, da B a C per il latte intero. «Troppe persone la bevono come se fosse acqua», l’unica bevanda consigliata nella categoria A, ha puntualizzato Touvier. Gli yogurt zuccherati perderanno due lettere, da B a D. Le bevande zuccherate passeranno da B a C. La carne rossa, sarà ora sistematicamente classificata al di sotto del pollame o del pesce.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti