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Chip, Broadcom segue Nvidia e punta il club dei mille miliardi

Negli ultimi cinque giorni balzo in Borsa del 25%, fino a 800 miliardi. Per ricavi e prospettive sembra pronta a essere il prossimo big dei chip

di Biagio Simonetta

Broadcom, rally in Borsa

3' di lettura

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Da quando l’intelligenza artificiale generativa è entrata nelle dimaniche di Wall Street, i titoli legati a questa innovazione sono stati trainati prepotentemente verso un rialzo. I casi più noti sono quelli di Nvidia e Microsoft, ma non di rado anche piccole quotate hanno vissuto giorni di grande entusiasmo sul mercato. In alcuni casi è bastato avere la parolina magia “Ai” nel ticker per essere protagonisti di grandi rally.

Dicevamo di Nvidia. Abbiamo raccontato più volte come la società di Jensen Huang abbia anticipato tutti - in modo anche un po’ fortuito - sul fronte dei chip che fanno funzionare gli algoritmi dell’intelligenza artificiale come ChatGPT. Una condizione di iniziale monopolio tecnologico che ha consentito a Nvidia di scalare Wall Street, diventando la terza società per capitalizzazione di mercato (alle spalle di Apple e Microsoft), con un market cap da quasi 3 trilioni di dollari. Un valore impensabile, appena 18 mesi fa, quando Nvidia - all’epoca nota per le sue Gpu dedicate a Pc e console da gioco - valeva circa 300 miliardi.

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Ma se la scalata di Nvidia è cosa nota, la domanda di questi mesi fra investitori e analisti è sempre stata una: chi sarà la prossima? Adesso il mercato un nome sembra averlo pronto: Broadcom, che negli ultimi 5 giorni ha guadagnato il 25% e adesso, con un market cap di oltre 800 miliardi di dollari, si candida ad entrare nel prestigioso club delle trillion dollar companies.

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La storia di Broadcom

Prima di approfondire questo rally, è forse necessario fare un passo indietro. E scoprire chi è e cosa fa Broadcom. Iniziamo col dire che siamo davanti a una delle aziende più longeve della Silicon Valley. Broadcom nasce nel 1961, come HP Asscociates: una costola di Hewlett-Packard dedicata ai semiconduttori. Diventerà Broadcom molti anni dopo, ma è da sempre una delle società leader a livello globale nella produzione di semiconduttori e componenti per le infrastrutture di rete, ultimamente molto focalizzati sull’intelligenza artificiale.

I perché del boom

Broadcom ha annunciato uno split azionario (10 per 1) qualche giorno fa. Ma gli stock split non cambiano i fondamentali di una società, come i suoi utili, la crescita dei ricavi o il valore intrinseco. Ed è per questo che ricondurre il boom dell’ultima settimana allo split sembra un errore abbastanza grossolano. Il titolo di Broadcom è in crescita per una serie di fattori. Il primo è certamente quello che lega il business della società all’intelligenza artificiale. Broadcom ha due ampie categorie di prodotti “Ai”: prodotti di rete, come chip di commutazione basati su Ethernet, e chip Asic personalizzati, che le aziende cloud stanno utilizzando per costruire i propri acceleratori AI personalizzati. Con i suoi Asic personalizzati, Broadcom ha attirato gli ordini di Alphabet e Meta Platforms, ma anche di ByteDance (la società madre di Tik Tok). La categoria “networking” complessiva di Broadcom, che comprende queste due linee di prodotti, è aumentata del 44% nell’ultimo trimestre, arrivando a rappresentare ora poco più della metà dei ricavi dell’azienda derivanti dal settore dei semiconduttori, pari al 53%.

A tutto questo, il colosso di San Jose (California) ha aggiunto il business di VMware, società di software acquisita a alla fine dello scorso anno per 69 milardi di dollari. Nel secondo trimestre fiscale del 2024, i ricavi di VMware sono stati pari a 2,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,1 miliardi del trimestre precedente. Un’accelerazione del 29% in un solo trimestre.

Per ricavi, prospettive e posizionamento, Broadcom sembra pronta a essere la prossima società di semiconduttori trascinata dall’AI verso il successo a Wall Street. La prossima, mica l’ultima.

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