Assicurazioni

Caso Fwu, pressing dell’Ivass sui distributori di polizze

Possibile ingresso di un player per evitare la liquidazione del gruppo. Interesse del Lussemburgo a non intaccare la reputazione del Granducato

di Federica Pezzatti

2' di lettura

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Dopo il lieto fine della vicende Eurovita compagnia italiana messa in sicurezza dai big nazionali di settore, con un’operazione di sistema che ha salvato circa 400mila assicurati, una nuova tegola si abbatte sul settore Vita.

Questa volta l’origine della turbolenza, che coinvolge anche i contratti assicurativi stipulati da circa 130mila italiani, è nel centro dell’Europa e si chiama Fwu, con una triangolazione tra Germania (dove ha sede la capogruppo dichiarata insolvente Fwu AG), Austria e Lussemburgo dove sono basate invece le società Vita Fwu Life Insurance Lux e di Fwu Life Insurance Austria.

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La lettera dell’Authority

Le due società operano in libera prestazione dei servizi, principalmente attraverso reti di brokeraggio assicurativo (in particolare in Veneto, Lombardia e Lazio). E proprio a queste ultime in queste ore Ivass, l’Authority assicurativa italiana, secondo quanto ricostruito dal Sole-24 Ore, ha inviato una lettera di raccolta informazioni molto dettagliata sui rapporti intercorrenti tra gli intermediari italiani e la compagnie appartenenti al gruppo in difficoltà finanziarie. In particolare il focus è sulla società lussemburghese che è stata commissariata e che ha sospeso per sei mesi i pagamenti.

Le richieste

Nel dettaglio l’Authority ha chiesto di confermare che il collocamento dei prodotti targati Fwu si sia concluso effettivamente il 3 luglio. Di conoscere se Fwu ha inviato comunicazioni agli intermediari italiani (e in caso positivo di recapitarli con urgenza a Ivass). L’Authority italiana vuole poi conoscere quali istruzioni siano state impartite alle reti di vendita e collaboratori operativi in Italia in particolare per quanto riguarda i premi ricorrenti di queste polizze che sono state vendute prevalentemente in piani rateali. La vigilanza ha anche imposto di segnalare tempestivamente eventuali reclami e segnalazioni, nonchè di intervenire con la massima urgenza sui rispettivi siti nella segnalazione del blocco della commercializzazione (e ora anche dei pagamenti). Infine di istituire un punto di contratto dedicato per presidiare la crisi. La missiva ricorda poi l’importanza per gli intermediari di fornire agli assicurati informazioni chiare e corrette nel rispetto dei diritti sanciti dal Codice per le assicurazioni. Ivass fa quello che può in una situazione in cui le compagnie in questione sono viglilate dalle autority del Paese di origine.

Domande e risposte

E proprio sulla possibilità o meno di proseguire nel pagamento dei premi il gruppo Fwu ha recentemente impartito delle indicazioni ai suoi collocatori italiani sotto forma di domanda e di risposta. Il gruppo spiega che «se si interrompe il pagamento dei premi, le conseguenze dipendono dalle condizioni di assicurazione specifiche del contratto», spiega la compagnia. Anche se da questo punto di vista c’è chi fa notare che alcuni prodotti prevedono un periodo di mora di sei mesi. Insomma i dubbi degli assicurati sono ancora molti e Ivass invita a rivolgersi al suo call center o alle associazioni dei consumatori, che già puntano a chiedere eventuali risarcimenti proprio ai distributori italiani (nel caso in cui il famoso “Triangolo della sicurezza” Lussemburghese non funzionasse) . «A mio avviso è da escludersi ogni responsabilità in capo ai distributori – spiega Rudi Floreani, avvocato che segue le reti coinvolte – in particolare in relazione all’indice di solvibilità della compagnia». Le decisioni affrettate comunque sono da evitare. L’esperienza Eurovita insegna.

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