Carnival, più ricavi dal singolo crocerista e attenzione sui costi
La strategia è che le stesse navi siano per sé un luogo di destinazione. La diversificazione geografica limita i rischi. Il problema della geopolitica
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Aumentare i ricavi per singolo crocierista. È una delle manovre che Carnival Corporation va realizzando per spingere il business sulla rotta dell’espansione. La strategia, a ben vedere, appare chiara dagli stessi numeri di conto economico. Per rendersene conto può guardarsi alla recente dinamica del cosiddetto Net yields per Avaliable lower berth day (Albd). Cioè, in parole semplici: il ricavo netto medio per ogni posto letto disponibile al giorno. Ebbene, nel secondo trimestre del 2025, l’indicatore è stato di 200,07 dollari contro i 186,6 dello stesso periodo dello scorso anno. Sull’intero primo semestre dell’esercizio 2024-2025, invece, i ricavi per unità si sono assestati a 192,61 dollari che devono confrontarsi con i 181,04 dell’arco di tempo tra inizio dicembre 2023 e fine 31 maggio 2024. I numeri, insomma, mostrano con chiarezza la strada intrapresa.
Le mosse
Ciò detto, quali i mezzi con cui viene perseguito l’obiettivo? Dapprima c’è il fronte del biglietto. Qui la compagnia punta ad ampliare e migliorare l’offerta. Così, attraverso le navi di nuova generazione, propone tra le altre cose cabine più grandi e attrazioni inedite. Questo rende la nave stessa una “destinazione” in sé la quale da sola giustifica tariffe più elevate. Non solo. Carnival va investendo in porti e isole proprie. Un esempio? Celebration Key alle Bahamas (inaugurato quest’anno) dove, tra le altre cose, possono effettuarsi sport acquatici o assistere a spettacoli live dedicati. Ancora: da un lato, il gruppo presenta più servizi al biglietto (dalle bevande al Wi-Fi fino ai ristoranti di specialità); dall’altro, vengono individuati rotte ed itinerari maggiormente attrattivi che consento di prezzare meglio la crociera.
Ma non è solo il ticket, ci sono anche le spese a bordo. In questo ambito - evidentemente - la strategia è in sinergia con quella riguardante i biglietti. Così, ad esempio, nel momento in cui ci si trova nella destinazione privata (nel 2026 sarà concluso il rinnovamento di Half Moon Cay sempre alle Bahamas), al passeggero vengono proposte aree “premium”. Oppure possono, più in generale, essere offerte esperienze “nuove” quali parchi acquatici tematici. Si tratta di un programma, che almeno nell’ultimo semestre, ha dato i suoi frutti. Il giro d’affari legato ai biglietti è salito del 7,2% mentre quello delle spese “on board” è aumentato di oltre il 10%.
Rischi e occupazione



