Voli

Caos dei cieli, fuga dal Golfo attraverso l’Oman e l’Arabia

I turisti cercano qualsiasi mezzo per partire e raggiungere Muscat o Riyadh in taxi e autobus. Boom dei voli dei jet privati a prezzi stellari

di Mara Monti

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Non si placa il caos dei cieli con lo spazio aereo sull’aerea del Golfo ancora chiuso fatta eccezione per i voli di rimpatrio. Qualche compagnia aerea cerca di dare segnali di ritorno alla normalità come nel caso di Emitates, la compagnia di Dubai e Ethiad di Abu Dhabi: entrambe stanno operando un limitato numero di voli attraverso corridoi aerei sicuri, 87 da Dubai quando normalmente ne partono mille al giorno, tra cui le destinazioni di Sydney, Parigi, Amsterdam, Toronto e Mumbai e 15 da Abu Dhabi.

Dall’avvio del conflitto 25mila voli cancellati

 Nessun volo invece è programmato dal Bahrain e da Doha in Qatar. La stessa compagnia del Golfo, Qatar Airways ha dichiarato che effettuerà voli di soccorso limitati per i passeggeri bloccati, in partenza da Muscat in Oman verso sei destinazioni europee, tra cui Londra, Berlino e Roma, nonché da Riyadh a Francoforte. I voli cancellati dall’inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio sono saliti a 25mila, secondo l’agenzia di analisi aeronautiche Cirium, e non è chiaro quando la situazione si sbloccherà.

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A rischio anche lo spazio aereo del Caucaso

A rendere ancora più difficile la gestione dei voli, è la notizia dell’attacco dell’aeroporto dell’Azerbaigian, Nakhchivan International Airport, da un drone iraniano, vicino a una scuola. Per l’aviazione internazionale questo potrebbe essere particolarmente preoccupante. Con lo spazio aereo chiuso su gran parte del Medio Oriente e sulla Russia per molte compagnie aeree l’Azerbaigian è diventato un corridoio aereo fondamentale che collega Europa e Asia.

Lo spazio aereo del Caucaso

Il corridoio del Caucaso è ora l’unico passaggio sicuro tra Russia/Ucraina e Iran/Golfo. Non è la prima volta che l’Azerbaigian vede la guerra estendersi dai conflitti confinanti. Alla fine del 2024, la difesa aerea russa ha abbattuto un aereo dell’Azerbaijan Airlines mentre era diretto verso la Cecenia. Vladimir Putin ha presentato formalmente le sue scuse all’Azerbaigian nel 2025.

Spazi aerei aperti in Oman e Arabia Saudita

Lasciare il Golfo al momento non è facile e i voli di rimpatrio non sono per tutti. Alcuni si affidano ai jet privati come nel caso dell’operatore svizzero LunaJet che ha ricevuto in poche ore 800 richieste di evacuazione da parte di privati e governi, riuscendo ad organizzare solo due voli da Muscat, in Oman per Istanbul e Atene, ciascuno con 200 passeggeri, al costo di più di duemila dollari a biglietto.

Le persone in preda al panico stanno cercando di lasciare la zona del Golfo il più presto possibile. I turisti bloccati e gli expat che cercano di tornare a casa hanno come unica soluzione per lasciare il Medio Oriente di raggiungere l’Arabia Saudita o l’Oman, dove lo spazio aereo rimane aperto. C’è chi cerca di raggiungere Muscat su mezzi di fortuna come tax e autobus. Molti pagano centinaia di dollari e guidano per ore e poi spesso altre migliaia per salire su un volo, anche di più se si tratta di jet privati.

Anche l’Arabia Saudita ha registrato un aumento dei viaggiatori provenienti dai vicini Kuwait e Qatar insieme alle compagnie aeree: la low cost kuwaitiana Jazeera Airways inizierà a operare dall’aeroporto di Jeddah, mentre la compagnia di bandiera del Bahrein volerà da Dammam, a poche ore di macchina dall’hub della compagnia aerea. Anche Qatar Airways effettuerà voli limitati da Riyadh essendo chiuso il suo spazio aereo.

La Commissione europea in azione per i rimpatri

Nel frattempo, anche i governi stanno organizzando voli di evacuazione da Muscat. La Commissione europea ha dichiarato che sta coordinando i voli di rimpatrio nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’UE, poiché sempre più Stati membri chiedono aiuto per rimpatriare i propri cittadini dal Medio Oriente.

Sei voli hanno già riportato cittadini europei in Bulgaria, Italia, Austria e Slovacchia, e altri sono in programma. Finora dieci paesi dell’UE hanno attivato il meccanismo, tra cui anche Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Cipro, Lussemburgo e Romania.

Il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che circa 2.500 italiani sono tornati da Abu Dhabi, Riyadh e Muscat su voli commerciali organizzati dal ministero. Ha ampliato il personale consolare in Oman e negli Emirati Arabi Uniti e sta coordinando i rimpatri in diversi paesi, con grandi gruppi che si spostano dagli Emirati Arabi Uniti e altri che transitano via terra attraverso Qatar, Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita, mentre altri italiani in Oman, Israele, Maldive e Thailandia stanno ricevendo assistenza o hanno la priorità per i prossimi trasporti.

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