«Nel 2021 potrebbero esserci più opportunità sul mercato obbligazionario rispetto a un anno fa»
Altro mito da sfatare riguarda l’impossibilità di ottenere reddito nel mondo dei bond. Ogni gestore contraddirà anzi un giudizio simile, non soltanto perché è il mestiere a imporglielo. «Paradossalmente, nel 2021 potrebbero esserci più opportunità sul mercato obbligazionario rispetto a un anno fa», sottolinea Marie-Anne Allier, gestore del fondo Carmignac Sécurité, ricordando che «gli spread medi offrono un’immagine molto distorta della realtà del mercato, perché la dispersione resta elevata e all’interno di esso si trovano molte opportunità di rendimento».
I titoli «maltrattati» da Covid
L’esempio più immediato riguarda il debito emesso da chi opera in settori particolarmente colpiti dalla crisi Covid, come quelli dei trasporti, del tempo libero e dell’energia: «Non tutte le società interessate andranno in bancarotta - avverte Allier - e quelle che sopravviveranno saranno potenzialmente in una posizione molto buona per aumentare la propria quota di mercato».
La resistenza dell’Asia (Cina in testa)
Alcune zone geografiche sembrano poi conservare un particolare appeal: «Il debito in dollari emesso da aziende asiatiche, prevalentemente cinesi, è una via alternativa per diversificare il rischio senza rinunciare al rendimento», sostiene Carpenzano, sottolineando da una parte la migliore gestione del coronavirus nell’area, dall’altra la qualità media degli stessi emittenti, che formano un mercato del valore di oltre mille miliardi di dollari «in ulteriore espansione e troppo grande ormai per essere ignorato».
Le occasioni dagli emergenti ai subordinati delle banche europee
Il basso livello dei tassi, la debolezza del dollaro e valutazioni relativamente più a buon mercato suggeriscono anche di spostare l’occhio verso i Paesi emergenti «dove anche nel mondo sovrano - spiega Allier - si possono trovare investimenti interessanti nei mesi a venire». Altre aree specifiche - come i subordinati bancari europei (in particolare gli Additional Tier 1) o i titoli garantiti da mutui residenziali Usa - sono inoltre citate da Carpenzano per ricordare quanto siano vaste le opportunità legate all’obbligazionario e come i bond siano «ancora in grado di compiere la loro naturale funzione di fornire reddito».
La dura realtà: non esistono più rendimenti privi di rischio
Se trascurare l’investimento nel reddito fisso, anche per l’immediato futuro, non sarebbe dunque una scelta corretta per il risparmiatore, è anche vero che l’approccio va in qualche modo rivisto. «Occorrerà adattare le aspettative alla nuova realtà del mercato e al fatto che il rendimento positivo privo di rischi non esiste più nel mondo euro», avverte Allier, precisando però che «questo non significa che ci si debba rassegnare a rendimenti negativi, ma piuttosto riconoscere che la performance deve essere misurata nel tempo e che inevitabilmente sarà accompagnata da una maggiore volatilità». Meno sogni, più attenzione all’orizzonte di investimento e capacità di assorbire gli shock adattando velocemente il proprio portafoglio saranno quindi l’atteggiamento giusto per l’investitore del 2021.