Automotive

BYD rallenta: il gigante cinese dell’elettrico costretto a rivedere le stime

Eccesso di offerta, guerra dei prezzi, concorrenza agguerrita e domanda più fiacca: così l’azienda ha tagliato del 16% le sue previsioni 2025

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Che succede a BYD? Il gigante dell’automotive cinese pare sia stato costretto a rallentare la sua corsa. E ha ridotto drasticamente il suo obiettivo di vendita per il 2025. La nuova stima è di 4,6 milioni di veicoli, con un taglio del 16% rispetto alle previsioni iniziali (5,5 milioni). Una decisione, riportata da fonti interne all’azienda, che è un evidente rallentamento per il colosso cinese delle auto elettriche, alle prese con la fase di crescita più lenta degli ultimi cinque anni.

Il nuovo obiettivo di vendita, se confermato, rappresenterebbe una crescita di appena il 7% rispetto all’anno scorso: un ritmo molto più modesto se confrontato con l’espansione vertiginosa degli ultimi anni, quando le vendite di elettriche pure e ibride plug-in erano decuplicate tra il 2020 e il 2024, raggiungendo 4,3 milioni di unità.

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E se è vero che una crescita di quel livello non è sostenibile anche per una questione di saturazione del mercato, il rallentamento rimane pesante. E si riflette anche nei conti. La scorsa settimana, BYD ha annunciato un calo del 30% degli utili trimestrali, il primo arretramento da oltre tre anni. Un segnale che ha avuto immediati effetti anche sul mercato, dove il titolo dell’azienda cinese ha perso circa il 10% negli ultimi 5 giorni.

Secondo quanto riportano le agenzie internazionali, il nuovo target sulle vendite è stato comunicato lo scorso mese all’interno della società e ad alcuni fornitori selezionati per guidare la pianificazione produttiva. Questo significa anche che rimane un obiettivo suscettibile di ulteriori modifiche a seconda dell’andamento del mercato.

Ma la lettura è certamente più ampia, perché arriva in un contesto sempre più competitivo. BYD - giova ricordarlo - da sempre domina il settore delle auto elettriche in Cina. Un successo dovuto alla buona qualità delle sue auto, ma soprattutto a prezzi molti aggressivi. Recentemente, però, ha iniziato a fare i conti con una pressione sempre più forte a causa di rivali come Geely Auto e Leapmotor. E a guardare i dati di luglio, non sembra un caso che mentre BYD ha registrato un calo del 9,6% nelle vendite delle sue auto economiche (quelle sotto i 150.000 yuan, circa 21.000 dollari), Geely ha visto nello stesso segmento un balzo del 90% anno su anno.

In tutta questa storia, c’è fa aggiungere anche qualche dato più macro.. Perché il rallentamento di BYD riflette anche le difficoltà dell’economia cinese, appesantita da una lunga crisi immobiliare e da una domanda interna fiacca, in un contesto deflazionistico che sta comprimendo i margini delle aziende.

Nei primi otto mesi del 2025, la casa automobilistica ha raggiunto appena il 52% del suo target originario. Mentre i concorrenti alzano l’asticella: Geely, in agosto, ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo di vendita a 3 milioni di veicoli, contro i 2,71 milioni precedentemente stimati.

Il futuro è tutto da scrivere. Ma un eccesso di offerta, la guerra dei prezzi interna, una concorrenza agguerrita e una domanda più fiacca, hanno messo forse per la prima volta il gigante cinese davanti allo specchio. In ballo c’è una leadership che sembrava consolidata.

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