BYD, colloqui per produrre in Italia. Urso: «In contatto con diverse case»
L’Esecutivo ha in programma di attrarre una nuova grande casa automobilistica dopo le recenti mosse di Stellantis. Il ministro: «Non posso fare nomi»
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Il colosso cinese BYD è stato contattato dal governo italiano come parte degli sforzi del Paese per attrarre un secondo produttore di automobili oltre a Stellantis. “Abbiamo alcuni contatti per discuterne”, ha rivelato Michael Shu, direttore generale di BYD Europe, durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra. Tuttavia la necessità di un secondo stabilimento europeo “dipende dalle nostre vendite: ora stiamo facendo ottimi progressi”, ha aggiunto Shu. BYD, che nel 2023 ha superato Tesla come più grande produttore di veicoli elettrici al mondo, ha già avviato il piano per realizzare la sua prima fabbrica europea in Ungheria, pronta nel 2027.
«Abbiamo contatti con diverse case automobilistiche. Non posso fare nomi, dobbiamo accogliere nel migliore dei modi tutti quelli che vogliono realizzare un investimento produttivo nel nostro Paese», ha fatto sapere il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della visita allo stabilimento ex Ilva di Taranto.
«Abbiamo lavorato sin dall’inizio - ha proseguito il ministro - per migliorare la strumentazione e l’attrattività del sistema paese nei confronti degli investitori esteri che vogliono puntare sull’Italia come sito produttivo. Siamo gli unici ad avere un unico produttore di auto. Negli altri Paesi della Ue, produttori storici di auto come il nostro, vi sono due, tre, quattro, anche cinque o sei produttori in competizione tra loro e noi ci auguriamo che questo possa accadere anche in Italia per rafforzare la filiera dell’automotive, che è il vero orgoglio del Made in Italy e che fornisce componenti importanti, significativi. Non soltanto alla nostra casa automobilistica che è Stellantis, ma anche ad altre case che producono all’estero».
In realtà, al di là di Stellantis, in Italia producono anche Ferrari (13.663 consegne), DR Automobile Group (in Molise, oltre 32mila) e Lamborghini (italiana del gruppo Volkswagen), ma la prima nel 2023 ha immatricolato 13.663 vetture, la seconda 32mila, mentre la casa di Sant’Agata Bolognese ne ha vendute per la prima volta oltre 10mila (10.112). Numeri esigui. Per non dire delle hypercar da milionari, le Pagani, poche decine all’anno.
Il governo Meloni ha iniziato a gettare le basi per attrarre una nuova grande casa automobilistica in Italia dopo che Stellantis ha segnalato che potrebbe spostare parte delle attività in Paesi a basso costo. I produttori, infatti, sono sotto pressione negli sforzi nella transizione ai veicoli elettrici, i cui prezzi di vendita sono ancora molto più alti rispetto alle auto con motore a combustione.


