Buzzi Unicem fa leva su efficienze e prezzi contro il caro bollette
La strategia della multinazionale di Casale Monferrato a sostegno dell’attività
di Vittorio Carlini
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Da un lato l’evoluzione di prodotto e del business, in particolare rispetto alla più elevata eco-sostenibilità dei medesimi. Dall’altro la maggiore efficienza operativa e l’uso della leva del prezzo (anche, e soprattutto, per contrastare l’attuale caro bolletta). Sono tra i punti della strategia di Buzzi Unicema sostegno dell’attività.
Dinamica dei conti
Già, l’attività. Il core business della multinazionale di Casale Monferrato è costituito, in linea di massima, dalla produzione di cemento e calcestruzzo. Nei primi nove mesi del 2022, riguardo ai quali il gruppo pubblica dati parziali, i ricavi consolidati si sono assestati a 3,004 miliardi in rialzo del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Si tratta di un andamento agevolato dai cambi valutari (in primis il rafforzamento del dollaro). A parità di perimetro, e cambi costanti, l’incremento è infatti dell’11,9%. Non solo. Un ruolo importante lo ha giocato anche l’incremento dei prezzi. La riprova? La offre l’andamento dei volumi. Le vendite di cemento e clinker, sempre al 30/9/2022, sono risultate di 21,9 milioni di tonnellate (-6,2% sull’anno precedente). Quelle di calcestruzzo preconfezionato, invece, si sono assestate a 8,8 milioni di Mt3. Cioè: la contrazione si ripete ma in maniera più contenuta (-2,8%). Chiaro quindi che, al di là delle valute, l’effetto prezzi in moneta locale ha mostrato un andamento favorevole.
Energia e redditività
Sennonché, più in generale, il risparmiatore sottolinea il tema del caro bolletta. Nel primo semestre del 2022, ultimo dato disponibile, il rapporto tra costo dell’energia e ricavi (al netto del business in Russia e solo per il cemento) è del 20,2%. Dodici mesi prima l’indicatore era del 14,2% e nel 2019 del 16,6%. Insomma: l’incidenza del costo dei Mega watt sul giro d’affari è salita molto. Una dinamica che giocoforza preoccupa, in particolare rispetto alla redditività aziendale. Il gruppo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, dice di essere in grado di gestire il fenomeno. Sul breve periodo, sottolinea la società, una mano, ad esempio in Italia, è arrivata dai crediti d’imposta del decreto aiuti sull’energia. Inoltre, viene affermato, più globalmente è stata sfruttata, come di prassi nel settore, la leva del prezzo. Questa ha permesso di traslare parzialmente i maggiori oneri sul listino finale. Più sul medio periodo, invece, Buzzi Unicem da una parte dice di volere partecipare - presumibilmente nel 2024 - alle aste di energia a prezzi calmierati per le aziende energivore; e, dall’altra, rimarca la strategia, inserita nel più ampio “Journey to Green”, d’incrementare la quota di elettricità auto-generata dal fotovoltaico. In America il gruppo, presso la fabbrica di San Antonio in Texas, ha già una struttura di pannelli solari con una capacità di 10 Mega Watt. Al di là di ciò, l’obiettivo, in 5 anni e con un esborso di circa 62 milioni, è arrivare, in Italia, a produrre circa 180 Giga Watt Ore essenzialmente dal fotovoltaico. Un target, rispetto al quale, la multinazionale afferma di essere in linea.
Ciò considerato, però, può farsi un’ulteriore obiezione. La dinamica inflattiva non è legata solo all’energia. Esiste anche un incremento, ad esempio, conseguente alla logistica. Vero, dice Buzzi Unicem che tuttavia ribatte: l’azienda, in aggiunta alle mosse già descritte, prosegue il pressing sulle efficienze operative. Inoltre, unitamente a mutare il mix delle materie prime quand’è possibile, la società indica di essere impegnata in una continua contrattazione con i fornitori per definire intese a prezzi il più favorevole possibile. A fronte di ciò, rispetto alla redditività, il gruppo conferma la previsione, per fine 2022, di un Ebitda in linea con quello del 2021. Un dato che, visto l’incremento atteso dei ricavi, implicherà, a detta degli esperti, una percentuale del rapporto tra Mol e fatturato inferiore a quello dello scorso esercizio.
Innovazione
Fin qui alcune considerazioni riguardo la dinamica del business e il caro bolletta. Altro focus della società è, però, sull’innovazione di prodotto. La multinazionale del cemento, in generale, impegna in media l’anno intorno a 20 milioni nella ricerca e sviluppo. Si tratta di esborsi indirizzati, in linea di massima, al miglioramento della qualità dei materiali e ai test dei medesimi. C’è, poi, lo sviluppo di prodotti innovativi. Un esempio? L’attività legata alla start up Hinfra (di cui Buzzi Unicem ha il 60%). Qui, quale prima applicazione, può ricordarsi il sistema automatizzato del ripristino delle volte delle galleria ammalorate. Ebbene: per il progetto, che nel 2023 dovrebbe vedere la prima rimessa in pristino di un tunnel come prova, Buzzi Unicem ha prodotto un calcestruzzo particolare.



