E anche i volumi sui mercati dei titoli di Stato oggi non sono paragonabili a quelli del passato: secondo i dati di Mts, ad agosto 2022 i pronti/termine in cui sono stati usati i BTp si sono attestati sui 130 miliardi giornalieri, in linea con le medie del periodo, mentre nell’agosto 2008 si viaggiava intorno a 70 miliardi. Insomma, oggi il mercato ha numeri strutturalmente molto maggiori di allora. Paragonare i 39 miliardi di oggi con quelli del 2008 rischia insomma di essere fuorviante.
Allarme ridimensionato/3: i BTp futures
Non solo. Un altro modo per speculare contro l’Italia è usando i futures sui BTp. Ma se si guardano questi contratti derivati, non si nota una drammaticità paragonabile a quella segnalata dal «Financial Times»: il cosiddetto «open interest» (cioè le posizioni aperte sui futures) in realtà è calato ad agosto, da circa 50mila posizioni aperte di inizio mese alle 43mila attuali. Se si estende lo sguardo agli ultimi due anni, si nota un leggero aumento a partire da gennaio (nel 2021 siamo sempre stati tra 30 e 40mila), ma nulla di eclatante. Per contro sono aumentate in maniera costante le posizioni aperte sui Bund future, cioè sui titoli tedeschi: da 1,15 milioni di inizio 2021 a 1,19 di agosto 2022. Anche qui, insomma, non si vede alcun attacco.
Allarme ridimensionato/4: i fondi hedge
È vero infine che molti fondi hedge hanno aperto di recente posizioni ribassiste sul nostro debito, ma è anche vero che molti di questi fondi - riferiscono gli esperti - erano ribassisti da molto tempo. Avevano chiuso le loro speculazioni a luglio, quando il mercato era tornato positivo, e ora le hanno riaperte. Inoltre - osserva un addetto ai lavori - «la loro attività di prestito titoli è episodica e scarsamente significativa data l’esiguità dei numeri».
Ma le tensioni ci sono: ecco perché lo spread può salire
Detto questo per l’Italia, sui mercati, si profila un periodo sfidante. Per almeno tre motivi. Da un lato la crisi del gas pesa sul nostro Paese (ma ancora più sulla Germania) e peserà su economia, entrate fiscali e debito/Pil. Dall’altro il sostegno della Bce (che non è venuto meno totalmente) è molto ridimensionato rispetto a mesi fa. Infine le elezioni politiche - come sempre - generano incertezza. Dunque il mercato entrerà probabilmente in fibrillazione. Lo spread forse aumenterà. Tanti sul mercato se l’aspettano. E la speculazione farà la sua parte, come sempre. Ma da qui a vedere già oggi il più grande attacco contro l’Italia, ce ne passa.