Lettera al risparmiatore

Brembo, freni più hi tech per sfruttare al meglio la rivoluzione dell’auto

Il 6-7% dei ricavi in ricerca: dai centri innovativi alle nuove soluzioni eco sostenibili. L’impatto del rialzo di materie prime e bolletta energetica

di Vittorio Carlini

Brembo Sensify, rivoluzione negli impianti frenanti grazie a intelligenza artificiale e software

6' di lettura

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C’è un fil rouge che, anche e soprattutto in questo periodo di grandi cambiamenti nel mondo di auto (e moto), lega le diverse attività di Brembo. È quello della spinta sull’innovazione tecnologica. Si tratta di un approccio il quale trova diverse modalità di espressione.

Così è, ad esempio, il caso della creazione dei cosiddetti Brembo inspiration lab. Uno è stato aperto negli Usa, a San Francisco, e sarà portato a regime in tempi non troppo lunghi. Il prossimo invece, è previsto nel medio periodo e dovrebbe sorgere in Asia (presumibilmente in Cina). Si tratta di centri che, a ben vedere, non possono ricondursi alla tradizionale ricerca e sviluppo di un’azienda metalmeccanica. L’approccio, proprio in funzione della rivoluzione che caratterizza l’automotive (dall’elettrificazione fino alla sempre maggiore informatizzazione dei veicoli), è quello di guardare a campi quali l’intelligenza artificiale, i software avanzati o l’analisi dei big data. Tutti settori la cui esplorazione potrebbe permettere a Brembo, rimanendo all’interno della mobilità, di sviluppare soluzioni oltre il sistema frenante in senso stretto. La società, su questo fronte, non si sbottona. E tuttavia, in ipotesi, non sarebbe fantascienza, visti i molteplici progetti di guida autonoma (o assistita in senso spinto), pensare ad esempio agli stessi freni che non richiedono, per il loro funzionamento, l’intervento dell’uomo. Oppure a soluzioni che non siano solo per il mondo B2B ma anche per quello B2C. Siamo nel campo del futuribile, ma la multinazionale italiana del freno, di cui la “Lettera al Risparmiatore” ha sentito i vertici, intende guardare a nuove frontiere.

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Nuovi prodotti

Frontiere che, sempre rispetto all’innovazione e alla già concreta applicazione d’intelligenza artificiale e tecnologia digitale, hanno invece contorni più nitidi riguardo a Sensify. Qui siamo nell’ambito di un nuovo prodotto, atteso sul mercato per l’inizio del 2024, che, a detta di Brembo, costituisce una svolta per i sistemi frenanti simile quella che l’ABS è stato negli anni ’90. Sensify diverrà presumibilmente il terzo grande prodotto dell’azienda, oltre a pinze e dischi. Una soluzione che, da una parte, integra l’ ecosistema esistente; e che dall’altra, nelle previsioni, contribuirà in maniera considerevole al conto economico. Ovviamente ciò non toglie che, al di là di Sensify, l’azienza prosegua nello sviluppo di nuovi soluzioni frenanti. L’evoluzione, in linea di massima, punta su di un duplice livello: aumento della leggerezza e maggiore eco-sostenibilità del freno. Con riferimento al primo punto è chiaro che soluzioni meno pesanti consentono, ad esempio ad un’auto elettrica, di risparmiare energia, facendo più km con lo stessa quantità di kWh. Rispetto al secondo, invece, il focus da una parte è sull’uso di materiali meno inquinanti e, dall’altra, sull’abbattimento di emissioni di CO2. Proprio su quest’ultimo fronte Brembo ricorda la riduzione, rispetto al 2015, del 45% dell’anidride carbonica prodotta durante l’attività di fabbricazione. Un impegno su hi tech e sostenibilità che, peraltro, caratterizza le stesse due ruote: la neo acquisita SBS Friction produce pastiglie freno eco-friendly per motociclette.

Ciò detto, tornando all’attività organica del gruppo, è chiaro come l’impegno nell’ambito della ricerca e sviluppo sia importante. In tal senso l’azienda sottolinea che gli esborsi annui sull’R&D potranno andare a posizionarsi verso il 6-7% dei ricavi. Un dato che testimonia l’aumento degli sforzi sul fronte in oggetto.

CONTO ECONOMICO A CONFRONTO

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Le supply chain

Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complicata. Il risparmiatore sottolinea un aspetto. La crisi socio-sanitaria, tra i vari effetti, ha contribuito alla creazione di strozzature sulle filiere di approvvigionamento. Un contesto il quale può portare ad una mancanza di elementi per la produzione del gruppo. Il che, è la preoccupazione, rischia d’ impattare sullo sviluppo del medesimo. Brembo non condivide il timore. La società ricorda di avere adottato le opportune contromisure nel procurement: dall’ampliamento del numero dei fornitori fino alla riduzione dei tempi d’acquisto. Una strategia, è l’indicazione, grazie alla quale è stato creato un cuscinetto di sicurezza di componenti (non microchip, ndr) e materie prime necessarie alla produzione. Il che, conclude Brembo, consente di gestire la situazione.

RICAVI PER TIPOLOGIA DI APPLICAZIONI

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La bolletta energetica

Al di là di ciò, però, può ulteriormente obiettarsi che le medesime strozzature sulle supply chain contribuiscono ad aumentare i prezzi delle materie prime (ad esempio, quelle ferrose). Questo, unitamente all’incremento della bolletta energetica, implica l’aumento del costo del venduto con la conseguente possibilità di un impatto sulla redditività. Anche su questo fronte la società, pure conscia del contesto, professa fiducia. In primis, è l’indicazione, rispetto ai materiali ferrosi i contratti sono indicizzati alla variazione dei loro prezzi. Quindi, seppure con uno slittamento temporale di 3-6 mesi, il maggiore onere, come di prassi nel settore, è trasferito sul cliente finale. Con riferimento, invece, al tema del caro energia da una parte, viene spiegato, il gruppo da sempre effettua le coperture contro le oscillazioni dei prezzi; e, dall’altro, stipula normalmente contratti a lunga scadenza sulle fornitura di energia i quali, fissandone ab initio il prezzo, permettono di contrastare dinamiche inflazionistiche. A fronte di ciò, e unitamente al continuo efficientamento produttivo, il gruppo conferma le stime per fine 2021 dell’Ebitda margin tra il 18-19%.

LA DINAMICA DELL'EBITDA

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Le applicazioni

Ma non sono solo le supply chain. Il risparmiatore guarda alla stessa dinamica dei settori di applicazione. In linea di massima la ripartizione dei ricavi, dal 2018 al 2020, è rimasta invariata: il peso dell’automotive sul fatturato, al 30/12/2020, è del 75,1% (76,5% a fine 2018) mentre quello delle moto si è assestato al 9,6% (9,4% tre anni prima). I veicoli commerciali, dal canto loro, vantano un’incidenza del 10,5% (9,7% nel 2018) e il settore corse del 4,8% (4,4%). Alla fine dei primi nove mesi del 2021, però, si nota il calo del peso dell’auto (72,6%) e l’incremento delle due ruote (11,8%). Si tratta di una dinamica che, al di là della situazione contingente sull’automotive, segnala un maggiore focus sulle applicazioni per le moto? La risposta è negativa nel senso che il gruppo, da sempre, considera centrali e strategiche -similmente all’auto - le applicazioni per le due ruote. Certo: nel 2022, al di là dello shopping della svedese SBS Friction, sarà consolidata per l’intero esercizio la società spagnola J.Juan. Il che potrà indurre un incremento del peso delle due ruote sui ricavi. Ciò detto, però, non c’è un cambio di strategie rispetto al settore delle moto. Fin qui alcune considerazioni riguardo alle applicazioni. Quali però le dinamiche del business per area geografica? Al 30 settembre scorso la divisione dei giro d’affari è la seguente: l’Europa pesa per il 52,8% e le Americhe (essenzialmente Usa, Canada e Messico) per il 25,5%. L’Asia, infine, genera il 21% del giro d’affari. Ebbene: tenendo in considerazione che un importante parte del fatturato “targato” Europa in realtà viene concretizzato in Asia, Brembo indica che prospetticamente dovrebbe esserci l’incremento dell’incidenza proprio dell’Asia, in particolare della Cina. In linea di massima, il gruppo afferma che un obiettivo, al netto di situazioni eccezionali e della volontà di espandersi sia in Europa che nelle Americhe, è quello di raddoppiare il peso dell’Asia.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Il mercato dell’auto

Infine la dinamica del mercato dell’auto. Il risparmiatore, rimarcando il noto tema della carenza di semiconduttori nel mondo delle quattro ruote, ricorda i problemi che colpiscono la produzione dei car maker, clienti di Brembo. Un contesto che può frenare l’espansione del business della stessa società. Il gruppo, pure ben consapevole della questione, si dice fiducioso. L’azienda dapprima, nonostante un mercato dell’auto nel 2021 di fatto in linea con quello del 2020, conferma la guidance di un aumento dei ricavi per lo scorso esercizio compreso tra il 20 e il 25%. Un risultato, è l’indicazione, dovuto tra le altre cose da un lato alla qualità ed efficienza dei suoi prodotti; e, dall’altro, al posizionamento nell’alto o altissimo di gamma che sono segmenti, evidentemente, privilegiati dai produttori. Inoltre il gruppo prevede, al netto di situazioni eccezionali, che il mercato dell’auto nella prima metà del 2022 dovrebbe ancora faticare per, successivamente, riprendersi. Nel 2023 poi, anche in scia alla necessità dei car maker di ricostituire le scorte- adesso ridotte al minimo per la crisi dei chip-, il settore è previsto tornare ad espandersi.

Per approfondire:
L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

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