Mercati

Borse, Wall Street chiude in rialzo con ottimismo su tregua. Milano strappa +0,5%

Il petrolio torna a 100 dollari al barile, mentre il Pil americano è salito solo dello 0,5% nel quarto trimestre del 2025. Sull'azionario milanese bene i titoli oil. Acquisti anche su Leonardo con le voci su Mariani nuovo a.d.

di Ivan Torneo e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 9 aprile 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Wall Street chiude la seduta in territorio positivo, a dispetto dei timori legati alla tregua tra Usa e Iran, risultata molto precaria alla prova dei fatti: il Dow Jones sale dello 0,58%, a 48.185,80 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 22.822,42 (+0,83%). In rialzo anche lo S&P 500, a 6.824,66 punti (+0,62%). Gli indici Usa, dopo un’apertura negativa, hanno virato in positivo e i prezzi del petrolio hanno limato i rialzi rispetto ai massimi di giornata dopo che il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che il Paese ha accettato di avviare negoziati diretti con il Libano.

La fragile tregua in Iran non riesce invece a rassicurare i listini azionari europei, che dopo il rimbalzo di ieri sono tornati a frenare a causa dei timori sulla tenuta del cessate il fuoco tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti. In attesa dell'avvio dei colloqui di pace in Pakistan, resta sotto i riflettori il nodo dello stretto di Hormuz, di cui il presidente americano Donald Trump ha chiesto un'immediata riapertura senza l'imposizione di pedaggi di alcun tipo.

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Sul fronte macroeconomico, intanto, i dati arrivati dagli Stati Uniti hanno mostrato che nel quarto trimestre del 2025 l'economia a stelle e strisce è cresciuta meno di quanto stimato inizialmente, mentre l'inflazione in febbraio resta sostenuta, anche se in linea con le attese, prima del probabile incremento dovuto alla guerra. Gli operatori aspettano quindi la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo di marzo, in calendario venerdì, che inizierà a registrare l'impatto del recente shock energetico.

Tornando alle Borse del Vecchio Continente, la migliore prestazione di giornata è quella registrata da Piazza Affari, dove il FTSE MIB ha strappato una chiusura sopra la parità grazie agli acquisti sui titoli del petrolio, sostenuti da un greggio tornato a 100 dollari al barile. 

Il Pil Usa rallenta a +0,5% nel quarto trimestre

Negli Stati Uniti, come detto, l'economia si è rivelata in forte rallentamento nel quarto trimestre del 2025. Secondo il dato pubblicato dal dipartimento del Commercio, il prodotto interno lordo statunitense è cresciuto dello 0,5% nel quarto trimestre 2025, in base alla lettura finale. Le attese erano per una conferma dello 0,7% in seconda lettura, dopo l'1,5% in lettura preliminare. Nel terzo trimestre il Pil era salito del 4,4%.

A Milano acquisti sui petroliferi

Sull'azionario milanese sono rimbalzati i petroliferi dopo i cali della vigilia e in scia al ritorno al rally dei prezzi del greggio, guidati da Eni e Tenaris .

Scatto di Leonardo - Finmeccanica , sulle indiscrezioni che danno in dirittura d'arrivo la scelta del nuovo amministratore delegato in sostituzione di Roberto Cingolani. Secondo i rumor, il governo è orientato a indicare Lorenzo Mariani, a.d. di Mbda Italia ed ex condirettore generale di Leonardo fino al 2025.

In coda al Ftse Mib si segnala invece Recordati .

Torna a salire il petrolio

Il petrolio chiude a New York in rialzo, ma sotto i 100 dollari al barile, scontando comunque le pesanti incertezze sulla tenuta della tregua tra Usa e Iran: il Wti, il benchmark americano, sale del 4,02%, a 98,21 dollari, mentre il Brent si attesta a quota 96,56 dollari (+0,67%).

I mercati a metà seduta

Sale l'oro, euro/dollaro poco mosso

In rialzo l'oro spot, che sale dell'1,52% a 4.792 dollari l'oncia. Sul valutario, l’euro è stabile a 1,1702 dollari, (da 1,1692 di ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 185,85 yen (da 185,10), mentre il rapporto dollaro/yen è a 158,64 (da 158,30).

Spread fermo a 77 punti, sale rendimento decennale

Sull'obbligazionario, chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund, all'indomani di una seduta in cui i rendimenti sulla curva euro hanno segnato una decisa discesa, beneficiando della tregua tra Usa e Iran. Nella seduta di oggi, che ha visto i rendimenti dei titoli europei puntare al rialzo, in chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 77 punti, in linea con il closing di ieri. Il rendimento del BTp decennale benchmark ha segnato un'ultima posizione al 3,78% dal 3,71% della

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