Mercati

Borse deboli e petrolio in risalita tra stallo Iran e attesa Big Tech. Adidas vince con Sawe

Il petrolio torna a correre con le tensioni nello Stretto di Hormuz. Attesa per le riunioni di Fed e Bce nei prossimi giorni e per le trimestrali dei colossi tecnologici americani

di Ivan Torneo e Chiara Di Michele

La Borsa in un minuto

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo stallo e l'incertezza dei negoziati fra Stati Uniti e Iran, accanto alle tensioni nello Stretto di Hormuz, continuano a pesare sul sentiment degli investitori che prediligono rimanere cauti, anche in attesa di una settimana particolarmente ricca da un punto di vista macro e che vedrà le riunioni di tutte le principali banche centrali. Così le principali piazze europee chiudono sotto la parità: Milano (+0,04%) resta a galla con la spinta di Saipem che guadagna più del 4 per cento. Più indietro il Parigi (-0,19%), Francoforte (-0,2%) , mentre Madrid si ferma sulla parità. Fanno peggio Amsterdam (-1,1%) e Londra (-0,56%). A Wall Street i principali indici sono in ribasso, mentre sale l'attesa per i conti trimestrali dei colossi tech.

Sul fronte mediorientale, si guarda ai tentativi di accordo tra Usa e Iran, che dovrebbero precedere la tanto agognata riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che l'ultima tornata di colloqui di pace in Pakistan è stata annullata. «La volatilità delle negoziazioni tra Iran e Usa genera un sentiment instabile, ma lo scenario base rimane indirizzato verso la de-escalation», scrive Luca Simoncelli di Invesco, secondo cui, però, «la probabilità di uno scenario in cui si stia creando un primo danno concreto alla crescita economica, non solo all’inflazione, è in aumento». A proposito di inflazione, occhi puntati sulle banche centrali: la Banca del Giappone si riunirà martedì per decidere se tagliare o meno i tassi; mercoledì sarà la Federal Reserve a decidere sul tasso di interesse di riferimento, dopo aver operato l’ultimo taglio al costo del denaro nella seconda metà del 2025; giovedì sarà poi la volta di Bce e Banca d’Inghilterra.

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Borse caute, gli investitori guardano al Medio Oriente

Wall Street contrastata, big tech Usa alla prova dei conti

Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,13% a 49.168,10 punti, il Nasdaq sale dello 0,20% a 24.887.10 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,12% a 7.173,96 punti. Sale l'attesa per la decisione della Federal Reserve e per le trimestrali dei colossi tecnologici: mercoledì saranno diffusi i numeri di Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft, indicatori chiave del sentiment che circonda il settore dell’intelligenza artificiale, che hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato complessiva di 11,6 miliardi di dollari, pari a oltre il 19% dell’intero S&P 500. Sull'azionario, corre Qualcomm dopo che l’analista specializzato nel settore tecnologico Ming-Chi Kuo di TF International Securities ha scritto su X che OpenAI sta collaborando con l’azienda e con il produttore taiwanese di semiconduttori MediaTek per sviluppare processori per smartphone. L’annuncio ha galvanizzato gli investitori che credono nel fatto che l'intelligenza artificiale possa dare il via a una nuova ondata di aggiornamenti nel settore degli smartphone.

A Francoforte Adidas tra i migliori con le "superscarpe" di Sebastian Sawe

Adidas batte Nike grazie alla sua 'superscarpa' da corsa. Domenica, infatti, il maratoneta Sabastian Sawe ha vinto la London Marathon con il tempo record di 1:59:30. Una volta tagliato il traguardo, l’atleta keniano ha sollevato le sue scarpe verso il pubblico con il minutaggio della sua corsa scritto sotto alle tre strisce simbolo di Adidas. Sawe ha così superato il precedente record stabilito nel 2023 dal connazionale Kelvin Kiptum, che aveva corso la Chicago Marathon in 2 ore e 35 secondi indossando scarpe Nike. A soli 11 secondi da Sawe alla maratona di Londra è arrivato l’etiope Yomif Kejelcha, anche lui con le Adidas ai piedi, che ha chiuso secondo nella gara maschile. La sua connazionale Tigst Assefa ha stabilito un nuovo record mondiale nella gara femminile, con un tempo di 2:15:41. E ai piedi calzava scarpa Adidas. I risultati vincenti della maratona si riflettono sul titolo del colosso tedesco, che a Francoforte chiude in rialzo di quasi il 2 per cento portando la capitalizzazione di mercato a quasi 25 miliardi di euro. Il titolo viene da un periodo poco brillante, con una perdita di oltre il 18% in un contesto di consumi sempre più complesso. Ora i primi segnali positivi, grazie proprio a quella categoria running trascurata troppo a lungo (dal 2010 al 2020). Nell’ultimo anno, infatti, le vendite del comparto running sono cresciute di oltre il 30%, contribuendo a ricavi record di 24,8 miliardi nel 2025. Sawe, Kejelcha e Assefa indossavano le scarpe da gara Adizero Adios Pro Evo 3, definite dalla società “le Adizero più leggere e veloci di sempre”. La misura europea 43 pesa 97 grammi e costa 500 dollari. Il modello Adizero Evo Sl, più economico rispetto alla Adios Pro Evo, si è rivelato popolare tra i runner amatoriali.

In calo Avio, corre Saipem. A Parigi occhi su Essilux

Sull’azionario a Piazza Affari, gli acquisti premiano Saipem (+4,3%) che chiude in vetta al listino, sostenuta dai rialzi del greggio. Ben comprate anche le banche, con Bper (+1,9%) che guida i rialzi insieme a Banca Mediolanum (+1,8%). Rimbalza Nexi (+1,5%) dopo le perdite iniziali con il downgrade da parte di BofA, che ha tagliato la raccomandazione sul titolo a ‘Underperform’. In coda al listino, Avio (-4,5%), St (-2,3%) e Prysmian (-2,2%). Giù anche Ferrari. Alla Borsa di Parigi, EssilorLuxottica chiude sulla parità, dopo i guadagni iniziali, nel giorno dell’assemblea di straordinaria di Delfin, con i soci chiamati a esprimersi sul passaggio del 25% in mano ai fratelli Paola e Luca Del Vecchio a Leonardo Maria Del Vecchio.

Petrolio continua la corsa al rialzo

Ancora rialzi per il prezzo del petrolio dopo che anche il secondo round di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran è stato annullato e il Presidente Trump ha dichiarato che eventuali ulteriori negoziati con l'Iran potrebbero svolgersi per telefono. Il Brent in scadenza a giugno segna un rialzo di oltre 3 punti percentuali, sui 109 dollari al barile, mentre il Wti di pari scadenza è sopra i 97 dollari. Gli analisti di Citi, intanto, hanno posticipato lo scenario di base per la riapertura dello Stretto di Hormuz a fine maggio, da metà-fine aprile, e ribadiscono l'obiettivo rialzista sul prezzo del Brent per un massimo di tre mesi a 120 dollari al barile.

Euro/dollaro poco mosso, cala Bitcoin

Poco mossi i cambi tra le principali valute. L’euro-dollaro si assesta poco sopra 1,17, l’euro-yen sui 186 (invariato) e il dollaro-yen è in area 159. Perde quota il Bitcoin a 77.440 dollari (-1,15%). Piatti i metalli preziosi, con l’oro spot a 4.712 dollari l’oncia (+0,06%) e l’argento spot a 75,8 dollari (+0,2%). Sul fronte energetico, è calo il gas naturale ad Amsterdam, sui 44 euro al mwh.

Spread chiude in rialzo a 80 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 80 punti dai 79 punti del closing precedente. Sale anche il rendimento sulla scadenza decennale benchmark italiana che a fine seduta vale il 3,83% dal 3,80% della chiusura di venerdì scorso.

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